Donne e conoscenza storica  

 

 

Marirì Martinengo, Le Trovatore II. Poetesse e poeti in conflitto, Quaderni di Via Dogana, Libreria delle Donne di Milano, giugno 2001 (a cura di Clara Jourdan), Lire 22000.

Con questo secondo volumetto Marirì Martinengo completa la silloge delle poesie - canzoni e tenzoni - delle poete provenzali, iniziata col primo libro Le Trovatore. Poetesse dell'amor cortese del XII° e XIII° secolo, pubblicato nel '96, sempre dalla stessa editrice. Un terzo volume, solo di immagini, si aggiungerà, col tempo, ai precedenti.

Per la prima volta in Italia si può così conoscere la voce di queste poete-musiciste medievali (le poesie riportate, una quarantina circa, distribuite nei due libri, sono in lingua d'oc con traduzione italiana a fronte), contemporanee dei famosissimi trovatori, ma quasi dimenticate da critici e studiosi.
L'idea-base è che una cultura come quella trobadorica, che fece dell'amore e dell'erotismo la propria essenza, non poté essere stata creata se non dalle donne, che, nella relazione con le loro simili e con gli uomini, realizzano la loro più autentica natura. Natura che si fece cultura in Provenza, nei primi secoli dopo il mille, quando un'intera società intendeva l'amore non solo come piacere, gioia della corrispondenza, ma insieme come origine e sostanza propria dell' estetica, come guida strutturante il retto comportamento interpersonale e collettivo. Le donne, depositarie dell' intelligenza d'amore, erano riconosciute consigliere autorevoli, si ricorreva a loro per essere illuminate/i nel cammino della vita.

Le poesie sono accompagnate da interpretazioni e commenti che partono esclusivamente da quanto dicono le scrittrici stesse, attraverso le parole delle quali si disegna la società del tempo, dove la differenza femminile e maschile erano riconosciute, messe a confronto e causa sovente di conflitto, come si vede soprattutto nel secondo libro.
La prefazione a Le Trovatore II. Poetesse e poeti in conflitto è scritta dalla prestigiosa filologa tedesca, Angelica Rieger, che ha dedicato alle poete occitane un esauriente studio (Trobairitz, Tubingen, 1991), indispensabile riferimento per quante/i desiderino trattare l'argomento. Questa prefazione valorizza il libro.
Esso è corredato da due tipi di illustrazioni: alcune, tratte da opere scultoree del tempo, evidenziano il ruolo sociale autorevole esercitato dalle donne nell'Europa medievale, altre, tratte dalla collezione di quadri, ispirati alle poesie delle trovatore, di una pittrice contemporanea, Rosy Daniello, mostrano la vitalità oggi del messaggio trobadorico
femminile, legano il lontano passato con il presente.