Donne e conoscenza storica

Recensioni

scheda su: Simona Weller

 


Simona Weller, Una rosa nel cuore, Avagliano Editore, 2001

di Attilia Cozzaglio

Nella appassionata biografia della pittrice Marie Clèmentine Valadon, entrata nella storia dell'arte come Suzanne Valadon, scritta da Simona Weller, a sua volta artista, molti sono gli spunti che potrebbero essere ripresi in queste note di lettura.

C'è una Parigi non ancora completamente urbanizzata, dove sul finire dell'Ottocento la collina di Montmartre, con i mulini, gli orti, i boschetti, i locali di ritrovo, diviene terreno di mediazione culturale, spazio di trasgressione di ordini sociali e artistici precostituiti, luogo di incontro di pittori, pittrici, scultori, musicisti, mercanti d'arte, ballerine e ballerini, uomini e donne della malavita, uomini e donne delle classi subalterne.
Ci sono gli artisti, alcuni già affermati, altri ancora all'inizio del loro percorso: l'ansia di trovare nuove forme di espressione si accompagna alla lotta per la sopravvivenza, un quadro venduto significa avere denari per comperare tele e colori per le nuove opere.
C'è la vita notturna, tempo conteso alle fatiche della dura vita quotidiana, per alcuni, e per altri momento di incontri, di scambi, di amori che vanno ad alimentare l'energia creativa.

Ma su tutto questo c'è Suzanne, l' acrobata, non a caso la prima vera professione. Nel circo di periferia, sotto le luci, dimentica gli orrori di una vita spesa sulla strada, facendo, come tanti bambini, piccoli traffici.
La solitudine degli anni infantili, l'assenza di una madre troppo intenta a sopravvivere per curarsi di sua figlia, l'estrema povertà, di affetti, di cultura, di denari, se da un lato condizioneranno la "terribile Maria", dall'altro la lasceranno libera.

"…ciò che Suzanne riesce ad esprimere così liberamente deriva dal fatto che è cresciuta senza un'educazione condizionante. Nessuno l'ha educata a diventare donna. Così la sua creatività, il suo talento, la sua sessualità, sono fioriti spontaneamente con la stessa naturalezza permessa agli uomini".

Questo pensa di lei Degas, il primo che riconosce il suo talento di artista. Come una acrobata, Suzanne entra negli atelier e nelle vite degli artisti, - Puvis de Chavennes, Renoir, Lautrec - diventa modella, amante, musa ispiratrice, madre di un figlio molto amato, che sarà il grande Utrillo, senza perdersi e senza perdere il filo del suo desiderio: diventare pittrice. Nelle relazioni si dà con generosità, ma apprende un linguaggio, un modo di esprimersi e di vedere il mondo.
"Era felice di aver ritrovato, ancora una volta, una bella intelligenza con cui esercitare la sua"
Ma con un guizzo, ritorna libera, pronta per nuovi incontri e nuove esperienze. E' una " vagabonda della vita", sempre fedele a se stessa e alla propria arte.
E quando ormai Marie Clèmentine è diventata Suzanne Valadon, i quadri vengono richiesti per le esposizioni, compaiono i primi compratori, ci sono i denari per un piccolo atelier, per le tele e i colori, solo allora Suzanne pittrice si fa da parte e diventa moglie di un marito borghese, pensa al figlio che ha bisogno di un padre, alla madre così provata dalla vita, alla sicurezza economica. E qui si ferma la biografia di Simona Weller, lasciandoci il desiderio di sapere che cosa ne sarà della piccola grande acrobata.