Donne e conoscenza storica
       

 

Melania Mazzucco, Vita, Rizzoli, 2003

di Donatella Massara

Nel sito
Ricerche bibliografiche:
Storia romanzata

Link:

Nel sito della Libreria delle Donne di Milano la recensione di Daniela Padoan

Come molte altre persone ho antenati che sono emigrati in USA e in altri paesi nei primi anni del Novecento. Sono le sorelle e i fratelli della mia nonna materna. Di quella emigrazione è rimasto nella mia memoria il fatto che mi raccontavano mia nonna e mia madre e come tutto ciò che ci viene comunicato durante la nostra infanzia si è appeso alla coscienza come una normalità. Adesso c'è questo romanzo che descrive e immagina la vita dei personaggi del ramo paterno della famiglia della scrittrice durante i durissimi anni dell'emigrazione dal 1909 in poi in America. L'ho letto prima con ammirazione, poi con interesse da un certo punto in là verso le cinquanta pagine finali frettolosamente con la voglia di metterlo in una scansia della libreria. Ammiro quindi la scrittura di Melania Mazzucco, mi ha coinvolta la storia che ha raccontato perchè si è formata fra immaginazione e ricerca d'archivi, famigliari e istituzionali (è stata a New York a indagare fra le fonti che documentano la grande emigrazione italiana). Ho concluso la lettura con l'impressione di avere chiuso un capitolo più che averlo aperto. Sono pochi gli interrogativi che la scrittrice lascia aperti, essendo i vuoti incolmabili della storia saturati con un finissimo esercizio letterario. Ma è giusto che sia così, la famiglia è la sua e a partecipare a questa sorte io, lettrice, mi avvicino in punta di piedi e così rispettosamente letto il suo svolgimento lentamente mi allontano.

Rimane quindi un grande romanzo che potrebbe riguardare tutti e tutte noi, emigrati e non, borghesi e proletari, e allo stesso tempo, è teso nello sforzo, di fare parlare una donna, Vita la protagonista, cugina e amante perduta di Desiderio. In questa tensione, noncurante di verità e fantasia, è descritta, senza volerlo la condizione della storia delle donne, forse quella che c'è stata piuttosto che quella che c'è. Di Vita infatti quasi nulla ha potuto raccogliere 'storicamente' la scrittrice. C'è una vecchia foto di quand'era ragazzina, la pagina di giornale dove il padre ne denuncia la temporanea fuga, la testimonianze di un'amica, una dipendente del suo ristorante americano, intervistata mentre gode la sua vecchiaia in una casa di riposo italiana, di lei però non è registrata neanche la presenza sulla nave che portò nel porto di New York il nonno ragazzino in compagnia di lei bambina. Anche di Desiderio tuttavia si sa poco perchè, come racconta il romanzo, tornato in Italia si prodigò per decenni per cancellare tutto quello che era stato per lui ll'emigrazione. Una feroce autorimozione che ricorda, come non dirlo, la silenziosa testimonianza di chi, dopo la guerra, non riuscì a raccontare cosa era stato, perchè nessuno gli o le avrebbe creduto. Cosa era stata la Shoa. Adesso ritornano queste testimonianze come dice una grande storica Annette Wiewiorka in L'Era del testimone, R. Cortina, 2000, dove esamina la storia della testimonianza dei sopravvissuti e delle sopravvissute ai campi di sterminio, come dopo anni di rimozione, a metà anni '50 Elie Wiesel rompe il silenzio con La notte fino ad arrivare al progetto della Fondazione di S. Spielberg per video registrare e mettere in rete, le testimonianze di chi sa qualcosa che può ricordare e dire la storia della persecuzione ebraica sotto il nazismo..

Ringrazio Melania Mazzucco per il successo che si è giustamente concessa, perchè me ne sono sentita anch'io partecipe; l'arte di scrivere può sollevare anzitutto le ansie per la nostra trasmissione di storia e spostarle sui prodotti letterari e di questa sospensione - come diceva Schopenhauer: <<dell'infelicità di vivere>>, facciamo tesoro, perchè nonostante ogni disgrazia Vita ne è rimasta integra ed è questa l'invenzione femminile che la scrittrice, attraverso una pura immaginazione letteraria, ci fa scorgere come una verità, buona come interpretazione, che può riguardare la storia delle donne. La storia di soggetti, esterni-interni alle grandi narrazioni, invincibili perchè combattono con armi non ascritte nel vocabolario come tali, senza iscrizione e senza definizione, vite, alla lettera.