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Ipertesto
Cristina
Trivulzio di Belgioioso e la Rivoluzione del '48
Testo:
Sul
viaggio femminile in Oriente
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Cristina
Trivulzio di Belgioioso, Ricordi nell'esilio, a cura
di Maria Francesca Davi, Pisa, Edizioni ETS, 2001. pp.300
di Luciana Tavernini
Leggere
i Souvenirs dans l'exile, nel francese originale o nella
accurata traduzione a fronte, è un modo davvero piacevole
per conoscere una delle personalità più affascinanti
e poliedriche e, insieme a tratti della sua vicenda biografica,
anche aspetti della storia dell' Ottocento.
Questi Ricordi sono in realtà un epistolario diretto
dalla principessa di Belgioioso.
all'amica Caroline d'Althon Shée Jaubert. La corrispondenza
per lettera è un genere letterario in cui le dame francesi
hanno sempre eccelso, a cominciare da Mme de Sévigné.
Nel 1849, ad opera delle truppe francesi, cade la Repubblica
Romana. Durante questo breve perido repubblicano Cristina aveva
diretto gli ospedali militari, creando un corpo infermieristico
femminile, prima che Florence Nigthingale lo facesse in Crimea.
E' quindi costretta all'esilio e non desidera più tornare
a Parigi, sua seconda patria, da cui si sente tradita.
Inizia dunque un viaggio verso l'Oriente, in particolare verso
l'impero Ottomano che - in piena fase di modernizzazione - sta
aprendosi alla presenza occidentale.
Utilizza nella corrispondenza il linguaggio leggero, profondo
e ironico, tipico dei migliori salotti parigini degli anni '30
e '40, di cui era stata l'animatrice. E' una scrittrice allenata,
aveva al suo attivo un poderoso studio sull'origine del dogma
cattolico) e da quasi vent'anni faceva la giornalista bilingue,
specializzata nella descrizione della situazione politica ed
economica italiana. Era stata fondatrice e direttrice di diverse
riviste risorgimentali.
In queste lettere infatti traccia ritratti indimenticabili dei
personaggi più famosi di quegli anni, rivelandone anche
aspetti intimi del carattere, dato il suo privilegiato punto
di osservazione di amica o di frequentatrice abituale. Ecco
allora la descrizione del rito del tè tra Mme de Récamier
e Chateaubriand e le acute analisi delle loro personalità;
l'affettuoso ricordo dell'anziano e autorevole generale La Fayette;
la descrizione dell'ironico atteggiamento di Heine nei confronti
di Bellini e lo strazio per la sua morte prematura, i giochi
di parola con Balzac e le accese discussioni storico filosofiche
tra Thierry, Mignet, Chenavard in cui lei stessa dà ragione
ora all'uno, ora all'altro ora a lei sola. E poi quasi dei brevi
racconti: la storia del cantante lirico Mario, un nobile che
ha scelto di calcare le scene o quella della sua visita a Mme
d'Agoult, su richiesta di Liszt, o la visita a Luigi Napoleone
nella prigione di Ham e tanti altri.
Ma Cristina non dimentica i fatti più recenti delle lotte
tra il '48 e il '49 in Italia, con disincanto ci presenta la
situazione degli ospedali romani, o alcune figure di uomini
politici del periodo, come quella di Gioberti.
Pian piano, scrivendo all'amica, la Belgioioso mette in luce
i traumi dell'esilio, riflessioni, quanto mai attuali, su questa
condizione, proprio perché frutto di un'esperienza vissuta
intensamente.
Lo sguardo non è però rivolto solo al passato:
con la sua capacità di vedere (era anche pittrice), descrive
sia i paesaggi sia le persone sia le popolazioni che incontra,
offrendo una panoramica dell'intreccio di culture del Mediterraneo
orientale quanto mai varia: da Malta, alla Grecia, a Costantinopoli,
non solo sul territorio, ma anche sui battelli e nelle case
private.
La sua attenzione è particolarmente rivolta alle donne,
che sa mostrare in modo non stereotipato, aprendo squarci di
società ottocentesca, quanto mai viva e diversificata.
Nelle sue osservazioni le modalità di rapporto tra i
sessi in Occidente e in Oriente vengono messe a confronto, in
modo acuto, ironico e non convenzionale.
La brillante introduzione di Maria Francesca Davi, che ha curato
la traduzione, offre alcune informazioni essenziali su un personaggio,
decisamente in anticipo sui tempi, e ci presenta alcune chiavi
di lettura per quest'opera la cui varietà di argomenti,
l'intreccio tra tempi e ambienti differenti, la freschezza espressiva
ne fanno una lettura di ampi orizzonti., consigliabile anche
a giovani lettrici e lettori.
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