Donne e conoscenza storica

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presentazione di Elena Rossi ai racconti non ancora tradotti in italiano della storica Emma Donoghue

 

Tracy Chevalier, La ragazza con l'orecchino di perla, Ed. Neri Pozza
gennaio 2001

di Elena Rossi

Tracy Chevalier dice che l'idea le è venuta osservando una riproduzione del quadro che aveva appesa nella sua stanza da quando aveva 19 anni: "La storia era già lì. Vermeer aveva già fatto tutto per me". Il quadro è "La ragazza con l'orecchino di perla", ed è come se lei stessa uscisse dalla tela a raccontarci la sua storia, ma il gioco medianico è duplice, perché alla fine sarà il lettore a trovarsi trascinato in quella casa di Delft, nel XVII secolo, a salire e scendere le scale che conducono all'atelier del pittore o ad attraversare la strada che porta alla Piazza del Mercato. Proprio come la sedicenne Griet, fantesca di casa Vermeer, si fa rapire dal mondo privato del pittore, un mondo esclusivo in cui non c'è posto nemmeno per la sua famiglia, e di cui lei - e lei sola - impara a scoprire il linguaggio fatto di luci e di colori.

Tracy Chevalier è di una bravura eccezionale a tracciare delicatamente i tratti psicologici della protagonista, una giovane donna che scopre un amore ideale e irraggiungibile e nello stesso tempo sceglie di misurarsi con la realtà, così come è abile a dipingere le figure di contorno, in gran parte femminili. Un complimento va anche alla traduttrice italiana, Luciana Pugliese, che ha reso fedelmente una scrittura semplice e suggestiva, quasi una pennellata, capace di far "vedere" le scene che descrive. E stupisce che l'originale sia in inglese, che Tracy sia nata a Washington e viva a Londra e che in Olanda ci sia stata solo pochi giorni per documentarsi.
Di materiale grezzo ne ha in gran quantità: di Johannes Vermeer si sa ben poco, non abbiamo nemmeno un suo ritratto certo e i personaggi che appaiono nei suoi dipinti non sono identificabili con certezza. Eppure è come se i pochi particolari della sua biografia che si conoscono - la conversione al cattolicesimo per sposare Catharina Bolnes, gli undici figli, la morte improvvisa a soli 43 anni, i debiti, l'uso della camera oscura per studiare la scena da dipingere - fossero i tasselli portanti di un puzzle che si costruisce da solo, riempiendo via via anche l'angolo più in ombra, il particolare più insignificante. Tracy sembra conoscere il segreto dei veri artisti: come sa lo scultore che affronta un blocco di pietra grezza, l'opera d'arte è già lì, e tutto quello che deve fare è liberarla dalla materia grezza che la nasconde e portarla alla luce.
Così come è costruito bene il romanzo, merita una segnalazione anche il sito internet che gli fa da complemento: una delle rare dimostrazioni di come si possa usare un altro strumento mediatico per promuovere un libro, andando oltre alla solita recensione, quarta di copertina e intervista con l'autore o l'autrice. Particolarmente riuscita la sezione dedicata alle oltre opere di Vermeer citate nel romanzo, arricchita di link a siti esterni in cui si possono vedere tutti i 36 capolavori conosciuti dell'artista, uno studio sull'uso della camera oscura e molto altro.
http://www.pearlearring.com