Donne e conoscenza storica
       

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Gabriella Romano, I sapori della seduzione. Il ricettario dell'amore tra donne nell'Italia degli anni '50, Ombre Corte, 2006

di Donatella Massara

 

L'autrice di questi racconti di storia orale è per la mia agenda anzitutto una regista. Apprezzabilissima. I suoi documentari che indagano la storia documentaria delle lesbiche e anche degli omosessuali italiani sono racconti attenti e appassionati. Sono note biografiche essenziali e concise di donne singole, di coppie e anche di alcuni uomini che potrebbero volare e descrivere nell'aria i disegni di una storia molto più estesa. La storia del lesbismo e anche dell'omosessualità ha un testo italiano ormai classico di riferimento che ha tracciato le linee di sviluppo della presenza omosessuale nella società e soprattutto della repressione che ha sollevato nei secoli. E' L'amante celeste di Rosanna Fiocchetto, autrice a cui Gabriella in poche parole nell'introduzione, in qualche modo, riferisce il libro. E che con una postfazione il libro conclude.

In Pazza d'azzurro e L'altro ieri e adesso con il libro l'autrice fa fare un altro passo alla storia delle lesbiche in Italia; in I sapori della seduzione raccoglie le storie libere e variegate di piccoli -così dice- ma forti dico io dichiarati segni di amore fra donne in un periodo preciso gli anni Cinquanta. Sono anni in cui il mondo lesbico non aveva visibilità in Italia; la chiesa metteva ordine in ogni aspetto della vita intima dei suoi fedeli, allungava le gonne, proibiva i balli e rincorreva le giovani donne appioppandogli peccati che neanche conosceva. Il senso del libro è allora quello di ricercare come nelle case, fra i sapori della cucina, la storia dell'amore fra donne svolgesse la sua trama. Il fatto sicuro è che la trama c'è stata. E' così che, leggendo queste storie, familiarità, curiosità divertita, un attimo di incredulità, colori e immagini baluginano davanti agli occhi, sullo sfondo giallo-rosa dell'infanzia, per chi come me nel 1950 è nata .

Questi sono i moti emozionali che accompagnano la lettura. C'è quindi un entrare nella storia di queste donne attraverso le loro storie ma anche c'è una dispersione attiva e creatrice di idee e di esperienze che invece di allinearsi e di intruppare i fatti e i paradigmi lascia libera la sua materia che va a mettersi dove le pare.

Sia nei film che in questi racconti la soggettività lesbica disfa puntualmente idee precostituite o pregiudiziali, ne coniuga di nuove che tali non sono collocandosi in un tempo lontando di cinquantanni fa. Affatto icone stinte del paesaggio moderno come vorrebbero posizionarle alcune testimonianze, quelle per intendersi del normale glossario che rappresenta l'omosessualità, le donne che amano donne con il loro desiderio spavaldamente occupano le strade della società e della famiglia del tempo in cui vivono. E' ovvio che molto hanno fatto per nascondersi tuttavia quello che conta è che non è stata invisibile l'attrazione erotica che le ha portate l'una verso l'altra. Ho visto di nuovo in questo testo e mi sembra molto interessante relazioni che sono rimaste attive. Le coppie si sono riviste e in alcuni casi non si sono mai lasciate, passando per nuove relazioni, anche matrimoni eterosessuali ma rimanendo vivissime le attese l'una per l'altra se non nella vita quotidiana, almeno nella memoria che si impadronisce di quanto avveniva. Segni sparsi del desiderio di scambievole amore e di intesa sessuale ridisegnano la storia delle donne, mescolando e mischiando, come nei ripieni e negli impasti, le donne che sono diverse, e vale la pena tentare di non troppo etichettare.

Il libro mi ha suggerito una riflessione. Anzitutto la straordinaria capacità della scrittura di storia orale nel riprodursi in lingua viva. Una lingua che è per forza di cose materna e immette la storia nella traiettoria circolare e espansa del continuum lesbico. (cfr.Adrienne Rich n. 1) Ritroviamo noi stesse, ricostruiamo una memoria sapendo che in piccolissimi segni di sutura della continuità ci sono le donne, tutte le donne e anche nostra madre. I racconti mi hanno fatto ritrovare parole e giudizi che appartengono a quanto ho ricevuto da mia madre, prima di molte altre. Sono i segni del tempo che spingono le donne nel divenire ma anche nella continuità. Un procedere che secondo me impedisce il temibile tornare indietro ma anche credere nel travolgente progresso.
Ci sono cambiamenti ma c'è un legame con chi ci ha precedute che la storia tira fuori.

nota 1: <<Per continuum lesbico intendo una serie di esperienze - sia nell'ambito della vita di ogni singola donna che attraverso la storia - in cui si manifesta l'interiorizzazione di una soggettività femminile e non solo il fatto che una donna abbia vuto o consciamente desiderato rapporti sessuali con un'altra donna. Se allarghiamo il concetto fino a includervi molte altre espressioni di intensità affettiva primaria fra donne, quali il condividere una ricca vita interiore, l'alleanza contro la tirannia maschile, lo scambio reciproco di appoggio pratico e politico se sapremo associarvi anche quegli esempi di resistenza al matrimonio e quei comportamenti da haggard (significati obsoleti: una donna "indomabile", "ostinata", "incontinente", e "licenziosa") allora cominceremo a recuperare brandelli di storia e di psicologia delle donne che ci erano finora esclusi come conseguenza delle definizioni limitative e in gran parte cliniche di "lesbismo">> e il brano continua mostrando poi come la esistenza lesbica vera e proria è stata rimossa - lettere bruciate, diari strappati, proprio per imporre un regime di eterosessualità obbligatoria.

Adrienne Rich, Eterosessualità obbligatoria ed esistenza lesbica, (pag. 26) sta in nuova DWF, Amore proibito. Ricerche americane sull'esistenza lesbica, n.23/24, 1985 torna su

7.5.2006