Donne e conoscenza storica
       

Recensioni 2007

 

 

Giovanna Riolfo Pessano, Sulla soglia dell'invisibile, Marco Sabatelli Editore in Savona, 2007
(118 pagine, € 12.00)

di Marirì Martinengo

 


Una raccolta di più di cento liriche scritte, a intervalli, in uno spazio di tempo che si espande dai primi anni '70 fino alla fine del 2006, quasi quaranta anni di vita, scanditi, sul ritmo dei versi, da eventi ora lieti ora drammatici ora profondamente dolorosi (Sono un gomitolo di dolore, p.35); vi si snoda una vicenda umana colta nei suoi momenti vibranti con sensibilità, tenerezza, semplicità, ma anche con maestria e padronanza del linguaggio poetico. Un'autobiografia in versi, in sapiente equilibrio fra emozione e contemplazione, uno sguardo posato su una parte della propria esistenza, rivolto a registrare ciò che è stato, ma insieme inteso a lasciare testimonianza, a costruire memoria per sé e per altre e altri. Ognuno ognuna di noi - sembra suggerire Giovanna - si trova a raccogliere dalle generazioni passate un'eredità di pensiero, di esperienza, di affetti, un tesoro da trasmettere alle generazioni presenti e future.
L'aspetto che attrae soprattutto e prima di tutto in questa raccolta di poesie è l'intensità del legame che l'autrice stabilisce fra la terra e il cielo, fra il mondo dei vivi e quello dei defunti, un andirivieni continuo, ben sintetizzato dal titolo del libro. Giovanna è sulla soglia, porge una mano a coloro che al presente con l'affetto l'attorniano e con l'altra tiene saldamente avvinte, per non farle svanire, le creature amate che non le sono più compagne nel percorso terreno. Ma, paradossalmente per noi, queste, in virtù della sua fede, le sono ancora accanto.

Tu
Fiume sotterraneo
Della mia vita
Magicamente affiorato.

In questi volti dei tuoi compagni
Ti ho ritrovato.
Tu
Adesso scorri in mezzo a noi
Sereno
Con la certezza
Dell'esistere eterno. (A Gabriele, 1982)

Ti sei allontanata
Un freddo lunedì,
Lasciandomi socchiusa
la porta dell'al di là. (Ti sei allontanata, 1988)


La morte è una soglia che si può valicare in un senso come nell'altro, ha volto ambiguo, è in grado di privare, ma anche di ridonare. La morte, ora amica:

La morte così
mi diventa sorella
golfo amato
approdo della vita. (A Rinaldo, 1983)

Ora nemica, spietata rapinatrice, tangibile presenza che invade la casa e riempie del suo alito fin gli angoli più reconditi delle stanze:

Tu, morte, tu
Hai ucciso freddamente mio padre,
hai rapito avidamente mio figlio,
hai intristito tante primavere,
Terribile, perseguiti mia madre. (Tu, morte, tu, 1982)

Quando essa si presenterà a Giovanna, sarà ancora una soglia da cui si guarderà ancora con sollecitudine a chi rimane:

Vorrei morire
Una giornata di sole
Per dare a chi amo
Meno dolore. ( Vorrei, senza data, l'ultima della raccolta) .

I personaggi che si muovono sulla scena sono i familiari, la madre, il padre, zie e zii, marito e figli, da ultimo la nipotina, figure care unite da vincoli di affetto, di cui, da poesia in poesia, si seguono alcune vicende nel corso del tempo. Laura, la figlia, su cui si riversa un doppio affetto materno, è protagonista fin dai primi anni, nella gioia che porge, nell'apprensione che suscita, in seguito nel suo agognato vagabondare.

Figlia,
Che mi fiorisci sotto gli occhi,
brezza gentile,
che fai più lieve la mia vita.
… (Senza confini, 1982)

Laura
Nome che sa di terra
Di cielo
Di mare
…(Laura, 1982)

Forse
Con questa estenuante lontananza
Vuoi abituarmi alla lunga assenza
…(Forse, 1997)

Sei volata
Lontano
….
All'aeroporto
Il tuo sorriso fresco
E una lacrima nascosta
…(Sei volata, 1997)

Ora la tua casa
A due passi da Porta Romana
È il mio nuovo porto
Il mio rifugio
…(Porta Romana, 2002)

Ne Il mandolino dimenticato, l'antico strumento, appartenuto al nonno, conservato amorosamente dalla figlia Giovanna, passa nelle piccole mani di Laura che Timidamente, con grazia,/hai ritentato le corde, /accarezzandole(p. 45). Lo strumento musicale si fa ponte fra le generazioni che, sulle sue corde, intrecciano le mani.

Da sfondo e quinte alla rappresentazione si allunga la Liguria, terra amata e rimpianta nell'esilio milanese (p.62), il sole, il mare, il vento, le palme, i gabbiani, le colline e poi Savona, la città natale, ti porto in un angolo del cuore/ il tuo nome vuol dire trasparenza (Savona, 1982):

E la cosa che sembra più banale:
passeggiare per le vie della città
diventa subito felicità. (Savona, 1982)

Per Savona modula anche una canzone:

Savona, Sav, acqua cielo vento
Savona, Sav, vento cielo acqua
…(Savona, 1982)

In me, savonese emigrata senza rimpianto - fuggita, sarebbe il termine più adatto - la città priva bellezza e priva di desideri di aperture verso più ampi orizzonti, non ha lasciato nostalgie e tanto più mi commuove la capacità di amare, propria di Giovanna, la sua inclinazione a tenere da conto tutto quanto concerne il passato legato ai ricordi.
Libro di memorie, dunque, libro nel quale memoria e storia si intrecciano a seguire il filo della vita che, accompagnato e sostenuto da esse, si fa meno solo ed esiguo, allungandosi forte verso coloro che vivono e vivranno, e trasferendo ad essi il suo lascito; libro di testimonianza/monito - forse quasi un testamento - dove i sentimenti comuni a tutti e tutte, la quotidianità, le piccole gioie come i grandi dolori, i ricordi, trovano spazio, accoglienza, respiro e, nella sapiente fusione fra arte ed emotività, acquistano valore; libro che insegna, con levità, quanto importanti siano nella nostra vita per la nostra vita le relazioni, i legami affettivi, le radici genealogiche, i contesti originari, la natura che ci circonda; nella trama sottile ma tenace e persuasiva dei versi si delinea e si conferma la convinzione che è il tessuto relazionale primigenio a strutturare la nostra personalità e a infonderci l'idoneità a tessere i successivi rapporti sociali, a costruire e foggiare la sociabilité ; libro di fede e libro di storia che sa che non i mitici eventi, ma il disegno minuto della vita e l'amore per il creatore, il creato e le sue creature sono l'essenziale.


marzo 2007