Donne e conoscenza storica
    

Recensioni 2005


Charles G.Leland "Il Vangelo delle streghe" Stampa Alternativa, Viterbo, 2001

di Monica Di Bernardo

I racconti delle streghe. Storia e finzione tra Cinque e Seicento, a cura di Giulia Poggi, Edizioni ETS, Pisa, 2002 (pp.274).

Laura Caretti (a cura di), «Gostanza da Libbiano» di Paolo Benvenuti, Pisa, ETS, 2000

Anna Foa, Eretici. Storie di streghe, ebrei e convertiti, Bologna, Il Mulino, 2004,

Dinora Corsi e Laura Caretti (a cura di), Incanti e sortilegi. Streghe nella storia e nel cinema. Atti del Convegno "La strega, la santa e il processo" (San Miniato, 12-13 novembre 1999), ETS, 2002

Michela Zucca, Donne delinquenti. Storie di streghe, eretiche, ribelli, rivoltose, tarantolate, Edizioni Simone, Napoli, 2004

IL CASO DI MATTEUCCIA: RIFLESSIONI

di Monica De Bernardo

 

 

Links del sito:

Donne all'inizio della storia moderna - La caccia alle streghe

Sitografia sulla caccia alle streghe

Bibliografia


E' un testo singolare, insolito e misterioso il "Vangelo delle streghe", a metà tra il saggio antropologico e il racconto folcloristico. E' stato scritto nel 1899 da un antropologo statunitense, anarchico e appassionato di esoterismo, Charles G. Leland. (nota 1)

Durante un soggiorno in Italia nel 1886, l'autore avrebbe ricevuto in dono un manoscritto da una chiromante italiana di nome Maddalena (sembra che il suo vero nome fosse Margherita Zaleni o Taleni) che lo avrebbe poi iniziato all'arte della stregoneria, come si racconta nella prefazione al libro. Il Vangelo sarebbe la trascrizione fedele di quell'antico manoscritto che raccoglieva invocazioni, scongiuri, cerimoniali e racconti tramandati oralmente fino a quel momento. L'autore riteneva che il manoscritto fosse in realtà una copia di altri scritti antichissimi, risalenti forse a origini etrusche e che raccogliesse antiche tradizioni pagane. Tale testo costituirebbe la prova, secondo l'autore, dell'esistenza di una contro-religione conservata e tramandata sin dall'epoca preistorica attraverso gli incantesimi e le cerimonie della setta stregonica. Si tratta dunque di un documento specificatamente italiano e che all'ambiente della "stregheria" italiana fa riferimento; tuttavia è un testo pressochè sconosciuto nel nostro paese e solo di recente ne è stata pubblicata un traduzione da Stampa Alternativa (ne sono venuta a conoscenza solo da poco attraverso la lettura del testo di Michela Zucca recensito su questo sito). Al contrario il Vangelo ha avuto una vasta diffusione soprattutto negli Stati Uniti dove ha influenzato molti hippie e beatnik e ha contribuito alla creazione di un vero e proprio "movimento" esoterico seguito da numerosi adepti in varie parti del mondo, la cosiddetta "Wicca" (da "witch", strega).

Il testo di Leland rappresenta, a mio parere, una lettura interessante soprattutto per chi si occupa di ricerche sulle origini della stregoneria e delle credenze diffuse tra coloro che dicevano di appartenere alla setta delle streghe.
Leggendo il testo si nota che i motivi di interesse intorno a cui ruotano i racconti-parabola e le formule di invocazione o le preghiere sono molteplici: in primo luogo l'autore ricostruisce le tracce dell'esistenza di un culto pagano sopravvissuto, nonostante le persecuzioni, al cristianesimo dominante. In tale antica religione è il principio femminile materno, Diana, a essere creatore di ogni cosa. Il culto di Diana ha radici molto antiche: è una dea ambivalente, misteriosa, associata alla Luna, dea nello stesso tempo della verginità, ma anche della fecondità e della sterilità. Il Vangelo racconta che Diana, ha avuto una figlia da un incesto con il fratello Lucifero, di nome Aradia: non sappiamo se Aradia corrisponda ad Erodiade, la donna che secondo la Bibbia fece decapitare Giovanni Battista; certo è che spesso nella storia della stregoneria il nome di Diana viene affiancato a quello di Erodiade ( accade anche in uno dei più antichi processi per stregoneria, quello contro Sibillia e Pierina, svoltosi a Milano nel 1390 ).

In secondo luogo "il Vangelo delle streghe" si può considerare per molti versi un vero e proprio vangelo al contrario, infatti a portare la buona novella è una donna, la figlia della dea creatrice: Aradia (o Herodius), la protagonista del testo. Il Vangelo racconta come nacque Aradia e come scese in terra per insegnare alle donne e agli uomini l'arte della stregoneria. Inoltre alcuni temi dell'Antico e del Nuovo Testamento vengono ribaltati; ad esempio Aradia è un vero e proprio Messia al femminile che giunge sulla terra per istigare alla ribellione chi vive in una condizione subalterna e per liberarlo dalla schiavitù e dai tabù sessuali. In particolare, il racconto-parabola "La casa del vento" rappresenta una rivisitazione in chiave femminile della vita di Gesù: la giovane protagonista, infatti, non solo si ribella alla volontà dei genitori grazie all'intervento della dea della Luna ma, come una vera e propria versione femminile del Cristo, viaggia per ogni dove insegnando la religione di Diana, dea dei poveri e degli oppressi.

Tuttavia la parte maggiormente interessante è senza dubbio quella in cui si raccolgono veri e propri frammenti di saggezza al femminile: scongiuri, invocazioni e incantesimi di ogni sorta per la risoluzione di ogni tipo di problema: curare, ottenere l'amore, vendicarsi di un torto subito, evitare pericoli e incidenti durante un viaggio, fare un buon raccolto. Secondo il Vangelo, quindi, rivolgendosi a Diana o Aradia e utilizzando un formulario adeguato, anche i più complessi problemi trovavano una soluzione; non solo ma le streghe che pronunciavano gli incantesimi agivano come veri e propri sciamani, infatti non si limitavano ad invocare e supplicare le divinità ma giungevano fino a minacciarle quando non soddisfatte! Donne ribelli, quindi, che non si rassegnano ad un destino di subordinazione e che rivendicano un potere di controllo sul mondo che le circonda, testimonianza reale della presenza nella storia di una cultura di resistenza femminile che ha attraversato i secoli e, nell'ombra, si è conservata e tramandata attraverso le parole delle donne. Molti autori hanno condiviso questa interpretazione della storia della stregoneria e ipotizzato un collegamento con la sovversione sociale: J. Michelet e poi Margaret Murray fino ad arrivare a M. Zucca che ricostruisce proprio le storie di queste donne-contro le cui parole il Vangelo di Leland intende raccogliere e tramandare, affinché non se ne perda il ricordo.

nota 1

L'autore Charles G. Leland è una figura molto interessante nell'ambito degli studi sulla storia della stregoneria, indubbiamente da riscoprire e rivalutare, come la sua opera più importante il "Vangelo delle streghe".
Nacque a Philadelphia nel 1824 da una ricca famiglia di origine britannica. Sin da piccolo ebbe contatti con la cultura delle streghe attraverso i racconti magici narrati dalle domestiche irlandesi che vivevano nella sua casa. Molto presto cominciò ad interessarsi di esoterismo e tradusse numerosi testi sull'argomento. In seguito si dedicò alle ricerche antropologiche viaggiando spesso in Europa tra la Francia e l'Inghilterra. In particolare si interessò di culture marginali fra cui quelle degli zingari e degli indiani d'America. Dopo aver aderito al movimento anarchico partecipò in prima persona alle varie insurrezioni ottocentesche, da quella del '48 parigino fino alla guerra di secessione americana. Nel 1888 si stabilì a Firenze, dove rimase fino alla morte. Proprio nella città toscana qualche anno dopo incontrò la chiromante italiana autrice del manoscritto poi tradotto dall'autore con il titolo di "Aradia, Gospel of the Witches" e ancora utilizzato come "testo sacro" dalla moderna wicca e dalla stregoneria contemporanea. Nel corso della sua intensa vita Leland si è occupato anche dello studio del folclore e di cultura etrusca ma il libro che più di tutti resta legato al suo nome è senza dubbio il "Vangelo delle streghe". Il testo venne pubblicato da Leland in inglese, con la traduzione dei riti contenuti nel manoscritto a lui affidato dalla strega italiana. Inoltre aggiunse al testo alcune sue illustrazioni ispirate all'iconografia pagana e all'occultismo (riproposte oggi nell'edizione curata da Stampa Alternativa).
Charles G. Leland morì a Firenze il 20 marzo 1903.