I
racconti delle streghe. Storia e finzione tra Cinque e Seicento, a
cura di Giulia Poggi, Edizioni ETS, Pisa, 2002 (pp.274). Laura
Caretti (a cura di), «Gostanza da Libbiano»
di Paolo Benvenuti, Pisa, ETS, 2000 Anna
Foa, Eretici. Storie di streghe, ebrei e convertiti,
Bologna, Il Mulino, 2004, Dinora
Corsi e Laura Caretti (a cura di), Incanti e sortilegi.
Streghe nella storia e nel cinema. Atti
del Convegno "La strega, la santa e il processo" (San Miniato,
12-13 novembre 1999), ETS, 2002 Michela
Zucca, Donne delinquenti. Storie di streghe, eretiche,
ribelli, rivoltose, tarantolate, Edizioni Simone, Napoli, 2004 IL
CASO DI MATTEUCCIA: RIFLESSIONI di
Monica De Bernardo Links
del sito: Donne
all'inizio della storia moderna - La
caccia alle streghe Sitografia
sulla caccia alle streghe Bibliografia
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E' un testo
singolare, insolito e misterioso il "Vangelo delle streghe", a metà
tra il saggio antropologico e il racconto folcloristico. E' stato scritto nel
1899 da un antropologo statunitense, anarchico e appassionato di esoterismo, Charles
G. Leland. (nota 1)
Durante un soggiorno in Italia nel 1886, l'autore
avrebbe ricevuto in dono un manoscritto da una chiromante italiana di nome Maddalena
(sembra che il suo vero nome fosse Margherita Zaleni o Taleni) che lo avrebbe
poi iniziato all'arte della stregoneria, come si racconta nella prefazione al
libro. Il Vangelo sarebbe la trascrizione fedele di quell'antico manoscritto che
raccoglieva invocazioni, scongiuri, cerimoniali e racconti tramandati oralmente
fino a quel momento. L'autore riteneva che il manoscritto fosse in realtà
una copia di altri scritti antichissimi, risalenti forse a origini etrusche e
che raccogliesse antiche tradizioni pagane. Tale testo costituirebbe la prova,
secondo l'autore, dell'esistenza di una contro-religione conservata e tramandata
sin dall'epoca preistorica attraverso gli incantesimi e le cerimonie della setta
stregonica. Si tratta dunque di un documento specificatamente italiano e che all'ambiente
della "stregheria" italiana fa riferimento; tuttavia è un testo
pressochè sconosciuto nel nostro paese e solo di recente ne è stata
pubblicata un traduzione da Stampa Alternativa (ne sono venuta a conoscenza solo
da poco attraverso la lettura del testo di Michela Zucca recensito su questo sito).
Al contrario il Vangelo ha avuto una vasta diffusione soprattutto negli Stati
Uniti dove ha influenzato molti hippie e beatnik e ha contribuito alla creazione
di un vero e proprio "movimento" esoterico seguito da numerosi adepti
in varie parti del mondo, la cosiddetta "Wicca" (da "witch",
strega).
Il testo di Leland rappresenta, a mio parere, una lettura interessante
soprattutto per chi si occupa di ricerche sulle origini della stregoneria e delle
credenze diffuse tra coloro che dicevano di appartenere alla setta delle streghe.
Leggendo il testo si nota che i motivi di interesse intorno a cui ruotano
i racconti-parabola e le formule di invocazione o le preghiere sono molteplici:
in primo luogo l'autore ricostruisce le tracce dell'esistenza di un culto pagano
sopravvissuto, nonostante le persecuzioni, al cristianesimo dominante. In tale
antica religione è il principio femminile materno, Diana, a essere creatore
di ogni cosa. Il culto di Diana ha radici molto antiche: è una dea ambivalente,
misteriosa, associata alla Luna, dea nello stesso tempo della verginità,
ma anche della fecondità e della sterilità. Il Vangelo racconta
che Diana, ha avuto una figlia da un incesto con il fratello Lucifero, di nome
Aradia: non sappiamo se Aradia corrisponda ad Erodiade, la donna che secondo la
Bibbia fece decapitare Giovanni Battista; certo è che spesso nella storia
della stregoneria il nome di Diana viene affiancato a quello di Erodiade ( accade
anche in uno dei più antichi processi per stregoneria, quello contro Sibillia
e Pierina, svoltosi a Milano nel 1390 ).
In secondo luogo "il Vangelo
delle streghe" si può considerare per molti versi un vero e proprio
vangelo al contrario, infatti a portare la buona novella è una donna, la
figlia della dea creatrice: Aradia (o Herodius), la protagonista del testo. Il
Vangelo racconta come nacque Aradia e come scese in terra per insegnare alle donne
e agli uomini l'arte della stregoneria. Inoltre alcuni temi dell'Antico e del
Nuovo Testamento vengono ribaltati; ad esempio Aradia è un vero e proprio
Messia al femminile che giunge sulla terra per istigare alla ribellione chi vive
in una condizione subalterna e per liberarlo dalla schiavitù e dai tabù
sessuali. In particolare, il racconto-parabola "La casa del vento" rappresenta
una rivisitazione in chiave femminile della vita di Gesù: la giovane protagonista,
infatti, non solo si ribella alla volontà dei genitori grazie all'intervento
della dea della Luna ma, come una vera e propria versione femminile del Cristo,
viaggia per ogni dove insegnando la religione di Diana, dea dei poveri e degli
oppressi.
Tuttavia la parte maggiormente interessante è senza dubbio
quella in cui si raccolgono veri e propri frammenti di saggezza al femminile:
scongiuri, invocazioni e incantesimi di ogni sorta per la risoluzione di ogni
tipo di problema: curare, ottenere l'amore, vendicarsi di un torto subito, evitare
pericoli e incidenti durante un viaggio, fare un buon raccolto. Secondo il Vangelo,
quindi, rivolgendosi a Diana o Aradia e utilizzando un formulario adeguato, anche
i più complessi problemi trovavano una soluzione; non solo ma le streghe
che pronunciavano gli incantesimi agivano come veri e propri sciamani, infatti
non si limitavano ad invocare e supplicare le divinità ma giungevano fino
a minacciarle quando non soddisfatte! Donne ribelli, quindi, che non si rassegnano
ad un destino di subordinazione e che rivendicano un potere di controllo sul mondo
che le circonda, testimonianza reale della presenza nella storia di una cultura
di resistenza femminile che ha attraversato i secoli e, nell'ombra, si è
conservata e tramandata attraverso le parole delle donne. Molti autori hanno condiviso
questa interpretazione della storia della stregoneria e ipotizzato un collegamento
con la sovversione sociale: J. Michelet e poi Margaret Murray fino ad arrivare
a M. Zucca che ricostruisce proprio le storie di queste donne-contro le cui parole
il Vangelo di Leland intende raccogliere e tramandare, affinché non se
ne perda il ricordo.
nota
1 L'autore
Charles G. Leland è una figura molto interessante nell'ambito degli studi
sulla storia della stregoneria, indubbiamente da riscoprire e rivalutare, come
la sua opera più importante il "Vangelo delle streghe". Nacque
a Philadelphia nel 1824 da una ricca famiglia di origine britannica. Sin da piccolo
ebbe contatti con la cultura delle streghe attraverso i racconti magici narrati
dalle domestiche irlandesi che vivevano nella sua casa. Molto presto cominciò
ad interessarsi di esoterismo e tradusse numerosi testi sull'argomento. In seguito
si dedicò alle ricerche antropologiche viaggiando spesso in Europa tra
la Francia e l'Inghilterra. In particolare si interessò di culture marginali
fra cui quelle degli zingari e degli indiani d'America. Dopo aver aderito al movimento
anarchico partecipò in prima persona alle varie insurrezioni ottocentesche,
da quella del '48 parigino fino alla guerra di secessione americana. Nel 1888
si stabilì a Firenze, dove rimase fino alla morte. Proprio nella città
toscana qualche anno dopo incontrò la chiromante italiana autrice del manoscritto
poi tradotto dall'autore con il titolo di "Aradia, Gospel of the Witches"
e ancora utilizzato come "testo sacro" dalla moderna wicca e dalla stregoneria
contemporanea. Nel corso della sua intensa vita Leland si è occupato anche
dello studio del folclore e di cultura etrusca ma il libro che più di tutti
resta legato al suo nome è senza dubbio il "Vangelo delle streghe".
Il testo venne pubblicato da Leland in inglese, con la traduzione dei riti contenuti
nel manoscritto a lui affidato dalla strega italiana. Inoltre aggiunse al testo
alcune sue illustrazioni ispirate all'iconografia pagana e all'occultismo (riproposte
oggi nell'edizione curata da Stampa Alternativa). Charles G. Leland morì
a Firenze il 20 marzo 1903. |