Donne e conoscenza storica
    

Recensioni 2004


 

Dinora Corsi e Laura Caretti (a cura di), Incanti e sortilegi. Streghe nella storia e nel cinema. Atti del Convegno "La strega, la santa e il processo" (San Miniato, 12-13 novembre 1999), ETS, 2002

di Monica Di Bernardo

 

Laura Caretti (a cura di), «Gostanza da Libbiano» di Paolo Benvenuti, Pisa, ETS, 2000

di Monica Di Bernardo

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Donne all'inizio della storia moderna - La caccia alle streghe

Sitografia sulla caccia alle streghe

Bibliografia



L'idea portante del bel libro curato da Dinora Corsi e Laura Caretti, Incanti e sortilegi. Streghe nella storia e nel cinema è quella di voler indagare il fenomeno dei processi contro donne accusate di praticare la stregoneria, in una prospettiva interdisciplinare.

La caccia alle streghe e la pratica processuale sono quindi considerate attraverso diversi punti di vista a seconda dell'angolo visuale scelto: quello della storia in primis, poi della raffigurazione pittorica, della rappresentazione teatrale ed infine, e qui ci si sofferma in modo particolare, della narrazione cinematografica.

L'occasione che ha prodotto la ricerca prima e la pubblicazione del testo poi, è stata quella di un evento cinematografico e di un evento culturale avvenuti contemporaneamente: il film di P. Benvenuti, Gostanza da Libbiano, trasposizione filmica del processo contro una presunta strega tenutosi a San Miniato nel 1594 e di un convegno "La strega, la santa, il processo" tenutosi nello stesso periodo in cui si girava il film (1999), sempre a San Miniato. Il testo dunque si sofferma sui rapporti che intercorrono tra la storia e gli storici, le storiche e le arti: pittura, teatro, cinema, che insieme ricercano e poi ricostruiscono la vita reale di alcuni uomini del passato (e in questo caso soprattutto donne), ciascuno/a con i mezzi e gli strumenti d'interpretazione propri. Con qualche cambiamento, qualche saggio in più e un titolo diverso questo volume raccoglie le relazioni tenute in quell'incontro.

Il libro è di piacevole e appassionante lettura e si rivela di grande interesse non solo per chi si occupa di storia e di cinema, ma anche per chi si interessa di queste vicende relative alla storia delle donne. Infatti il libro riesce, sin dall'inizio, in breve, a dare un quadro chiaro e preciso dell'argomento affrontato e delle prospettive di studio più recenti, così la lettrice e il lettore si orientano immediatamente e hanno chiari alcuni concetti fondamentali necessari per poi approfondire la lettura.

Nei primi saggi, raccolti nella sezione Fonti e processi, sono ripersorse le principali tappe che hanno portato all'invenzione dell'immagine della strega per antonomasia, attraverso la ripresa e la revisione di tradizioni lontane, in parte di origine popolare e in parte mutuate dalla letteratura classica. E' così che, attraverso il contributo determinante fornito dai mass-media dell'epoca, i predicatori osservanti, povere vedove emarginate, che praticavano l'attività di levatrici e guaritrici, vengono trascinate di fronte a tribunali, laici ed ecclesiastici, ed accusate di essere streghe, sortiere, maliarde e perfide incantatrici.

Nella seconda parte del libro si entra nel vivo della riflessione interdisciplinare. Tutti i saggi sono molto interessanti, in particolare quello di Alice Tavoni in cui è analizzata l'iconografia della strega nei dipinti di Bosch, Grien e Bruegel e si invita il lettore a riflettere sull'uso del linguaggio figurativo come canale di propaganda ideologica dell'istituzione ecclesiastica, sia cattolica che protestante.
Laura Caretti si sofferma sull'ambiguità della figura della strega nelle opere di Shakespeare. Le streghe del Macbeth in particolare, sono nello stesso tempo fair and foul, fonte di ammirazione per i poteri che posseggono e nello stesso tempo da condannare per l'uso che ne fanno. Quest'ultimo saggio affronta un tema che viene più volte ripreso nel testo, quello della contiguità della figura della strega con quella della santa, essendo partecipi entrambe delle medesime categorie culturali. Tale argomento viene ripreso e approfondito nel saggio di Franco Cardini dedicato alla figura di Giovanna d'Arco, caso emblematico di questa "ambiguità inquietante della donna strega, pericolosamente capace di congiungere e confondere il bene e il male".

Nell'ultima parte del libro, dedicata al rapporto tra cinema e storia, i testi interrogano il valore storiografico di alcune opere cinematografiche che hanno affrontato il tema della stregoneria, ed è chiaro che si tratta di autori famosi che subito vengono in mente come Dreyer con le indimenticabili immagini dei suoi capolavori Dies Irae e la Passione di Giovanna d'Arco e di La stregoneria attraverso i secoli di Christensen (1922).
Le opere di Dreyer, nota A. Prosperi, rendono viva la storia del passato e ricostruiscono la psicologia degli uomini e delle donne dell'epoca anticipando di decenni gli studi futuri sulla stregoneria, in tal modo Dreyer realizza quello che, come ha scritto M.Bloch, dovrebbe essere il compito dello storico: saper trovare, al di là dei documenti, la vita reale degli uomini del passato così come l'orco della fiaba sente l'odore della carne umana.
La lettura dei saggi, accompagnata dalla consultazione dei fotogrammi fondamentali riprodotti in foto alla fine del volume, fa venir voglia di rivedere quei film, pietre miliari per la storia del cinema e per la storia stessa, ma anche altri più recenti che pure di questo argomento si occupano. Parlo di Gostanza di Libbiano di P. Benvenuti e di Il processo a Caterina Ross di Gabriella Rosaleva.

Attraverso questi film possiamo riscoprire il modo originale di indagare le fonti storiografiche che è proprio del cinema. Ricostruendo le vicende di donne e uomini appartenenti ad un passato lontano queste importanti opere cinematografiche continuano a dar voce viva e non permettono che le loro storie vadano perdute nell'oblio del tempo. E' importante dunque che registi coraggiosi raccontino storie belle e difficili come queste perché non siano definitivamente perdute nella dimenticanza o relegate nei manoscritti ma arrivino invece, o tentino di arrivare, anche ad un pubblico più vasto.

Il testo si avvale anche di un'ottima bibliografia, utile per chi si accinge ad intraprendere studi sull'argomento sia come storica/o che come studiosa/o di cinema o storica/o dell'arte, e di bellissime tavole che riproducono dipinti e fotogrammi a cui si rimanda in alcuni saggi.