Donne e conoscenza storica

 

In questo sito testi di Marirì Martinengo:
Tè storia e pasticcini

Le parole di Bernfrieda

Collegamenti: La Contessa di Dia: letture della poesia trobadorica femminile in una classe di III media
di Luciana Tavernini

Luisa Muraro, Le amiche di Dio

L'origine della storia moderna

La lingua e l'autorità materna

 

 

Marirì Martinengo, Le Trovatore II. Poetesse e poeti in conflitto, testi provenzali con traduzione a fronte, a cura di Clara Jourdan, Prefazione di Angelica Rieger, Libreria delle Donne di Milano, 2001

di Donatella Massara

L'autrice è una signora intelligente e bella, fra le altre doti possiede anche questo dolce dono e anni e anni di dedizione alla ricerca nella storia delle donne e di pratica politica delle relazioni fra donne.
Pioniera della didattica e della pedagogia della differenza, nelle scuole medie inferiori 'difficili', si dedica ormai da una ventina d'anni circa a questa attività e a questo impegno.
Il suo ambito privilegiato d'intervento è la Libreria delle Donne.
La trovate tutti i venerdì pomeriggio dietro al banchetto di via P.Calvi 29.
Ha un preferito spazio di ricerca: il Medioevo e precisamente la poesia cortese delle trobadore o trobairitz si direbbe in lingua d'oil. Queste poete per l'interesse originario di una studiosa francese Christiane Alaux-Saint-Cernin, sono ritornate a essere lette e studiate. Il volume di questa filologa è del 1983.

Oggi in Italia l'unico studio sulle trovatore è questo di Marirì Martinengo che pubblica dopo il primo studio una scelta di tenzoni tra donna e uomo, accompagnate dal suo commento e un saggio finale: Poetesse e signore, la ricerca non finisce. Il volume è completo di note e di una estesa bibliografia.
Marirì - nell'Introduzione a questo volume dedicato a Vittorio, suo marito - racconta l'origine della sua passione intellettuale per le poete dell'amor cortese:

<< Allora, per caso, nella vetrina di una libreria, a Tolosa, ho scorto un libro che ha attirato la mia attenzione: La femme au pays de l'amour courtois, scritto da una studiosa occitana; il libro, ricco di interessanti immagini, descriveva vicende di donne - feudatarie, fedeli catare, donne comuni - vissute nel XII e XIII secolo in Occitania nell'intreccio dei loro rapporti con uomini e donne; forniva brevi notizie storiche, giuridiche, religiose culturali sulla società del tempo; nel libro figuravano anche i nomi di poete musiciste e citazioni da alcuni loro componimenti poetici.
Il mio interesse diventò vivissimo: l'eccitazione per la scoperta (mai avevo saputo dell'esistenza di poete di quel periodo, vissute accanto ai famosissimi trovatori), l'ammirazione per la bellezza dei loro versi e la felicità nel rendermi conto che essi esprimevano pensieri e parole valide oggi per noi. Mi dicevo che, non appena tornata in Italia, avrei dilatato e approfondito quanto La femme au pays de l'amour courtois affriva, soprattutto, come indizi>>

Il volumetto è sobrio e ricco, allo stesso tempo, edito dai Quaderni di Via Dogana.
Le immagini in bianco e nero sono visibili e testimoni di una cultura che ha accompagnato tutto l'autunno del medioevo rimanendo attiva ancora nell'Umanesimo e nel Rinascimento. Quando alla cultura scolastica subentra lo splendore della riscoperta dei classici, della magnificenza dei simboli e della centralità dei sentimenti umani, rimane il motivo dell'amore e della relazione uomo donna o donna donna a richiamarci la grandezza e la originalità di una cultura ancora più lontana, ricordandoci Il Cantico dei Cantici in quella inesauribile poesia che la accompagna. Una cultura sulla quale si era abbattuta la crociata concepita da Innocenzo III per avversare l'eresia catara e di essa già Simone Weil ne aveva auspicato la rinascita.