Donne e conoscenza storica
         

Laura Mancinelli, Biglietto d’amore, Torino, Einaudi, 2002.

di Marirì Martinengo

Nel sito
Ricerche bibliografiche:
Storia romanzata

Hadlaub, un giovane studente, amante della poesia, viveva a Zurigo, nella casa del colto e ricco mercante Manesse, al quale era stato affidato dai monaci di Einsiedeln, che l’avevano educato e avevano a cuore la sua formazione: la conoscenza di un altro ambiente e della vita che si svolgeva in città, avrebbe completato l’istruzione di un ragazzo promettente.

Durante la permanenza nell’accogliente dimora, Hadlaub aveva conosciuto l’ultima figlia del mercante e di sua moglie e fra Lisi e il giovane era sbocciato un idillio. A questo punto il mercante escogitò un piano per mettere insieme e portare a compimento due suoi intenti: allontanare Hadlaub dalla figlia e adoperarlo in modo da riuscire ad avere, per il proprio godimento estetico e letterario, un codice con i componimenti poetici dei Minnesaenger; incaricò quindi il giovane di compiere un viaggio nella Germania meridionale, e in altre regioni di lingua tedesca, di visitare le biblioteche di monasteri e castelli e di trascrivere, su pergamena, quante più opere d’ispirazione trobadorica potesse trovare.

Hadlaub si mise in viaggio, a malincuore; in quel momento la cosa più importante per lui era l’amore: che cosa avrebbe pensato Lisi della sua improvvisa partenza? Avrebbe continuato ad amarlo? Avrebbe pensato ad un abbandono da parte sua? Oltre alla nostalgia delle sue carezze, lo tormentava il cruccio di non averla potuta nemmeno salutare.

Il viaggio di Hadlaub, cui era stato dato come guida un giovane cacciatore, più esperto di lui, servitore di fiducia del mercante, ebbe la durata di quasi due anni.
Questo itinerario è per l'autrice occasione di descrivere usanze, personaggi, e quindi situazioni di un medioevo (la vicenda si svolge nel XIII° secolo) gentile, irradiato dalla cultura cortese e lontano dagli anatemi voltairiani.

La gioia, la soddisfazione dei sensi (ampio spazio è dato alla descrizione di tavole imbandite, di cibi e bevande), la cultura, il godimento della bellezza della natura sono protagonisti del medioevo caro a Laura Mancinelli (e a me; ricordo due suoi altri libri: Il miracolo di Sant’Odilia e I dodici abati di Challant).
Questo libro sfata la facilona e acritica nozione di secoli bui, accantonata la visione grottesca, feroce e tutta maschile del “millennio” alla Pupi Avati, getta luce su un diverso aspetto di quei secoli.
L'autrice porta, con una narrazione piana e lieve, equilibrio e serenità di giudizio. E' questo un periodo che, per la sua durata e complessità, non può essere liquidato con due frasi di comodo. Questa frettolosità di giudizio è utile soltanto a quanti vogliono far apparire sfolgorante di civiltà e di raggiunti traguardi l’epoca in cui viviamo.
Inoltre nel romanzo di Laura Mancinelli molti personaggi, protagonisti geniali e generosi, sono donne, per cui la vicenda acquista spessore e credibilità.

Il codice miniato Palatinus Germanicus 848, detto anche Codice Manesse, dal suo committente, è conservato nella biblioteca universitaria di Heidelberg; in tal modo, coniugando immaginazione e realtà, l’autrice tesse una trama di fantasia, assai plausibile, che si dipana intorno a personaggi storici, quali il poeta Tannhaeuser, il vescovo di Passau, Wolfger, il conte Ulrich del Liechtenstein.

I due viandanti, pellegrini della penna, attraversando montagne, foreste e fiumi, luoghi europei a noi noti, dalla Svizzera e alla Germania, affrontando disagi e difficoltà, compiono un itinerario, che è anche un percorso di formazione: i due giovani, l’uno più anziano dell’altro, partono da Casa Manesse indifferenti e forse un po’ prevenuti riguardo alle rispettive inclinazioni e capacità; lungo il viaggio, nel contatto quotidiano, attraverso le nuove conoscenze, gli imprevisti e le fatiche, imparano ad apprezzarsi l’un l’altro e ad assimilare ciascuno il positivo dell’altro; tutti e due ritornano più maturi e temprati e Hadlaub sarà pronto ad accogliere l’inaspettato dono che l’attende nella casa sul lago di Zurigo.