Donne e conoscenza storica
    

Recensioni 2006

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La voce del silenzio

Lettera di Anita Saisi a Marirì Martinengo
Milano 15/2/2006

La voce del silenzio, appunti di lettura
di Donatella Franchi

21-3-2006

La mia lettura del libro di M.Martinengo La voce del silenzio

di Laura Minguzzi
2 -06 -2006

 


La voce del silenzio, appunti di lettura
di Donatella Franchi

Cara Marirì,
per me la chiave di volta del tuo testo è la miniatura che zia Sophie fa della fotografia della propria madre, che le era stata sottratta da bambina.
E' molto commovente. Lei fa un ritratto a colori dalla fotografia in bianco e nero, come se volesse restituire i colori della vita alla propria madre.
Tu fai la stessa cosa facendo a parole un ritratto della nonna, per ricrearla.

In questo testo io vedo una continuità con la tua ricerca storica precedente (Ildegarda, le Trovatore), e anche una sua naturale conseguenza.
Anche le trovatore erano, in un certo senso, delle donne sottratte.
Anche nella ricerca delle trovatore hai intrapreso viaggi reali e simbolici per "ricreare vite" (Le Trovatore II, 2001, p.14).
Nel tuo lavoro precedente infatti, ti sei esercitata sull'assenza, "Ho imparato da tempo a decifrare il linguaggio dell'assenza…", "Sono abituata a curvarmi su creature situate tra luce e ombra…" ( Le Trovatore II, p.21)


Il bisogno di ridare esistenza alla vita di una parente, la nonna paterna, la cui cancellazione ha scavato un vuoto nella tua crescita emotiva, affettiva, durante l'infanzia, che in qualche modo ti ha indirizzata nelle tue scelte di adulta, non è dissimile dal bisogno di dare esistenza alle poete, alle artiste, alle pensatrici che la memoria storica ufficiale aveva cancellato.
Sono loro a mostrarci la qualità e il valore della creatività femminile, in modo da poterla ritrovare e riconoscere nelle altre donne e in noi stesse.
Abbiamo cercato genealogia e autorizzazione nelle donne creatrici del passato, le abbiamo restituite a tutte noi innescando un cortocircuito vitale.
Se penso al mio rapporto con la creatività artistica, mi rendo conto che la mia pratica politica nel movimento delle donne, che è coincisa con la ricerca di me stessa e di un mio modo di esprimermi, si è manifestata anche nel desiderio e nell'impegno di "far esistere" figure femminili che si sono espresse artisticamente nel corso della storia.

E' stato quindi l'amore per l'energia creativa femminile che ti ha permesso di portare alla luce la grandezza tragica di una figura in ombra come quella della tua nonna, a cui è stato negato anche il ricordo.
Non le è stato concesso infatti di lasciarti in eredità nemmeno una lettera, i racconti delle zie, qualcosa fatto dalle sue mani.
Devi decifrare la sua presenza dalla suggestione del suo sguardo malinconico nelle lontanissime immagini fotografiche che la ritraggono da giovane - mi ha colpito l'amorosa minuzia con cui descrivi queste fotografie - da qualche oggetto che è stato a contatto con il suo corpo, come i braccialetti, le camicie.
Quello che soprattutto nutre la tua ricerca è la forza del tuo desiderio di ridare vita a questa donna sconosciuta che da sempre ti portavi accanto. Fare riemergere dentro di te la sua voce e trasformarla in scrittura significa aver fatto della tua storia soggettiva il campo della tua ricerca, immettendola così nel flusso della storia collettiva.
Trovo originale e ricco di invenzione il metodo di questa tua nuova ricerca storica, fatta di affetto, di empatia, di rispetto di una sofferenza che tratti con discrezione estrema. E sono contenta che tu comunichi il piacere del tuo ricercare: il viaggio, la scoperta, il chiedere, lo sfogliare, l'accarezzare con lo sguardo.

P.S.Le immagini sono importanti nell'economia del testo, per questo andavano valorizzate e non compresse tra le parole stampate. Ci voleva qualche ingrandimento, e bisognava farle respirare nella pagina.