Donne e conoscenza storica
    

Recensioni 2005

Livorno Ferraris (Vercelli), Chiesa di San Francesco, Madonna del Carmine con Sant'Alberto e Santa Elisabetta di Orsola Caccia

Allegra Alacevich, Artiste di Corte da Emanuele Filiberto a Vittorio Emanuele II, Thélème, Torino, 2004

di Gabriella Freccero

La storia dell'arte ufficiale inizia oggi a riconoscere al genio femminile una piena capacità di rappresentazione del mondo, che la condizione di secolare subalternità culturale non offusca ma semmai rende di una sensibilità acuta e originale.
E' più facile tuttavia che venga riconosciuta questa capacità alle singole il cui nome è ormai celebrato (Anguissola, Gentileschi, Kauffman) piuttosto che ricostruire un quadro d'insieme di scuole, periodi o ambiti geografici omogenei in cui le artiste si mossero e crearono; proprio un'operazione del genere è stata portata a termine per le artiste che ebbero in comune la committenza della corte sabauda piemontese nel volume a cura di Allegra Alacevich Artiste di Corte da Emanuele Filiberto a Vittorio Emanuele II , edito nel 2004 da Thélème a Torino nella collana "Donne del Piemonte" a cura di Ada Ribeiro.

Il limite territoriale dell'attività delle artiste è quindi rappresentato dai confini del regno piemontese, mentre quello temporale spazia dal 1563, data del trasferimento a Torino della capitale del ducato, al 1865, anno in cui Vittorio Emanuele II trasferisce la capitale del Regno d'Italia a Firenze.
Una certa chiusura del panorama artistico piemontese rispetto alle influenze esterne e il concentrarsi della committenza negli ambienti della corte sabauda consente di studiare il caso delle artiste in questione come insieme forse anomalo ma ricco di sviluppi e di risultati artistici di pregio.

continua