Donne e conoscenza storica
    

 

ritratto di Maria Antonietta di Elisabeth Vegèe Le Brun, 1783

Antonia Fraser, Maria Antonietta, Mondadori, 2004

di Donatella Massara

<<Forse non è vero che il giovane Mozart si sia gettato ai piedi della giovane Maria Antonietta e le abbia dichiarato che da grande l'avrebbe sposata (un racconto ma, se per un caso del tutto improbabile, quel matrimonio si fosse avverato, avrebbe cambiato il corso della storia)>>.
Erano quasi coetanei i due protagonisti di un matrimonio che avrebbe veramente sconvolto la storia, nati a pochi mesi di distanza il 2, 11, 1755 lei e agli inizi dell'anno dopo il compositore. E vale la pena seguire la battuta per afferrare la scatola degli strumenti che adopera la Fraser per fare parlare il suo saggio nel senso di una storia delle donne ricca di spunti, di interpretazione e di risvolti che invitano a riflettere.
La storia che passa attraverso le relazioni fra gli esseri umani è anzitutto storia dei due sessi e qualora la figlia di Maria Teresa d'Austria avesse veramente avuto il coraggio di sposare un musicista, come la principessa Margaret, sorella di Elisabetta II, aveva sposato un fotografo, è vero che la storia non sarebbe quella che stiamo vivendo.

Maria Antonietta figlia della grande imperatrice Maria Teresa d'Austria che dedicava tutto il suo tempo a lavorare per il popolo e l'impero era per sua madre anzitutto una ragazza da marito, un'emissaria delle Casa d'Austria da piazzare in una delle corti più significative per la politica imperiale, in una situazione geopolitica promettente di ulteriori sviluppi o almeno per la conservazione della pace. Maria Antonietta, 15esimo parto dell'imperatrice, era stata lasciata abbastanza a corto di istruzione culturale.
In quanto a formazione aveva difficoltà a scrivere e anche a leggere e soprattutto non riusciva a applicarsi. Quando arriva in Francia è il 1769. Il ciambellano di corte le aveva organizzato << un corteo la cui magnificenza attestasse la dignità imperiale dell'Austria, pur essendone la protagonista una quattordicenne>>. <<Era previsto un corteo di centotrentadue dignitari, ai quali si doveva aggiungere un egual numero di medici, domestici, cuochi, fornai, fabbri e una sarta per eventuali riparazioni d'emergenza. Per trasportare un tal seguito occorrevano cinquantasette carrozze e trecentosettantasei cavalli, per un totale di ventimila cavalli distribuiti lungo il percorso>>. La principessa austriaca in Francia sarebbe stata considerata un ostaggio ma anche un'ambasciatrice.

La prima città francese che accolse entusiasticamente Maria Antonietta è Strasburgo. Ne fu testimone Henriette de Waldner -che scriverà come baronessa d'Oberkirch la sua vita .
L'incontro dei due sposi con la firma del contratto di nozze avvenne il 14 maggio 1770 a Versailles. Come racconterà il duca di Croy che si era arrampicato su un tetto per vedere lo splendido spettacolo, c'erano lanterne e luci ovunque, <<perfino il canale popolato di imbarcazioni illuminate, lasciarono in tutti un'impressione indimenticabile>>. (pag.83)
Quando inizia la sua residenza in Francia Maria Antonietta si trova in una società -quella della corte- dove grande potere hanno le donne anziane. Lo spirito birichino della delfina che in Austria aveva il suo ascendente qui risulterà inopportuno. Incomincia così a crearsi le prime inimicizie. La sostiene la famiglia del marito. E' l'ambasciatore austriaco in Francia il conte di Mercy che diventa il suo principale consigliere. Mentre inizia la corrispondenza di Maria Teresa con la figlia, l'imperatrice riceve regolari rapporti dell'ambasciatore, resoconti <<dettagliati e intimi sul comportamento della figlia, tenuti rigorosamente nascosti all'interessata>>. La delfina non indovinerà mai chi era a riportare alcune notizie a sua madre e sospettava invece di una delle sorelle e di una zia. <<La situazione suscitava nella delfina un senso di inferiorità, di fallimento personale. Le lodi dell'imperatrice erano assai rare; le critiche - così circostanziate, colpevolizzanti e quindi spesso inoppugnabili - erano inesorabili >>. Al primo posto fra le accuse di fallimento c'era secondo l'imperatrice l'incapacità di Maria Antonietta di suscitare una passione sessuale nel marito.
Non dotate di molto fascino però certamente di potere erano le Mesdames Tantes, le zie di Luigi, il delfino, sorelle del re Luigi XV, religiose e zitelle, saranno l'ambiente familiare pronto a accogliere la delfina lontana dalla famiglia di origine; la spingeranno a non riconoscere la Du Barry, l'amante ufficiale del re, considerato un uomo bellissimo e che, a differenza del nipote, non aveva difficoltà a esercitare le sue funzioni riproduttive.
<<Le zie naturalmente basavano la loro presa di posizione sul pericolo che il padre fosse condannato al fuoco dell'inferno per la sua immoralità. Ma in realtà vi era compresa anche una notevole dose di gelosia e di puro e semplice desiderio di suscitare scompiglio>>. Nella vita quotidiana di Maria Antonietta le zie occupavano molto tempo, gli dedicava quattro lunghe visite al giorno, mattino, pomeriggio e prime ore della sera, e trascorreva più tempo con loro che non nel suo appartamento. Durante uno dei balli di corte incontra e fa amicizia con la principessa di Lamballe che allora aveva ventunanni. Era una giovane vedova di grande rispettabilità protetta dal suocero ammirato per la sua serietà e filantropia. A proposito dice la scrittrice:<<Questo tipo di amicizia, comune fra le giovani donne di quel tempo era fortemente influenzato nelle sue forme di espressione dal romanzo epistolare di Rousseau La nouvelle Heloise (pubblicato nel 1761 in Francia, prima del 1800 aveva avuto settantadue edizioni, dieci in Inghilterra e altre in America). Era un legame fatto di cuori e di fiori, non di amplessi amorosi, e nel 1771 era quanto di più distante si possa immaginare da quelle pratiche lesbiche di cui sia Maria Antonietta che la principessa di Lamballe sarebbero poi state accusate. E' importante il giudizio della storica perché nella storia del lesbismo c'è chi mette anche Maria Antonietta fra le lesbiche famose (!) per la sua nota relazione amorosa con la Lamballe. La giovane donna finirà fatta a pezzi dalla folla di Parigi durante i giorni della Rivoluzione e la sua testa issata su una picca perché dalla finestra del Tempio Maria Antonietta possa vederla.

Il 10 maggio del 1774 muore Luigi XV e Maria Antonietta diventa regina.

Il nuovo regno gode di una enorme popolarità. <<Il glamour di Maria Antonietta - per usare un termine del XX secolo che tuttavia appare appropriato - sembrava renderla straordinariamente idonea al ruolo di regina di Francia. Durante i primi anni che seguirono, la bellezza di Maria Antonietta, o l'ideale di bellezza che incarnava, raggiunse l'apice, rispondendo alle aspettative di quando era bambina a Vienna. La sua figura, in particolare il seno, si arrotondò. I suoi grandi occhi distanti grigioazzurri erano indubbiamente espressivi, e la loro miopia non faceva che conferire una certa dolcezza al suo sguardo>>. La pittrice Madame Vigèe Le Brun disse che la pelle della regina era così trasparente da non permettere ombreggiature e che la pittura non sarebbe mai stata in grado di renderle giustizia. E disse anche che vedendola in giardino a Fontainbleau insieme alle dame di corte aveva pensato che la giovane regina con i suoi brillanti che risplendevano al sole sembrava una dea circondata dalle ninfe.
Fra primi atti del nuovo re c'è il licenziamento del primo ministro il duca d'Aguillon. Momento questo che dimostra l'ininfluenza di Maria Antonietta sulle decisioni del re, lei avrebbe infatti desiderato sostenere il duca di Choiseul cui era fedelmente legata mentre il marito scelse il conte di Maurepas. Questi diventerà il consigliere più vicino al re insieme al conte di Vergennes nominato ministro degli esteri. Maria Antonietta era contraria a queste nomine essendo che erano favorevoli a distanziarsi dall'Austria per conservare un'alleanza solamente a scopo difensivo. Insieme al re questi ministri nutriranno un atteggiamento di cautela verso la regina austriaca.
Maria Antonietta aveva poche armi per combattere l'insidiosa propaganda negativa dei consiglieri del re
. La legge salica escludeva la discendenza femminile: nessuna donna poteva ascendere al trono, diverso era per i troni di Austria, Spagna e Inghilterra dove c'era stata una tradizione di forti governanti femminili.
Nelle case reali la posizione della regina migliorava con la maternità << A Maria Carolina, nel contratto di matrimonio, era stato promesso un posto nel consiglio di stato quando avesse dato alla luce un maschio>>. Questa posizione era impensabile in Francia, anche se la vedova poteva fare la reggente. <<In Francia i poteri della madre (a differenza di quelli della moglie) erano riconosciuti>>. Per Maria Antonietta non era ancora arrivato neppure questo primo grado della scala. <<In mancanza di una struttura più formale, l'influenza privata era la sfera più idonea per la donna, e la corte francese vi era avvezza. Ma il privilegio riguardava l'amante, non la moglie.
Secondo Mercy e Giuseppe II la regina avrebbe dovuto agire sul re per influenzarlo usando il suo ascendente come un'amante.>>
Maria Antonietta però secondo Fraser non amava affatto le lotte politiche interne, viceversa era nella sua natura colmare di benefici le persone che le erano simpatiche, giustificando la spesa, per esempio con la madre che la rimproverava, con il sostegno che queste persone le davano. <<Questa mancanza di veri interessi di natura politica - cioè l'amore per il gioco politico fine a se stesso - era un aspetto del suo carattere che colpiva tutti coloro che la conoscevano bene.>>
A carico della sua corte verso la quale era generosa e leale, qualità buone ma anche dispendiose, c'erano cinquecento persone, tutte a carico del ministro della casa reale con un esborso di quattro milioni di livres. Rappresentavano un intrico di privilegi che è ben descritto nelle Memoires di Madame Campan, prima dama di camera della regina. E' una testimonianza che spicca per intelligenza, in un'epoca <<ricca per la prima volta di testimonianze femminili>>. L'altra grande amica di Maria Antonietta era la principessa di Lamballe che aveva un rango molto alto in quanto era stata nominata sovrintendente della casa reale, dopo qualche tempo le era stata preferita la contessa Jules de Polignac, nata Yolande de Polastron. Maria Antonietta aveva una dipendenza affettiva verso questa dama, e in seguito il popolo attribuirà loro - di nuovo - un'assurda relazione sessuale. Anche se riconosce Fraser: <<Ma è plausibile pensare che Maria Antonietta fosse in un certo senso sentimentalmente innamorata di Yolande de Polignac (o come dicono oggi le ragazze avesse una cotta per lei) almeno nei primi anni della loro relazione>>.
Il problema dei costi della corte era già stato rilevato dal nuovo controllore generale delle finanze Robert Turgot, nominato nel 1774. Il 2 maggio Versailles era stata investita da una violenta sommossa per il grano, essendo i prezzi saliti alle stelle. Nel frattempo c'era il problema della cerimonia per l'incoronazione del re; per un problema di sicurezza come luogo fu scelta Reims anziché Parigi. Nonostante continuasse a scarseggiare il pane, Maria Antonietta descrisse alla madre le toccanti manifestazioni di affetto che il popolo aveva dimostrato ai regnanti che avevano passeggiato senza cerimonie per le vie della città. In questa occasione durante la guerra della farina la regina avrebbe proferito al storica frase "se il popolo ha fame dategli briosches". In realtà era molto sensibile Maria Antonietta e scriveva alla madre riflessioni sui doveri della regalità e unica della famiglia reale durante questo viaggio aveva rifiutato di passare in mezzo ai campi di grano per non rovinare il raccolto ai contadini.
La frase era nota già da un secolo, ed era stata affibbiata anche a Marie Sophie, una delle zie, insomma era uno stranoto aneddoto reale.
Le pubblicazioni satiriche verso di lei manifestavano secondo Maria Teresa l'odio inveterato contro gli austriaci, la sua persona e contro la sua povera innocente regina, e incitò la figlia a non condannare un'intera regione per alcune malelingue. <<Mentre la presunta mancanza di serietà della sovrana era presa di mira dagli anonimi libelli, lei riteneva che fossero i loro autori a non dovere essere presi sul serio.>> Un atteggiamento di superiorità che secondo Fraser era <<il germe di un pericoloso malinteso>>
Maria Antonietta aveva un atteggiamento decisamente freddo verso il sesso, estranea agli intrighi amorosi praticati fra gli abitanti di Versailles, e consapevole che la sua castità, come la situazione del suo matrimonio sarebbe stata oggetto di chiacchiere e congetture. In questo periodo delusa dal suo matrimonio cominciò a mascherarsi con la leggerezza, la levità di spirito, la volubilità che nell'immaginario popolare era attribuita alla regina; certamente cominciò a godere dei piaceri legati alla posizione.
La regina e Parigi sostenevano la moda e la città viveva di questo scambio, Maria Antonietta si affidava a Madame Rose Bertin che faceva confezionare semplici abiti al sarto e poi su questi scatenava la sua immaginazione. Si calcola che la Bertin andasse due volte alla settimana a corte e che le spese per l'eleganza della regina aumentassero sempre di più. Un altro curatore dell'immagine della regina era Leonard il parrucchiere che a corte si recava solo una volta alla settimana, di domenica, mentre durante la settimana affidava il suo lavoro agli assistenti.
E' in questo periodo che Maria Antonietta perde parte del suo ascendente quando tenterà senza riuscirci di boicottare la carica di grande elemosiniere per Rohan già ambasciatore francese a Vienna, uomo che l'imperatrice non poteva vedere. Poteva sembrare senza rilievo la posizione che la regina aveva assunto sulla nomina di Rohan <<E invece come vedremo avrebbe avuto gravi conseguenze>>. Altro legame che si andava incrinando e che proseguirà in una rottura che più avanti avrà anche effetti deleteri per la condanna del re è quello fra il ramo dei Borbone e degli Orleans. Il duca di Orleans, chiamato durante la rivoluzione Filippo Egalitè -cugino del re- voterà infatti a favore della decapitazione del re.
Maria Antonietta intanto si dedicava a vari passatempi, il preferito era il teatro. Quando arrivarono in visita i principi d'Assia li invitò al suo palco precisando di non mettersi vestiti troppo eleganti perché le grandi gonne a paniers non avrebbero trovato posto nel minuscolo palco. Il teatro fatto costruire vicino al Petit Trianon vedeva rappresentazioni delle migliori compagnie teatrali, ma la regina recitava anche lei in alcune rappresentazioni come quella di piccole bagattelle del 1 agosto del 1780. Come osservava Mercy <<la passione per le recite si era ora venuta a sostituire a quella per il gioco d'azzardo e le partite a carte fino a tarda notte e distoglieva la regina dalle vorticose spedizioni a Parigi>>. La regina frequentava la cerchia dei Polignac << Come avviene sempre per questi gruppi esclusivi, il circolo privato - simile a quei salons che godevano di una lunga tradizione fra le donne in Francia, sia nobili che intellettuali - era malvisto e criticato da coloro che non vi appartenevano.>>

Nel 1778, il 19 dicembre la regina ebbe il suo primo parto e nacque una piccola Maria Teresa.
Il suo matrimonio non presentava novità dopo che era evidente che era stato consumato. C'erano stati dei tentativi di presentare al re qualche donna perché per la prima volta sul trono c'era un re senza una favorita, ma il re non dimostrava alcun interesse in proposito. Politicamente la regina continuava a contare poco però il re nominò due ministri che in parte dovevano la loro nomina al suo appoggio. Tuttavia Mercy, è significativo che continuasse a lamentarsi della mancanza da parte della sovrana di un impegno veramente intelligente in politica. Si lasciava guidare dai sentimenti e finiva per compiacere coloro che le erano simpatici anziché andare a fondo alle cose>> (pag.205)
Moriva l'imperatrice Maria Teresa nel 1780 e nel 1781 Maria Antonietta partoriva il secondo figlio.

L'imperatore Giuseppe II aveva mire espansionistiche verso la Schelda e inoltre mirava a uno scambio di territori fra terre austriache e quelle degli elettori di Baviera e del Palatinato, un progetto che non andava ai francesi perché avrebbe molto rafforzato l'Austria in Germania. A Maria Antonietta veniva chiesto quindi di usare tutte le sue armi femminili per blandire i ministri del re.
Fa notare invece la Fraser uno dei tratti sostanziali che appartengono alla figura di Maria Antonietta e che fanno vedere la sua modernità: l'amore materno.

Fraser sottolinea la vocazione materna di Maria Antonietta che non è solo una caratteristica del suo carattere. << In questo momento tutta l'attenzione di Maria Antonietta era rivolta alla vita familiare - ossia alla cura della propria preziosa famiglia - e non c'è da meravigliarsi se si considera, da un lato, il suo forte istinto materno e, dall'altro, le difficoltà che aveva incontrato nel dar vita a questa famiglia. La regina, per esempio, si occupava personalmente dell'educazione della figlia, <<tenendola presso di sé tutto il giorno>> e rifiutandosi di affidarla agli importanti personaggi della corte che ritenevano fosse un loro diritto - e non della madre - allevare i Figli di Francia. Ne parlava in tutte le sue lettere alle amiche, le principesse d'Assia, mentre il conte Mercy si lamentava dei discorsi e dei giochi infantili che distraevano la sovrana dai suoi doveri pubblici. >>. Il terzo figlio di Maria Antonietta nacque nel marzo 1785. Era un bambino robusto che verrà chiamato Luigi Carlo. Fra il 1785 e il 1786 scoppia il noto affare della collana, artefice per dabbenaggine il cardinale Rohan, per interesse i gioiellieri Boehmer e un'astuta truffatrice, Jeanne de la Motte, in compagnia del marito. (una ricostruzione della vicenda è leggibile su questo sito: http://www.madamedepompadour.com/_m_antonietta_fersen/ita/storia/aff_coll/aff_coll.htm)
Il cardinale sarà processato e assolto, con grande rammarico della regina.

Alla fine del 1785 Maria Antonietta è di nuovo incinta. La bambina nascerà nel luglio 1786 e morirà qualche mese più tardi.
Dopo l'affare della collana la popolarità di Maria Antonietta è in netta ascesa. Lo stato è sull'orlo della bancarotta. Il ministro delle finanze Calonne aveva elaborato in società con un promettente giovane Talleyrand, un piano di risanamento che prevedeva una più equa distribuzione delle imposte, imponendo ai nobili di pagare le tasse sulle terre.
Per ratificare la legge fu convocata un'assemblea di notabili perché il Parlamento di Parigi era prevedibile che non avrebbe ratificato la legge. L'assemblea non era più stata convocata dai tempi di Richealieu. Di fatto non concluse nulla. In quella occasione la regina si astenne dal presenziare all'apertura perché non voleva mostrare la sua disapprovazione, lei infatti stava dalla parte dei notabili che non volevano essere tassati. In realtà la sua neutralità dava l'impressione del contrario. Comunque Calonne fu licenziato. Inoltre morì Vergennes. La regina sostenne un suo candidato, ma alla fine la regina <<accettò passivamente che fosse il conte di Montmorin, amico d'infanzia del re, già ambasciatore in Spagna, e uomo personalmente sfavorevole all'Austria, a sostituire Vergennes. Pur avendo sostenuto Saint Priest, l'aveva fatto con evidente mancanza di energia>>. Fraser dà una nuova lettura, arrivate a questo punto, della posizione politica di Maria Antonietta. La regina, come comunicherà Mercy nei suoi resoconti segreti all'imperatore e al Kaunitz, comincia a credere che non sia giusto che la corte di Vienna nomini i ministri della corte di Francia. Il Kaunitz - Ministro degli esteri austriaco - si era espresso, a questo proposito in modo piuttosto grossolano notando come - dal suo punto di vista- la regina era una nullità e che non faceva conto su di lei come non se ne fa di un cattivo debitore. Non è stato probabilmente un caso se, adducendo delle scuse, Maria Antonietta rifiuta di recarsi in Belgio per incontrarsi con il fratello; è probabile che <<Maria Antonietta stesse finalmente cercando di trovare una propria strada sul piano politico; aveva tante cose di cui occuparsi in Francia, senza bisogno di andare in Belgio per ascoltare una paternale del fratello maggiore sui loro comuni interessi>>. Viceversa Giuseppe II si stava lanciando in una politica piena di iniziative per attuare la sua politica di riforme radicali, che diventerà esemplare della politica dell'assolutismo illuminato.

Che cosa provocò il cambiamento nella regina arrivata al trentesimo anno di età ?
La storica individua la nuova situazione in cui si trova la regina e ci fa vedere un quadro di relazione fra Maria Antonietta e Luigi XVI e che, ancora di più immette Maria Antonietta nel circuito di una modernità che contrasta con il contesto ancien regime della sua corte.
Psicologicamente la regina è stata provata dalle avversità, ma come fa notare la Fraser, non a tutti capita di avere la stessa reazione, Luigi XVI era fra questi <<La sua apatia, la sua indecisione, la sua tendenza, indubbiamente di natura psicologica, ad addormentarsi durante le riunioni del consiglio di stato (ogni tanto gli capitava perfino di russare), tutte quelle sue debolezze a lungo lamentate dai membri della corte continuavano a peggiorare. Vi era un rapporto diretto fra l'atteggiamento attivo della regina - nel bene e nel male - e quello passivo del re. Sembrava che a Maria Antonietta, educata fin dalla sua giovinezza a rispettare la figura maschile del consorte e sovrano, fosse data la possibilità di entrare veramente in politica soltanto nel momento in cui si sovvertiva l'ordine naturale delle cose; in quel momento potevano entrare in gioco i ricordi residui del reale potere esercitato dalla figura femminile dominante nella sua vita, l'imperatrice Maria Teresa. Tuttavia, il femminile rispetto per la posizione d'indiscutibile superiorità del re era profondamente radicato in lei e avrebbe continuato a competere con il suo nuovo attivismo. L'anno seguente Maria Antonietta avrebbe scritto:<<Non sono altro che la seconda persona>> dello stato <<e malgrado la fiducia che la prima persona [Luigi XVI] ha in me, egli spesso me lo fa sentire>>.
Nel 1787 in seguito allontanamento di Calonne viene nominato il de Brienne che era molto antipatico al re e era sostenuto invece dalla regina.
La sua nomina era una manifestazione dello stato depressivo di Luigi XVI. La simpatia del pubblico era scesa per Maria Antonietta dopo l'affare della collana e il popolo l'aveva sommersa di libelli satirici. <<Ora Maria Antonietta veniva fischiata all'Opera di Parigi>> ed era soprannominata "Madame Deficit" accollandole tutte le colpe degli sperperi. Con de Brienne al timone la regina adesso presenziava alle riunioni di comitato del sovrano e dei suoi ministri, non solo a quelle che la riguardavano. Tentava anche di promuovere la sua immagine di Madre dei figli di Francia un ruolo che si accordava <<con lo Zeitgeist influenzato da Rousseau che lodava le donne in funzione del loro grado di entusiastica accoglienza ai valori della famiglia>>.
Le manifestazioni che l'attaccavano pubblicamente e i libelli che scrivevano contro di lei erano in aumento e non le erano più indifferenti. <<Il contrasto fra la perfida Messalina dell'immaginario popolare e l'amorevole figura di madre che le era propria cominciava a diventare troppo doloroso per essere ignorato>>.

Politicamente però la situazione non era ancora del tutto sfavorevole al re e alla regina. La crisi finanziaria imponeva di convocare ancora i parlamenti. Di nuovo fu riconvocata l'assemblea dei notabili per una consultazione sulla convocazione del Terzo Stato e fu approvato un raddoppiamento della sua rappresentanza, anche se rimaneva la possibilità per clero e nobili di presenziare contemporaneamente come rappresentanti della borghesia. Il re e la regina erano favorevoli a questo provvedimento perché pensavano che il Terzo Stato era un naturale alleato della corona contro gli altri due stati.
In questi anni però la brutta estate che aveva causato già disastrosi raccolti è seguita da un inverno rigidissimo fra il 1788 e il 1789. Verso la fine di aprile scoppiò a Parigi una grave rivolta, in seguito <<alla presunta decisione di abbassare i salari da parte del fabbricante di carta da parati Révillon, da cui la rivolta prese il nome>>. I tumulti dopo l'intervento delle truppe e prima ancora che l'esercito li disperdesse causarono trecento morti. Dopo sei giorni comparvero in pubblico Luigi XVI e Maria Antonietta in rigorosissima pompa magna in processione attraverso la città di Versailles.
I sentimenti della folla verso la regina come nota la Fraser <<andavano molto oltre la durezza; era una regina, e contro di lei si potevano impunemente appuntare tutto l'odio e il disprezzo che sarebbe stato troppo ardito rivolgere al re>>. Il pubblico applaudì fragorosamente le parole del vescovo di Nancy - che aveva apertamente fatto confronti fra il lusso della corte e le sofferenze dei poveri - << cosa di cui non si aveva memoria fosse mai accaduto in una Chiesa in cui era esposto il santissimo Sacramento>>.

Nei mesi successivi i reali trascorrono tutte le giornate accanto al delfino. Luigi Giuseppe muore il 4 giugno.
Nei giardini privati del duca d'Orleans erano situate delle botteghe che vendevano libelli politici e ne usciva, pare, uno ogni ora, contro il clero e la nobiltà. <<Non era una coincidenza che questo commercio fiorisse sulla proprietà del duce d'Orleans dove la polizia non poteva intervenire; il duca di tendenze radicali aveva venduto i terreni per coprire le sue ingenti spese>>.
I libelli erano anche molto scurrili. <<Se non era un'ardente amante di uomini, Maria Antonietta era un'ardente amante di donne; comunque veniva sempre ribadito il messaggio che la regina era insaziabile, anche quando era sola>>.

I fatti che seguono sono noti. Il 5 ottobre del 1789 in seguito alla crisi alimentare le donne di Parigi raggiunsero Versailles per chiedere al re il pane. Poi arrivò la folla. Sfondarono gli ingressi e raggiunsero le stanze della regina che era riuscita a nascondersi con il re, la figlia Madame Royale e Luigi Carlo passando per le scale segrete. La folla lasciò morti, teste tagliate e distrussero quello che poterono. La famiglia reale sull'onda della richiesta popolare è costretta a trasferirsi a Parigi. Il 21 giugno del 1791 la coppia reale con la figlia e il figlio e altri componenti della corte e della famiglia tentano la fuga, saranno scoperti a Varennes e riportati a Parigi. Dopo le Tuileries saranno rinchiusi nell'antico monastero del Tempio dell'ordine dei Templari situato nel distretto del Marais.
Il re condannato alla pena della ghigliottina e la sua esecuzione ha luogo il 20 gennaio 1793, Maria Antonietta muore il 16 ottobre 1793.

A conclusione della biografia Antonia Fraser fa alcune decisive annotazioni
<<E' interessante notare che la concezione originaria di Maria Antonietta del ruolo della regina - assai più del ruolo politico cui cercò di adeguarsi, per lo più senza successo - era in sintonia con l'idea che le future regine avrebbero avuto delle proprie funzioni: condurre quella vita apolitica. "ritirata", ma caritatevole, in base alla quale avrebbero potuto fare il massimo bene, secondo le parole della regina Carlotta. Singoli atti di bontà, filantropia privata, diffondere intorno un'aura di dolcezza, soprattutto di amabilità - fin dall'infanzia, il desiderio di piacere alla gente era stata una delle sue caratteristiche peculiari - tutto questo rientrava nei gusti di Maria Antonietta. Come disse Bénseval si lasciava facilmente commuovere dagli infelici. […] La semplicità cui aspirava era soltanto un segno della transizione dalle sontuose corti barocche del passato alle versioni più contenute del XIX secolo, con una forte componente domestica. Ma fu molto criticata all'epoca, in particolare da chi era stato trascurato o danneggiato dalle restrizioni.>>
[…] <<Con ciò non si vuole affermare che Maria Antonietta - schiacciata com'era fra l'incudine e il martello dell'Austria e della Francia e biasimata per cambiamenti che in realtà erano frutto del trascorrerere del tempo - fosse esente da colpe. Era senza dubbio amante dei piaceri. I fratelli Goncourt, suoi ammiratori, nella loro biografia del 1858 scrissero indignati: <<In questo secolo di donne, nulla di femminile viene perdonato alla regina>> Certamente spettava alla First Lady di Versailles l'onere di dettare la moda o, comunque, di apparire sulla scena come modello di donna.
Nel perseguire il piacere non badava a spese. […] Eppure, di potrebbe aggiungere in sua difesa non solo la bellezza che creava intorno a sé, ma anche un genuino apprezzamento delle arti, specialmente nella musica in tutte le sue forme, ciò che fece di lei una generosa mecenate.>>
[…] <<Ma allora è il caso di chiedersi quanto questa frivolezza - che svanì ma si lasciò dietro il suo strascico - fosse il prodotto della situazione matrimoniale estremamente infelice, e veramente umiliante, che dovette subire per i primi sette anni e tre mesi della sua vita in Francia>>
Una volta consumato, il matrimonio fra Luigi XVI e Maria Antonietta non fu un'unione mal riuscita, intanto Maria Antonietta diventò il capro espiatorio perché era stato sovvertito l'ordine naturale delle cose, un re troppo morale per distinguersi da suo nonno, che non aveva un 'amante e che di conseguenza riceveva direttamente l'influenza politica della regina sulla quale era facile fare ricadere la colpa <<Fra l'altro, sarebbe stata incolpata di tutta la Rivoluzione Francese da coloro che, ottimisticamente, volevano trovare un unico colpevole per poter spiegare i complessi errori del passato. Questo punto di vista è sintetizzato da Thomas Jefferson, il quale scrisse nella sua autobiografia che, se la regina fosse stata rinchiusa in un convento, non ci sarebbe mai stata la Rivoluzione, un modo incredibilmente draconiano di spazzare via il disperato bisogno di riforme esistente nella società e nel governo francesi. Il simbolo di un animale che viene caricato dei mali della società per poi essere cacciato via ha una lunga storia nelle diverse civiltà in tutto il mondo.>>
[…]
<<La vera personalità di Maria Antonietta si eclissò dietro la sinistra immagine di malvagia, intrigante moglie straniera. Dopo avere esaminato con distacco lo straordinario viaggio che fu la sua vita, si è portati a concludere che le sue debolezze, pur evidenti, furono di ben poca importanza a paragone della sua malasorte. La sfortuna la perseguitò dal suo arrivo in Francia, ambasciatrice non voluta e inadeguata di una grande potenza, moglie bambina respinta, fino alla fine quando divenne la vittima sacrificale del fallimento della monarchia. Lasciamo alla regina l'ultima parola, << Oh mio Dio,>> scrisse nell'ottobre del 1790 <<se abbiamo commesso delle colpe, le abbiamo certamente espiate.>>