Donne e conoscenza storica |
![]() |
|
pag.1 vai a
nel sito Ricerche
bibliografiche: |
Lucetta
Scaraffia e Anna Maria Isastia, Donne ottimiste. Femminismo e associazioni
borghesi nell'Otto e Novecento, Il Mulino, 2002.
di Donatella Massara Parlare di associazioni
borghesi vuole dire anzitutto avere a che fare con un sentimento indefinibile,
non omologante, sfumato e contraddetto, a volte, dalla realtà.
Si chiama: orgoglio di classe, almeno, quando esistevano le classi.
L'indice analitico
di questo libro - interessante e ben scritto - ci fa scorrere i nomi
di donne che sono e sono state importanti nella vita economica e culturale,
mondana dell'Italia degli anni '50, '60. Alla fine del libro
mi sono domandata con ansia, quali tesori di storia - e che nel libro
non sono raccontati - contengono le scelte di queste donne, e soprattutto,
ciò che più mi interesserebbe sapere, che cosa ha prodotto
nella storia delle donne e del capitalismo italiano <<
una personale predisposizione dell'una verso l'altra>>, principio
che ha guidato o guida, oggi, queste associazioni di donne. Il libro
risponde dicendo che la vita associativa ha spronato all'emancipazione
e reso consueto il dibattito e la prassi democratica in donne abituate
a stare in luoghi 'privati, case, salotti, sedi di gruppi. Mi auguro
che un' altra indagine, però, entrerà più nel merito
degli intrecci vissuti fra donne di un'associazione selettiva e omogenea
per gruppo sociale. Nel 1881 il manifesto
del gran ballo Excelsior, uno degli spettacoli più famosi
della Belle Epoque, presenta una donna che seduta in cima al
mondo lo guida, ha rivolto lo sguardo verso l'alto come a richiedere
superiore ispirazione. E' la gigantesca Statua della Libertà
a New York un' altra icona femminile rappresentativa del clima culturale
del periodo. |
||||