Donne e conoscenza storica
         

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nel sito Ricerche bibliografiche:
Storia dei movimenti emancipazionisti e dell'associazionismo femminile
1995-2003 e precedenti

Lucetta Scaraffia e Anna Maria Isastia, Donne ottimiste. Femminismo e associazioni borghesi nell'Otto e Novecento, Il Mulino, 2002.

di Donatella Massara

Parlare di associazioni borghesi vuole dire anzitutto avere a che fare con un sentimento indefinibile, non omologante, sfumato e contraddetto, a volte, dalla realtà. Si chiama: orgoglio di classe, almeno, quando esistevano le classi.

Soroptimist, associazione che avevo dimenticato di conoscere, accoglie selettivamente socie solo per cooptazione: per via del nome che portano e della posizione sociale che ricoprono. <<Non accetterei mai di fare parte di un club che mi vuole come socio>>, dice invece Groucho Marx.

L'indice analitico di questo libro - interessante e ben scritto - ci fa scorrere i nomi di donne che sono e sono state importanti nella vita economica e culturale, mondana dell'Italia degli anni '50, '60.

Camilla Cederna, Maly Falk, Carla Strauss, Luisa Spagnoli, Jole Veneziani, Mirella Freni, Gianna Manzini, Anna Bonomi Bolchini, Giancarla Mursia, Giulia Maria Crespi, Biki, Tea Frette, Zoe Fontana, e molte altre scienziate, artiste, sono state soroptimiste e coinvolte nel loro tempo: negli anni del boom economico, negli anni di crisi dei '70, e nei passaggi fra la cosidetta prima e seconda repubblica, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Alla fine del libro mi sono domandata con ansia, quali tesori di storia - e che nel libro non sono raccontati - contengono le scelte di queste donne, e soprattutto, ciò che più mi interesserebbe sapere, che cosa ha prodotto nella storia delle donne e del capitalismo italiano << una personale predisposizione dell'una verso l'altra>>, principio che ha guidato o guida, oggi, queste associazioni di donne. Il libro risponde dicendo che la vita associativa ha spronato all'emancipazione e reso consueto il dibattito e la prassi democratica in donne abituate a stare in luoghi 'privati, case, salotti, sedi di gruppi. Mi auguro che un' altra indagine, però, entrerà più nel merito degli intrecci vissuti fra donne di un'associazione selettiva e omogenea per gruppo sociale.

Voglio però ripercorrere con tranquillità questa storia, avvincente forse perchè è allo stesso tempo: irrisolta.

Nel 1881 il manifesto del gran ballo Excelsior, uno degli spettacoli più famosi della Belle Epoque, presenta una donna che seduta in cima al mondo lo guida, ha rivolto lo sguardo verso l'alto come a richiedere superiore ispirazione. E' la gigantesca Statua della Libertà a New York un' altra icona femminile rappresentativa del clima culturale del periodo.

Fra fine ottocento e novecento le speranze del mondo sono riposte nelle donne che - si confidava - avrebbero portato nell'era tecnologica basi per una società rinnovata e capace di arginare il materialismo positivista. Questi motivi che in nessun altro modo si potrebbero definire se non femminismo, agivano in molti movimenti borghesi di fine e inizio secolo di ispirazione spiritualista.

continua