Donne e conoscenza storica
         

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Diotima, Approfittare dell'assenza. Punti di avvistamento sulla tradizione, Liguori, Napoli, 2002

di Donatella Massara

Osservazioni critiche

Nella Comunità di Pratica e Riflessione Pedagogica e di Ricerca storica si è discussa l'dea di intermittenza. Dice Laura Minguzzi che intermittenza c'è quando le donne si ritirano, fanno blocco su posizioni di potere, di conservazione. E' vero che a volte le donne rifiutando di dare i loro talenti stando alle posizioni più avanzate di conquiste di libertà e di universalità dimostrano che c'è una coazione con sè stesse quasi, perchè nessuno obbliga le donne a stare dietro se medesime, a fare coagire insieme posizioni ormai scalzate. Qualcuno disse: facciamo due passi avanti e uno indietro, forse le donne più che intermettere se stesse mettono in relazione solo alcune parti di sé e altre le tengono riservate. E' per queste convinzioni che io preferisco pensare la continuità, che vivo come la grandezza di un impegno, la quantità che è indefinita se penso ai vuoti che desidererei vedere riempiti, e non penso a continuità e quantità escludenti la qualità luminosa, anzi. Mi interessa riconoscere l'origine, non assoluta bensì relativa; l'origine convenzionale e convenuta, anche, dei percorsi femminili e maschili perchè spesso sono intrecciati insieme. E' su questa ricerca che ho lavorato in questi anni e riprendo la lezione di Luisa Muraro, in questo testo.

Come pensare l'assenza? Approfittandone dice Luisa Muraro.

E' sulla figura di Diotima che Luisa Muraro ci fa annotare l'assenza. Assenza di una donna, assenza delle donne. La maestra di Diotima compare. L' impressione è che Platone e Socrate non riescano a farne a meno. Lei ci dice Socrate è la maestra di erotika, una scienza dell'amore che malamente - dice l'autrice - abbiamo confuso con il significato sessuale, esclusivamente tale. Il senso che aveva la parola, sapienza delle cose dell'amore, si è perduto. Come il significato originale di erotika anche Diotìma sparisce, nel dialogo e in tutta l'opera platonica, nell'intera storia della filosofia greca. L'autrice ci dice di approfittare di questa assenza, di usare il vuoto, la mancanza che si è creata per vedere il buco nella siepe, quello che c'è oltre, stare nel desiderio che è mancanza, insanabile. Io ho pensato a questo vuoto e a quello che dice Luisa e azzardo: all'origine c'è stata la meravigliosa nascita femminile della filosofia. La filosofia nasce attraverso le donne, probabilmente, forse anche in quella Mileto dove passavano le navi provenienti da tutti i porti, dove gli uomini commerciavano e pensavano, studiavano e parlavano. C'erano stati altri saperi affini, il mito, le religioni orfiche, e le donne che sapevano e pensavano, le profetesse, forse. Donne ridicole, probabilmente vecchie ciarliere e ciarlatane. Non era ridicolo Socrate, nella versione tramandataci in Aristofane ? La filosofia è stata una professione ridicola e ridente, all'origine, forse. E certamente non si sarà definita così come è: amante del sapere. Una comunicazione femminile originaria di considerazioni sul mondo delle relazioni, dell'amore, sulla nascita? C'è stata una professione femminile che gli uomini hanno cominciato a fare seriamente, fino a ridurre al silenzio per secoli, quelle donne che avevano parlato seriamente ma 'non sul serio' ? Come nella professione medica, all'origine femminile e ridicolizzata, forse anche la filosofia nasce nel mondo delle donne? Come narrazione, pensiero, raccoglimento in sè e parola dispiegata?

Nel tempo presente - per tornare al pensiero sull'intermittenza, sul vuoto e l'esplodere improvviso della libertà femminile di cui parlavo all'inizio, citando Laura Minguzzi, io vedo invece - fra passato e presente - : donne che amano liberamente gli uomini e che, a volte, questo amore si assopisce. Per esempio la modernità costruita in pesantissime guerre che alle monarchie nazionali diedero stati consolidati - a mio parere- fanno parlare questo dis-amore delle donne verso i maschi che le tirò indietro rispetto alle pratiche pubbliche per poi rilanciarle magari più avanti, appunto nel movimento particolarissimo dei salotti delle preziose, all'inizio. La modernità, però, fa scadere sul lungo periodo l'opzione patriarcale e protettiva verso le donne e questo avviene anche perchè, nella modernità, si sviluppa il dis-amore verso gli uomini. Il venir meno dell'amore delle donne per la società maschile si trova nel protofemminismo sorto, come risposta, alla querelle des femmes, Il razionalismo storico di Lucrezia Marinelli oppure la contestata e odiata monacazione forzata su cui scrive Arcangela Tarabotti, parlano di disappunto, risentimento o odio per il sesso maschile. Sono queste le prime movenze della modernità delle donne. Critica, ostilità e indifferenza posizionano le donne e in questa situazione c'è il dis-amore per l'altro sesso.

Anche oggi le donne più che inascoltate le sento rispetto agli uomini con alcun desiderio di esserne ascoltate. In questa frattura vedo intermittenza che rispetto al mondo e alla storia è, tuttavia, continuità.

BIBLIOGRAFIA di Diotima

Diotima, Il pensiero della differenza sessuale, La Tartaruga, Milano, 1987

Diotima, Mettere al mondo il mondo. Oggetto e oggettività alla luce della differenza sessuale, La Tartaruga, Milano, 1990
Indice: Nota Introduttiva (dicembre 1989)
La realtà non è data
L'inaudito di Chiara Zamboni; Perchè Teresa di Diana Sartori; La nostra comune capacità d'infinito di Luisa Muraro; Simone Weil: dare corpo al pensiero
Dare realtà
Dire la nascita di Adriana Cavarero; Stelle, pianeti, galassie, infinito di Anna Maria Piussi; Mettersi al mondo, Elsa! di Paola Azzolini; Ciò che non è verificabile di Letizia Comba; Pensare liberamente, pensare il mondo di Laura Boella; Appendice Diotima comunità, Diotima politica, Diotima maestra di Luisa Muraro e Chiara Zamboni

Diotima, Il cielo stellato dentro di noi. L'ordine simbolico della madre, La Tartaruga, Milano 1992
Indice: Nota introduttiva di Diana Sartori e Chiara Zamboni
L'orientamento della riconoscenza di Luisa Muraro; Era là dall'inizio di Anna Maria Piussi; Tnere presente la madre di Veronika Mariaux; E' un procedere arduo di Elisabetta Zamarchi; Ildegarda e Richardis di Marirì Martinengo; La Signora della notte stellata di Angela Putino; Dare autorità, fare ordine di Diana Sartori; Le vie del simbolico di Chiara Zamboni; Intervento: L'amica indiana di Letizia Comba; Madre/matrice/trasformatrice di Ghiti Thadani; Appendice: Cambiamenti di Giannina Longobardi

Diotima, Oltre l'uguaglianza. Le radici femminili dell'autorità, Liguori, Napoli, 1995
Indice: Prefazione di Luisa Muraro; Diana Sartori - <<Tu devi>> Un ordine materno. Premessa: la difficoltà di parlare di autorità, La domanda di Hannah Arendt, L'imperativo di Kant, L'imperativo di mia madre, Ancora sulla difficoltà di parlare di autorità; Chiara Zamboni - Ordine simbolico e ordine sociale, Di una circolarità pietrificata, L'idea di autorità nel '900, la mediazione vivente non è mai sintesi; Letizia Comba - L'obbedienza (Lettera a Diotima); Wanda Tommasi - Il lavoro del servo; Annarosa Buttarelli - Fare autorità, disfare potere; Luisa Muraro - Oltre l'uguaglianza, Hanno dato moltissimo, Tre cose balzano agli occhi, Diotima, L'occupazione del potere, La pensosa saggezza fatta zimbello, Potere contro potere, Non dalla vita politica, Politica versus potere, Un concetto non libero di libertà, L'accanimento paritario, Una via d'uscita, Il fantasma, Il mito di Penelope, Un fatto poco notato eppure notevolissimo; Le Autrici

Diotima, La sapienza di partire da sè, Liguori, Napoli, 1996
Indice: Prefazione di Chiara Zamboni; Luisa Muraro - Partire da sè e non farsi trovare...Parte prima: Filosofia, cosa esclusivamente in atto e pratica, parte seconda: La partitura della nascita; Diana Sartori - Nessuno è l'autore della propria storia: identità e azione, Premessa, partendo da me, Il rivelarsi del <<chi>> nell'azione e il rischio di agire, Politica come apertura, chiusura della politica, Ripartendo dall'inizio; Vita Cosentino e Giannina Longobardi - La scuola sregolata, Parte prima: E' fallita la scuola di massa?, Una generazione quasi sconosciuta, Regole e convivenza civile, Fine di un incantesimo, L'autorità gentile, Parte seconda: Pienezza del presente o strumentalità?, Qualità o quantità?; Katharina Rutschky - Femministe o perbeniste? Introduzione di Veronika Mariaux; Annarosa Buttarelli - Partire da sè confonde Creonte; Bianca Tarozzi - Metafore del sè in poesia, Premessa, Seconda premessa, La caduta nell'essere, Cristina Campo e il patire la differenza, La resurrezione; Angela Putino - La cura di sè, Parte prima: Una premessa politica, Parte seconda: Trasposizioni 1) Il partire da sè, 2) Il partire da sè e la cura di sè, 3) Il partire da sè e la parrhesia, Parte terza: la soggettivazione e l'impensato; Chiara Zamboni - Il materialismo dell'anima, Fare un sapere dei legami di dipendenza con il mondo, Passione per una concretezza non solo concreta, Una via sperimentale, Scintille nella materia, Il daimon alle spalle; Le autrici

Diotima, Il profumo della maestra. Nei laboratori della vita quotidiana, Liguori, Napoli, 1999
Indice: Prefazione di Luisa Muraro; Capitolo primo - Adelina Eccelli: l'università è il mio paese di Chiara Zamboni; Intermezzo - Inventare, ringraziare: pensare di Chiara Zamboni; Capitolo secondo - Ho scelto di lasciarvi immagini di vita e di bellezza. Testimonianza di Zazi Sadou con una nota di Delfina Lusiardi; Capitolo terzo - Emozioni in aula; Una questione di grazia di Giannina Longobardi; Lasciarsi toccare di Francesca Migliavacca; Capitolo quarto - Fare compagnia alla mente inferma; All'incrocio di altro di Luisa Muraro; Il salto in alto di Daniela Riboli; Capitolo quinto - Dire, svelare, mostrare; Oltre la strategia della nonna di Diana Sartori; Il mio non è un gioco di Franca Porto; La volta di Maria di Diana Sartori; Intermezzo - <<colla presunzione di veder più lontano e più sinceramente con occhi di talpa fissi nell'esperienza>> di Diana Sartori; Capitolo sesto - Il pensiero dell'esperienza di Cristina Faccincani; Capitolo settimo - Pensare facendo; Sulle tracce di un sapere di Luigina Mortari; La casa del Po di Elisabetta Manenti; Intermezzo - Sentimenti che fanno luce di Chiara Zamboni; Appendice - Diotima a Costagrande

Diotima, Approfittare dell'assenza. Punti di avvistamento sulla tradizione, Liguori, Napoli, 2002
Indice: Introduzione di Luisa Muraro; Di madre in figlia di Wanda Tommasi; la maestra di Socrate e mia di Luisa Muraro; Il lievito della libertà di Francesca Doria; Il tempo vivo del vangelo secondo Matteo di Chiara Zamboni; Dei diritti e dei rovesci. Una lettura della Dichiarazione dei Diritti del 1789 di Diana Sartori, Introduzione: un dono doppio, La Dichiarazione dei diritti: atto di nascita della modernità, La scena originaria della Dichiarazione dell'89, Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, Sul rovescio dei diritti, I rovesci dei diritti, Dal rovescio dei diritti; Basta che parli. Lettera a una professoressa riletta da una professoressa di Vita Cosentino, Il punto di vista dei poveri, Un'operazione simbolica a metà, La scuola dell'invenzione, La scommessa sulla lingua, La contraddizione linguistica oggi, relazioni senza nome, La lingua come strada di libertà, La soggettività relazionale; Sulla fiducia di Anna Maria Piussi; Ciò che non si può nè vedere nè toccare. Lara alla scuola di Cristina Campo di Lara Corradi, Introduzione, Un inizio ma mai perduto, E alla fine cosa rimane, Don Giuseppe De Luca: così vicini così lontani, Il presente tra leggerezza e spensieratezza, Imparare la riconoscenza, Libere veramente o veramente illuse; Momenti radianti di Chiara Zamboni; Nella piega del presente di Ida Dominijanni, Antefatto, Sommario, Primo fatto, Secondo fatto, Il linguaggio necessario; Ma chi te lo fa fare? di Diana Sartori, In buona compagnia, Ritorno al presente.