Donne e conoscenza storica

 

Recensioni

 

 

Adriana Brown, Un ventaglio di seta blu savoia, 2001, Salerno, Filema

di Attilia Cozzaglio

Mentre i Savoia tornano nuovamente alla ribalta e in Senato si vota per consentire agli eredi maschi del casato il ritorno in Italia, -ma è un problema che ci appassiona? - riprendo in mano un libro uscito un po' di mesi fa, edito da Filema. Scritto da Adriana Brown, "Un ventaglio di seta blu savoia" è costruito come un giallo, con un investigatore, un omicidio, anzi due, un colpevole.

In realtà l'investigatore è uno storico, che cerca di svelare il mistero di un assassinio avvenuto cinquant'anni prima. Siamo negli anni '60, e il professore universitario di storia, che vive a Roma con moglie e figli, eredita una vecchia biblioteca dal padrino siciliano. La noia dell'inventario è rotta dalla scoperta di un dossier, relativo alla contessa Giulia Tasca, moglie del duca Trigona di Sant'Elia, dama di compagnia della regina Elena, trovata morta con il giovane amante in una malfamata pensione di Piazza Vittorio.
La lettura del dossier spinge lo storico a riprendere le indagini da dove il suo padrino si era, di necessità, fermato: torna sul luogo del delitto, ritrova un' erede del tenutario della pensione, incontra fortunosamente altre persone a conoscenza dei fatti, fino alla scoperta della verità.
La vicenda, iniziata nel 1911 con il duplice omicidio, vede nel 1938 un sanguinoso epilogo, che solo nel 1961, grazie alle indagini del professore, appare nella sua crudezza.
Che cosa mi è piaciuto del libro: il metodo di indagine, che oscilla tra una rigorosa rivisitazione delle fonti, orali o scritte, e fantasiose supposizioni, che alla lunga si riveleranno esatte. Le vivaci descrizioni degli ambienti: la vita di corte ai tempi della regina Elena, la piccola borghesia alla ricerca di un riscatto sociale all'epoca del fascismo, la nuova borghesia negli anni '60.

Qualche perplessità, invece, mi lasciano i numerosi ritratti di donne, donne che sembrano sempre prigioniere di un destino immodificabile: la contessa Giulia Tasca è intelligente e audace, ma non potrà che fare una brutta fine. Matilde, una testimone dei fatti, è arrivata alla ricchezza, ma non può godersi la sua vita per paura che il passato ritorni. Persino la regina Elena deve piegarsi alla ragione di stato, dopo aver cercato la libertà dei sentimenti. E buona ultima anche Lynn, moglie inglese dello storico, sembra trovare nell'indagine un nuovo rapporto con il marito, ma alla fine tornerà a fare la mamma.


LA REGINA ELENA
Cartolina a colori edita dall'Unione Monarchica Italiana e
stampata dalla "Corporazione Arti Grafiche" - Roma. cm. 15,5x11