Donne e conoscenza storica


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Storia di uomini e donne: Periodizzazioni

C'è una cesura storica che apre due prospettive culturali che mettono in relazione non progressiva né tantomeno omogenea e continuativa i due sessi.
In questo caso si parla del periodo precedente alla seconda guerra mondiale e di quello della guerra fredda.
La periodizzazione consente di vedere un arricchimento di senso della scrittura femmninile, grazie anche al protagonismo di cui le donne si sono fatte interpreti nella seconda metà del '900.
Questa periodizzazione è stata analizzata da Marija Mitrovic, studiosa della cultura balcanica e della donna nella produzione letteraria. Una letteratura minore, protagonista degli ultimi dieci anni di storia europea, consente una straordinaria messa a confronto con questioni che riguardano tutti, donne e uomini del nostro tempo.

Marija Mitrovic nell'introduzione al corso 'L'immagine letteraria della donna nella società belligerante balcanica' (6) scrive che nella complessa cornice di un paese multietnico, la exJugoslavia, soggetto a una disgregazione sanguinosa, le donne sono le vittime.
e <<la voce più forte contro i nazionalismi e contro le guerre durante l'ultimo decennio>>(7)

La storia letteraria degli slavi del Sud si muove attraverso un percorso tradizionale che risale ai canti epici - passati dall'oralità alla scrittura nel periodo romantico. Questo funziona da riferimento fino alla seconda guerra mondiale, per liberarsi, successivamente, ai giorni nostri nella piena e consapevole interpretazione della individualità.
<<Fino alla seconda guerra mondiale la letteratura sull'esperienza di guerra escludeva le donne o riprendeva l'archetipo tradizionale (M.Krleza, S.Jakovlievic, I.Goran Kovacic, J.Kastelan), oppure le presentava sulla base del modello creatosi nelle poesie epiche più famose: Hasan-aginica; La madre dei Jugovic; La fanciulla di Kossovo.
Ivo Andric con il romanzo Gospodjica ( La signorina, 1945) rompe con questa tradizione archetipa. Questo scrittore, l'unico premio Nobel per la letteratura della ex-Jugoslavia, crea la figura della donna imprenditrice che non sa comportarsi nei tempi difficili, come è il tempo di guerra. La sua Signorina subisce gravi danni non solo materiali, ma anche psichici e morali, sotto questo peso il suo carattere cambia e alla fine (dopo due guerre) lei diventa la vittima del proprio carattere>> (8)


M.Mitrovic annota i cambiamenti avvenuti dopo le due guerre << nei generi letterari, nella composizione dei testi letterari e nei valori ideali, morali ed estetici.
Si nota da subito un cambiamento: dalle forme epiche, lunghe , corpose, alle forme piu' personali, individuali, generiche: dal romanzo o racconto in senso stretto della parola alle memorie personali, lettere, diari, scritture saggistico- liriche e così via>>(9)

Le immagini letterarie dei poemi epici tradizionali mostrano una donna madre - sposa che accetta il sacrificio eroico del figlio e del marito per la libertà della terra. E' questa un tipo di donna che si disintegra per il dolore delle perdite, senza mostrare i sentimenti: la madre degli Jugovic o muore rimanendo dignitosamente fedele al rispetto di se', anche se subisce ingiustizia, la moglie di Hasan aga, oppure è la fanciulla di Kossovo, sposa che, come una infermiera, cerca fra il sangue dei corpi morti in battaglia lo sposo promesso.
Questi modelli vedono un protagonismo femminile molto delineato all'interno di una struttura narrativa caratterizzata dal conflitto. C'è una qualità del testo narrativo sostenuta dall'autorità femminile.
Infatti questi testi, definiti ' letteratura del quotidiano', nella storia serbo-croata sono ritenuti scritti da donne e tradizionalmente cantati da interpreti femminili.

E' un modello dal quale la letteratura prende decisamente le distanze nel periodo contemporaneo caratterizzato infine dalle nuove guerre balcaniche.

Dopo la seconda guerra mondiale si notano cambiamenti non solo negli scritti già citati di Andric. Risponde a questa tendenza anche Sasa Bozovic - autrice di un romanzo autobiografico non tradotto in italiano e pubblicato a Belgrado solamente nel 1978 sulla sua esperienza di medica durante la Resistenza 'A te mia Dolores' è dedicato alla figlia, morta appena nata durante gli anni della guerra. Sono sempre piu' leggibili << trasformazioni intervenute sulle condizioni sociali delle donne, mutamenti che si riflettono sulla letteratura di fine secolo quando le donne emergono come soggetti attivi, autrici di scritture sull'esperienza di guerra>> (10)

In campo letterario contemporaneo di notevole valore è il racconto di Dubravka Ugresic 'Ministarstvo boli' ( Ministero dei dolori - poema pedagogico ) (11), scritto dopo la pace di Dayton.
In questo testo la scrittrice racconta la vicenda di un corso di lingua per profughi yugoslavi raccolti attorno a una insegnante profuga pure lei. Settimanalmente vanno a scuola in un sopravvissuto dipartimento di lingua e letteratura serbo-croata dell'Università di Amsterdam.
Gli allievi fanno lavori stravaganti e di rimpiazzo: addetti ai porno shop, lavacessi, prostitute. La frequenza al corso serve a conquistarsi vari meriti per conservare il permesso di soggiorno.
La professoressa non tiene una vera scuola ma li fa parlare, ricordare la madre patria usando la lingua che diventa il sintomo di una disperata crisi dei discenti e dei docenti.
Dopo la prima euforia del riconoscimento la situazione si capovolge nel suo contrario. Gli allievi non vogliono in realtà parlare una lingua provinciale che conoscono poche decine di migliaia di persone, non vogliono piu' la loro lingua tradizionale e preferiscono la variante nazionalista del serbo-croato. Epurate rispettivamente delle cinquanta parole che differiscono in ciascuna lingua, adesso le lingue sono tre: la croata, la serba e la bosniaca. Meglio allora imparare la lingua dell'esilio e l'inglese che corrisponde alle letterature forti e ai grandi pensieri dei vincenti, che questa lingua che non vuole piu' nessuno. Così si 'spiegherà' minacciosamente l'allievo preferito, ingiustamente trattato dalla valutazione dell'insegnante, ormai offesa nei suoi sforzi di amare la classe di profughi. Il giovane le rovescia addosso la sua disincantata visione del 'nuovo mondo' di entrambi.

A questa rinnovata stagione della scrittura femminile balcanica risponde in materia saggistica la filosofa Rada Ivekovic. I suoi scritti (11) e interessanti analisi (12) concentrano l'attenzione sul simbolico femminile e le fondamenta sulle quali poggiano i miti nazionalisti di fondazione. Fondamenta che rivelano l'intreccio pericoloso fra la terra, sangue e corpo femminile, un esercizio di parentela e contiguità utile alla mente maschile per giustificare il truce volontarismo della guerra interetnica.