Donne e conoscenza storica

 

Olympe de Gouges

Mary Wollstonecraft

Seneca Falls

 

 

Un corteo per il suffragio femminile a New York nel 1913. (Sivio Paolucci- Giuseppina Signorini, Il corso della storia. Il Novecento, Bologna , 1997)

L'Unione femminile

 

 

Democrazia
di Adriana Perrotta Rabissi e Luciana Tavernini

Al momento della nascita della democrazia moderna - durante la Rivoluzione Francese e qualche decennio più tardi nel modello di suffragio attuato dalle riforme elettorali inglesi- la categoria di 'uguaglianza tra fratelli' esclude le donne dalla cittadinanza politica , negando loro la dimensione della individualità, che nel nostro modello culturale si basa
sull' :"indipendenza e il possesso della propria persona - ne consegue che - [...] da un lato la democrazia costituisce il contesto indispensabile perché le donne possano diventare individue e cittadine, ma dall'altro essa stessa, nel corso del suo sviluppo storico, non solo non ripara, ma per certi aspetti aggrava le difficoltà delle donne a essere tali.

E' infatti nel momento iniziale della democrazia moderna, alla fine del Settecento, che il legame delle donne con la famiglia si fa stretto ed esclusivo, quasi a compensare l'avvento della società individualista." (1).
Si crea così una contraddizione che possiamo chiamare il paradosso della Democrazia.
Le donne, molto attive nei dibattiti e nell'elaborazione delle nuove categorie politiche, colgono immediatamente la contraddizione e aprono da subito il conflitto con la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina di Olympe de Gouges (1792) e la Rivendicazione dei diritti delle donne di Mary Wollstonecraft (1792). Olympe viene ghigliottinata, ma la lotta per l'accessso delle donne ai diritti politici non viene archiviata.

Si crea così un movimento che si rivelerà particolarmente attivo sia in Europa che negli Stati Uniti dove, nel 1848, oltre trecento donne si riuniscono a Seneca Falls (nelle vicinanze di New York) e con la Dichiarazione dei sentimenti ripropongono la questione.


L'intensità del conflitto è confermata dal livello di repressione esercitato dai vari governi nei confronti delle lotte delle donne, che vengono spesso picchiate e incarcerate

durante le loro manifestazioni per il diritto di voto.

 

 

In Italia l' emancipazionismo (vai anche a femminismo) inizia più tardi e unisce alle rivendicazioni di uguaglianza politica pratiche di realazione tra donne e interventi in campo assistenziale e sociale.
Sarà soprattutto nel corso del Novecento, dopo la Grande Guerra, che il suffragio si estenderà anche alle donne

La critica ad un certo modo di intendere la politica e il rapporto tra cittadini e istituzioni politiche matura via via che si incrementa il graduale e parziale allargamento dei diritti di cittadinanza alle donne. Proprio la dimensione di eccentricità-marginalità rispetto ai luoghi dell'agire politico e della decisionalità, tranne poche eccezioni, ha consentito loro di cogliere dinamiche e meccanismi dell'esercizio del potere, rendendone possibile la decostruzione.
E' così che, ad esempio, Simone Weil nel 1938 coglie e denuncia con grande lucidità i pericoli insiti nella concezione dello Stato, e del conseguente rapporto con gli individui, quale si va strutturando nelle coscienze e nella pratica politica.

La critica al diritto esistente porta a discutere i principi, che lo fondano, evidenziando la negazione della differenza sessuale e il fatto che esso risponda ad un'esigenza maschile di regolare i rapporti tra uomini (2).
Per modificare questa situazione alcune e alcuni propongono la sessuazione delle costituzioni e dei diritti , attenzione che è presente in diverse convenzioni e risoluzioni internazionali.

Per iscrivere la differenza femminile nel diritto, alcune giuriste che si basano sulla politica delle relazioni propongono di fare vuoto nel diritto esistente, togliendo norme in presenza di autorità femminile, e di modificarlo attraverso la pratica del processo.
"È il processo, infatti, un momento istituzionale in cui le donne (avvocate, utenti, magistrate) sono soggetti della mediazione che si compie.. Se esse si collegano in una relazione privilegiata, finalizzata a un progetto che ha una misura sociale e palesa i valori che esse vogliono affermati come loro propri nella società che le include, questi valori si contrappongono come un polo altro rispetto a quelli che hanno corso nel contesto sociale maschile Il processo registra il conflitto e il livello dello scontro, svela l'urgenza della contrapposizione, l'inesistenza di regole di mediazione fra valori differenti di cui i due sessi sono portatori e, nel suo compiersi, esprime la mediazione possibile fra gli interessi sessuati confliggenti. Vengono così a esistenza regole di fonte femminile, l'ordine monosessuato maschile è scalfito e comincia a crearsi un ordine dei due sessi.(3)"

Altre, specie magistrate ed avvocate (4 ), propongono una soluzione diversa sia da quella di affidare alla legge la regolamentazione della differenza tra i sessi, che da quella di porsi al di sopra della legge, creando vuoti normativi, per produrre una misura femminile del mondo.
Convinte che le trasformazioni avvengono nella società, nella famiglia e nel lavoro, sostengono la necessità di disporre di un "diritto leggero", ossia il meno invasivo e normativo rispetto alle scelte personali - affettive e sessuali di donne e uomini - ma che comunque sia un diritto che tuteli i soggetti più deboli (che tuttora permangono) per evitare che la regolamentazione dei conflitti sia lasciata ai rapporti di forza esistenti. Tale convinzione si accompagna ad una costante ricerca di interpretazioni che privilegino nel rapporto giuridico la pratica delle relazioni tra i soggetti.

Contro l'idea che la soluzione di problemi sociali, vecchi e nuovi, si trovi nella definizione di diritti (es. diritti dei bambini, diritto alla privacy, diritti degli studenti, ecc.) la filosofa americana del diritto Elizabeth Wolgast fa notare che se i diritti vengono invocati troppo liberamente possono sorgere dei problemi, in particolare rispetto alla "loro applicazione a persone che non sono nella situazione di esercitarli Invocare un diritto è allora spesso un mezzo per evitare di attribuire responsabilità a qualcuno in posizione di controllo." (5)
Un esempio è il caso dei maltrattamenti ai malati.
Il linguaggio e la politica dei diritti, infatti, si basano su un modello di relazioni sociali tra individui autonomi alla pari, capaci di sostenere un conflitto tra loro.

Un ulteriore stimolo alla riflessione è venuto dalla guerra della N.A.T.O. contro la Repubblica Jugoslava per il Kosovo (1999).
In tale conflitto si visto chiaramente il nesso tra diritto e sanzione e quindi il fatto che, per difendere diritti umani universali, si siano distrutti esseri umani.
I cambiamenti avvenuti nella condizione delle donne negli ultimi tent'anni, dovuti a un modo di agire che ha saputo aprire conflitti, modificando le relazioni, senza distruggere l'altro, dimostrano che la pratica di conflitti relazionali può diventare una modalità di fare politica più costruttiva e al
ternativa alla politica dei diritti (6).

Note

(1) Anna Rossi Doria, Diventare cittadine. Il voto delle donne in Italia, Firenze, Giunti,1996,pp.7-8

(2) Hannah Arendt, Che cos'è la politica?, Milano, Edizioni di Comunità, 1995 AA. VV. , Idee per governare, Fine Secolo, n.2-3, ottobre 1995
Simona Forti, Vita della mente e tempo della polis. Hannah Arendt tra filosofia e politica, Milano, Franco Angeli, !994
Antoinette Fouque, I sessi sono due. Nascita della femminologia, trad. di Nadia Setti, Milano, Nuova Pratiche Editrice, 1999
Marilyn Frye, The necessity of differences: constructing a positive category of women, Signs, Summer 1996
bell hooks, Elogio del margine. Razza, sesso e mercato culturale, trad. di Maria Nadotti, Milano, Feltrinelli, 1998
Luce Irigaray, Sessi e genealogie, trad. di Luisa Muraro, Milano, La Tartaruga,1989

(3) Lia Cigarini, Fonte e principi di un nuovo diritto, in La politica del desiderio, Parma, Nuova Pratiche Editrice, 1995, pp.113-114
AA. VV. , Diritto sessuato?, Democrazia e diritto, n. 2, aprile giugno 1993

(4) Nicoletta Gandus in Donne e diritto , Seminari tenuto nei mesi di aprile-maggio 1996, presso l' Associazione per Una Libera Università delle Donne di Milano

(5) Elizabeth Wolgast, La grammatica della giustizia, Roma, Editori Riuniti, 1991, pp.52-53

(6) Lia Cigarini, Un filo di pensiero, in Via Dogana n.43 (maggio 1999) della Libreria delle Donne di - Milano
AA. VV., "Guerre che ho visto", Quaderni di Via Dogana, Libreria delle Donne di Milano, 1999