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MARIE
LE JARS DE GOURNAY
Marie
le Jars de Gournay (1565-1645) che passò la vita accompagnata dalla
domestica, dalla gatta e dai suoi libri, fu autrice di molte opere letterarie
e filosofiche. È diventata famosa nella storia della filosofia tradizionale
come figlia adottiva di Montaigne e come editrice degli Essais. Nel
1622 pubblicò un breve trattato dal titolo Egalité des Hommes et
des Femmes, al quale seguì, nel 1626, Grief des dames, che
già dal titolo indica una notevole distanza da La cité des dames
di Cristine de Pisan. Dedicò entrambe le opere a dimostrare la
falsità delle argomentazioni relative all'esistenza di una relazione
tra sesso e conoscenza.
In una formulazione divertita e lucida Marie de Gournay dice: Inoltre,
l'Animale umano non è né uomo né donna, a guardarlo bene: i sessi non
sono fatti semplicemente, né per costituire specie differenti, ma per
la sola propagazione. L'unica forma e differenza di questo Animale consiste
solamente nell'anima razionale […] giacché non c'è niente di più simile
al gatto sulla finestra della gatta. L'uomo e la donna sono a tal punto
uno che se l'uomo è più della donna la donna è più dell'uomo. Malgrado
ciò la società priva le donne della libertà.
Comincia cosi il Grief des dames:
Felice tu, lettore, che non appartieni a questo sesso cui si negano
tutti i beni mentre lo si priva della libertà, allo stesso modo che
gli si negano anche tutte le virtù allontanandolo dagli incarichi,
dagli uffici e dalle funzioni pubbliche, in una parola escludendolo
dal potere, moderando il quale si formano la maggior parte delle virtù
per concedergli, come unica felicità, come virtù sovrane e uniche
l'ignoranza, il servilisrno e la facoltà di far le sciocche, se questo
gioco piace loro. Felice anche chi può esser savio senza peccato:
la tua condizione di uomo ti concede, per la stessa ragione che ne
priva le donne, qualsiasi azione di alto destino, qualsiasi giudizio
sublime e qualsiasi discorso di raffinata speculazione
Marie de Gournay introduce in questi frammenti concetti del progetto
di uguaglianza tra i sessi molto importanti, che ispirarono più tardi
la pratica politica del movimento di emancipazione delle donne.
Tra questi concetti stanno:
a) la non esistenza sociale dell'esperienza femminile, la sua difficoltà,
quindi, a trasformarsi in politica, in luogo di libertà;
b) l'indicazione del maschile (ciò che gli uomini fanno nella società)
come misura di libertà per le donne, e meta a cui aspirare;
c) la necessità della lotta tra i sessi, una lotta che toccava alle
donne intraprendere.
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