Donne e conoscenza storica
         
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note

Il di più femminile è l'autorità, che è diversa dal potere, diversa a
partire dalla sua radice. L'autorità - una parola che viene dal latino
augere, che significa "crescere, accrescere" - è stata spiegata da Lia
Cigarini come "una qualità simbolica delle relazioni"; cioè, come una
qualità di senso propria delle relazioni non strumentali, (6) della relazione
fine a se stessa, della relazione - ripeto - per il gusto di essere in
relazione (7). Il di più femminile è, pertanto, un di più relazionale; è, per
esempio, un "sapere delle relazioni, della lingua, delle buone maniere,
dell'esprit", ha scritto Lia Cigarini riferendosi alle Preziose dei salotti
dei secoli XVII e XVIII (8).
Le relazioni di autorità sono relazioni di diversa indole rispetto ai rapporti di produzione o alle relazioni feudali.
Nei rapporti di produzione, donne e uomini entrano in condizioni giuridiche
e sociali di uguaglianza o di disuguaglianza, uguaglianza e disuguaglianza
essendo i due poli di una medesima operazione: un'operazione in cui ciò che
è in gioco sono istanze di potere. Nelle relazioni di autorità si mette in
gioco, invece, la differenza di essere donna e la differenza di essere
uomo, liberamente interpretate da ciascuna donna o ciascun uomo che le
vive, nella propria singolarità. Si tratta, pertanto, di un'operazione
politica diversa: un'operazione, precisamente, di autorità.
Il di più femminile che è l'autorità, non si contrappone a un meno, e
nemmeno vuole suggerire che il bambino nasca con un meno: è un di più che
si situa in un luogo che è oltre, non contro la differenza di essere uomo.
Nel mondo ci sono relazioni di potere e ci sono relazioni di autorità;
quelle di potere sono spiegate bene dal paradigma del sociale; quelle di
autorità, invece, che hanno un'enorme rilevanza nelle vite femminili,
restano fuori dal campo semantico del potere, e sono ancora molto da
indagare.
Il di più femminile deriva dal corpo stesso delle donne, corpo umano che è
la sede della differenza sessuale, cioè della differenza di essere donna e
della differenza di essere uomo, dato che la differenza sessuale si
presenta sempre e solo in due, femminile e maschile. Il femminile è un
corpo nato con una capacità propria, che è la capacità di essere due.
Questo vuol dire che è un corpo aperto all'altro, aperto al diverso da sé;
e che è un corpo che può creare vita umana, che può creare corpi che
parlano, cioè corpi che hanno imparato dalla loro madre l'ordine simbolico,
ossia la lingua chiamata precisamente materna. Tutto ciò è puramente
relazionale.
La capacità di essere due è un fatto necessario per una donna, perché è
stata data alla luce così, è nata così; ma non è un fattore determinante:
si dà sempre storicamente. Per questo, perché succede sempre nella storia -
senza essenzialismo alcuno -, è una capacità che si dà, alcune volte,
sciolta e libera, altre, attraversata o schiacciata da relazioni di potere
che possono rendere e hanno reso le vite femminili un inferno. Da qui
l'importanza che questo fatto necessario venga messo in parole storiche che
risultino sensate al presente.

 

continua