Donne e conoscenza storica  

 

Capitolo 1
Piccola storia di un nome

Capitolo 2
Crescere in casa e in collegio

Capitolo 3
Le letture

Capitolo 4
Finisce il collegio comincia l'insegnamento

Capitolo 5
Mamma Olimpia



 

 

 

 

 

 

 

 

Capitolo 3

Le letture


In collegio non arrivavano riviste nè i giornali. Una rivista era Annabella poi c'era Novella, rivistucole che adesso non valgono più niente che per noi che vivevamo in un paese, in campagna erano già divertenti.


I libri: non me ne ricordo neanche uno, non mi interessavano ma letti li ho letti senz'altro.

Il papà aveva una raccolta di libri che erano molto belli; lui ce li leggeva alla sera e poi metteva dentro una delle sue frasi per fare lo spiritoso e diceva ..e allora l'ha baciata - ma chi l'ha baciata - e rideva: se lo era inventato. Nelle sere invernali ci riunivamo nella stalla perchè era calda. C'erano le case ma non erano abbstanza grandi, allora mio padre leggeva questi libri che aveva comprato a Cigliano. Erano belli. La nonna poi li aveva prestati in giro e così non abbiamo avuto più niente. Era una raccolta di libri importanti probabilmente perchè per rilegarli tutti così dovevano essere importanti.

Erano storie di cavalieri della tavola rotonda e lui leggeva, leggeva bene ogni tanto ci metteva la sua frasetta un po'cretina e noi dicevamo ma no non era così. Quel gruppo di libri mi dispiace sinceramente che sia andato perso. Quando sono andata a vivere a Biella erano grandi spessi e io non li ho presi e così prestati sono andati persi.
C'era con noi in queste serate invernali la famiglia dei salariati dei quali non eravamo solo padroni ma amici. I Sancio a tenuta Moroni non facevano questa vita a confronto noi eravamo dei poveretti. Quelle serate le apprezzo più adesso che allora. Vorrei avere ancora quei libri per vederli.
L'immaginazione era forse migliore della tv con un libro una si immagina, l'immaginazione è messa alla prova; certo che la Pinota e il Cinot - non immaginavano proprio niente.>>

Erano storie che da bambina non mi ricordo che mi interessassero. Erano libri acquistati dallo svuotamento di una casa di Cigliano. Infatti diversi mobili che abbiamo vengono da lì, e lui aveva visto fra le cose da vendere che c'era questa fila di libroni rilegati e in ogni libro c'erano diverse storie.
Allora -a Livorno- c'era il giornalaio che aveva qualche libro da leggere. In questa famiglia si leggeva non privatamente ma a voce alta.

Il giornale che arrivava in abbonamento era La Sesia non andavamo mai a comprare la Gazzetta del Popolo o il Corriere; arrivava pure l'Agricoltore e il nonno leggeva anche quello.

Poi la nonna quando andava al mercato, al sabato, passava a comprare la Domenica del Corriere che era illustrata. C'erano sempre quei disegni che poi sono diventati famosi e noi le abbiamo buttate via tutte, non considerate.

La letteratura permessa in collegio era semplice, adatta a giovinette.