Donne e conoscenza storica

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E' geniale la proposta di Antoinette e di Luisa. Le differenze sociali prendono visibilità da un punto vuoto del sistema. Tuttavia è proprio in questo rapporto che le vere disparità sociali fra donne scompaiono. Azzerate davanti al potere del fallo e del denaro.
Quella diversità dura e tangibile, e che non ho mai detto che sia dolorosa, ma opprimente sì come un chiodo fisso, una mano davanti agli occhi che ti impedisce di vedere, sembra quasi niente davanti all'incolmabile differenza fra maschi e femmine, quella che si struttura non sul cumulo di beni materiali ma sulla differenza, sulla fallocrazia.

Allora penso che sia possibile che le disparità sociali fra donne trovino in politica un mezzo per non entrare in campo perché il peso si sposta sulle disparità fra uomini e donne. Eppure quella mano che mi impedisce di vedere mi spinge a supporre e immaginare quello che non mi fanno vedere. E a pensare per analogia: in mancanza di un soggetto reale e concreto in carne e ossa che non dichiari parità o differenza ma disparità.
Occorre un soggetto sessuato, una donna che della dura e tangibile disparità faccia una interlocuzione con i fantasmi della analogia, ma se non c'è una donna a reinventariare i saperi della società - quelli che una volta mi erano così chiari - , e a costruire la mediazione sociale fra le donne, non penso che nessun programma della politica porterà miglioramenti e felicità.
La mano che mi impedisce di vedere è femminile, deve essere la mano di mia madre che ha amato i romantici contenuti di Sentieri, la telenovela più tradizionale del mondo. E' stata lei che per insegnarmi la buona educazione e l'amore per il mondo tiene il mio sguardo che guarda all'interno delle cose a controllare l'invidia e decostruirla.

Mia madre mi ha trasmesso il gusto per l'amore, sono una simpatizzante per il 'romanzo rosa', benché non ne sia fra le lettrici di cui parla Michi Staderini.
E allora forse bisogna silenziosamente sostituire le fantasie che auspicava lei con quelle che vede mia madre, scoprendole a un senso più realista e sociale, dove le donne parlano dei loro desideri a partire da sé e dalle altre donne, non destreggiandosi nelle ideologie politiche già pronte. Mi piace scrivere e leggere di filosofia e di politica femminile. Ma qualcosa manca.
E non può che affacciarsi quell'Altra a farsi sentire per ripensare una società, per poterla almeno mettere sulla carta alle generazioni future. Alcune donne si sono date questo orizzonte di impresa. Mi riferisco all'impegno di Delfina Lusiardi e Giannina Longobardi attente alla società e alle donne straniere. In questo sito c'è un resoconto sul loro incontro a Diotima 2001 Donne con le ali.
Questo impegno è giusto e concreto. Risponde all'esigenza della verità perchè se il sesso è una formidabile lente di ingrandimento per fare parlare le differenze non solo sociali, come ogni ingrandimento falsa la realtà.
La dimensione della sessualità comprende l'inconscio e fa vedere una letteralità, la verità ingrandita, essa soggioga e - come al cinema - non sempre la grandezza dell'immagine consente di trarre considerazioni per vedere dentro le cose e magari creativamente comprenderle.

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