Donne e conoscenza storica
     

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Vengono così a esistenza regole di fonte femminile, l'ordine monosessuato maschile è scalfito e comincia a crearsi un ordine dei due sessi. Nel processo si vede in concreto come la libertà maschile limiti quella femminile, e viceversa. Naturalmente bisogna sapere che cosa è in gioco, poiché il prius da cui partire, per noi la libertà femminile, è fondamentale per la lettura del diritto.

Come giuriste abbiamo individuato alcune regole che ci paiono fondamentali e che qui offriamo alla discussione per arrivare a costituire alcuni principi fondanti del diritto femminile.
Il valore fondamentale è costituito dalla fedeltà alla propria identità sessuale, dall'affermazione di un'identità umana femminile, resa possibile dalla valorizzazione della genealogia femminile (L. Irigaray).

I diritti soggettivi delle donne, quindi, possono venire all'esistenza solo se sono strettamente correlati ai loro corpo-mente sessuati, solo se danno riconoscimento e valore alla differenza sessuale.
I principi cardine del diritto di origine femminile possono ipotizzarsi o conflittuali o convergenti o autonomi con i principi del diritto maschile. La libertà, l'inviolabiità del corpo e la forma dei diritti politici sono esempi di principi concettualmente autonomi.
Esempio di diritto convergente può essere la normativa per la repressione della violenza sessuale.

Il diritto maschile interviene con una normativa repressiva del reato a tutela dell'ordinato svolgimento dei rapporti fra cittadini.
Il diritto femminile, autonomamente (ma in modo almeno parzialmente convergente quanto agli esiti nel consorzio sociale) garantisce l'inviolabiità del corpo delle donne attraverso la valorizzazione della genealogia femminile, la responsabilità della donna madre verso il proprio sesso, quindi verso il sesso della donna stuprata, la sottrazione di solidarietà al figlio stupratore come espressione di autorità materna esercitata nel nome del proprio sesso.


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