Donne e conoscenza storica
     

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Inviolabilili, quindi, anche nel caso di un'eventuale violenza carnale, poiché inizia a farsi strada una giustizia femminile.

I sessi sono due e questa dualità si dà esistenza con l'iscrizione simbolica della differenza femminile. I sessi restano due anche dopo l'avvento del diritto femminile, che produrrà, come è tipico del diritto, regole e mediazioni universali, cioè che valgono per donne e uomini. Infatti, quello femminile è un diritto sessuato che nasce dalla constatazione che i sessi sono due: la sua universalità è una forma storicamente e logicamente nuova, che domanda riflessione anche filosofica. A questo proposito forse serve osservare che la donna può diventare madre di una figlia come di un figlio e che, privilegiando la genealogia femminile in quanto le dà forza e nome, non mancherà di avere cura dell'esistenza del figlio e del suo rapporto con lui.
Per concludere, diciamo che il diritto femminile si pone come tertium nel conflitto fra i sessi. Esso assolve questa funzione per la ragione appena detta, che nasce dalla constatazione che i sessi sono due e si sviluppa mantenendola.

La madre fonte del diritto sessuato

Le norme del diritto che ci sono state presentate come universali sono, in realtà, un insieme di regole che strutturano una società ove le donne non sono contemplate come soggetti. Tali norme lasciano le donne prive di diritti soggettivi (Luce Irigaray). Il diritto che conosciamo, perciò, è segnato dall'impossibilità intrinseca di essere veramente valido per tutti i soggetti. La pretesa che esso sia universale è una finzione che ha potuto reggersi solo grazie alla mancanza (o all'estrema debolezza) dei rapporti sociali fra donne. Concretamente, ci siamo chieste come possiamo iniziare ad operare. Abbiamo allora preso in considerazione il diritto scritto che conosciamo, il diritto del genere maschile, e abbiamo facilmente constatato che esso non costituisce un tutto monolitico.


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