Donne e conoscenza storica
 

 

La sfida del femminismo

quarta lezione di Mantova, novembre 2000
di Alessandra De Perini

 

Negli anni Settanta, per la prima volta dal dopoguerra, nel mondo occidentale ci fu inflazione, crisi economica, diminuzione dell'occupazione. La crisi delle economie occidentali fu determinata dall'embargo petrolifero deciso dai paesi arabi a sostegno dell'azione bellica contro Israele.


"Il corpo era espressione privilegiata negli anni '70 e l'informale in pittura risulta di labile impatto, ma trae valore dal significato evocativo di un'epoca che aveva nella body art la massima espressione della centralità del corpo come soggetto attivo della forma artistica. La stretta tra i due corpi dei commilitoni sotto la pioggia per nulla purificatrice equivale a quella che inizia e finisce il film tra i due corpi allacciati"

Il 1973 segna un fondamentale punto di svolta nel conflitto fra i due sistemi mondiali, quello capitalista e quello comunista. L'URSS, autosufficiente per le fonti di energia, decise di potenziare l'arsenale nucleare e di allargare i confini della propria sfera di influenza in Asia, Africa, America latina, in Afghanistan, in Vietnam e in Nicaragua, dove si affermarono regimi comunisti.

In Occidente iniziò l'era postindustriale che significa riorganizzazione economica e produttiva, rilancio del liberismo, processo di privatizzazione e globalizzazione del mercato del lavoro. Ogni forma di opposizione politica e di resistenza al nuovo corso politico ed economico fu criminalizzata, delegittimata; il dissenso combattuto e ostacolato, anche quello giovanile; quasi azzerato il confronto politico fra le diverse parti della società e, al suo posto, ci fu un progressivo imporsi di logiche e pratiche autoritarie e militarizzate.

 

In questi anni finisce l'aspetto creativo e non violento del movimento giovanile e studentesco e si sviluppa quello violento di "attacco diretto al cuore del sistema". Scontri in piazza fra manifestanti e polizia, guerriglie urbane, forme di lotta armata e strategia della tensione: gli anni Settanta sono stati chiamati, non a caso, "anni di piombo" (la regista Margarethe Von Trotta realizza un film con questo titolo). La "guerra fredda" tra Stati Uniti e Unione Sovietica all'inizio degli anni Settanta sembra superata. Il decennio si apre all'insegna della distensione, di una politica di "coesistenza pacifica". In realtà la gara fra le due superpotenze, la corsa al primato si spostarono a livello spaziale: la conquista dello spazio fu assunta come il simbolo stesso della coesistenza pacifica.

Quando, nel 1969, un americano aveva appoggiato per primo i piedi sulla luna fu chiaro il significato politico e militare di quell'avvenimento: chi avesse per primo controllato lo spazio al di sopra dell'atmosfera avrebbe avuto uno schiacciante vantaggio strategico e militare. Nel frattempo, nonostante le dichiarazioni di pace, le due superpotenze cercano di accrescere nel mondo le rispettive sfere di influenza e i propri arsenali di guerra con missili e armi nucleari sempre più micidiali. Il clima di distensione stabilitosi tra i due blocchi fu dunque solo apparente. Così il processo di decolonizzazione, ormai quasi completamente compiuto, non significò pace né sviluppo sociale, culturale ed economico per gli ex paesi coloniali, ma conflitti di confine, guerre tribali, colpi di stato, sviluppo di regimi autoritari, guerre civili.

In Asia, Africa e America latina vengono accesi e si sviluppano numerosi focolai di guerra che danno al decennio una impronta sanguinosa. Nel 1970 inizia la guerriglia in Uruguay dei Tupamaros; in Cile Allende è eletto Presidente della Repubblica e avvia una politica di riforme distribuendo le terre ai contadini e nazionalizzando miniere di rame e banche, ma nel 1973 con un colpo di stato del generale Pinochet, Allende viene ucciso e il paese condotto al disastro economico. Inizia da questo momento il dramma dei "desaparesidos" e la lotta simbolica delle "madri della piazza di maggio" che non vogliono dimenticare il volto delle proprie figlie e figli fatti letteralmente scomparire dal regime. In Sud America molte dittature militari fondate sul terrore e la corruzione, sono promosse e sostenute dagli Stati Uniti, interessati al predominio economico in quei paesi, allo sfruttamento di piantagioni, pozzi petroliferi, foreste, miniere di rame, stagno, oro, argento.

In Africa, mentre milioni, donne e bambini, sono i morti per fame e disidratazione, si scatenano guerre civili: nel Congo belga, dopo l'assassinio di Lumumba, si afferma prima il regime di Ciombè, poi una dittatura appoggiata dagli USA; in Uganda, dopo un colpo di stato, si instaura un regime che persegue l'africanizzazione ed espelle dal paese migliaia di indiani; in Sudafrica il regime autoritario e razzista di una minoranza bianca criminalizza il movimento nero contro l'apartheid e ne mette in prigione il leader, Nelson Mandela che, uscito dopo vent'anni dal carcere, nel 1991 sarà eletto presidente del Sudafrica.

 

In Medio Oriente continua lo scontro tra Israeliani, sostenuti da Stati Uniti, e Paesi arabi, sostenuti dall'Unione Sovietica. In Libano scoppia nel 1975 la guerra civile, in seguito alla quale la capitale Beirut viene demolita e il territorio ridotto a terra bruciata (il conflitto termina nel 1989 quando il paese diventerà protettorato siriano). In Iran, contro il processo forzato di modernizzazione e occidentalizzazione, alla fine degli anni Settanta vince la rivoluzione guidata dall'ayatollah Komeini che bandisce il regime filo - occidentale dello scià, rompe qualsiasi rapporto con gli USA e impone l'osservazione integrale del Corano, innalzando lo stendardo dell'integralismo islamico. Per molte donne di quel paese questo significò persecuzione, arretramento, imposizione dello "schador".

Il conflitto arabo - israeliano ha conseguenze anche in Europa dal momento che i Palestinesi decidono di estendere la lotta armata contro Israele anche ai paesi che la sostengono. Qui si inserisce il tragico episodio delle Olimpiadi di Monaco nel 1972 (11 atleti israeliani rimangono uccisi nel conflitto tra guerriglieri e forze di polizia) e numerosi altri episodi di violenza: attentati (vittima illustre il papa Giovanni Paolo II), dirottamenti aerei, assassinii. A questo terrorismo di matrice arabo - palestinese si aggiunge il terrorismo dell'ETA (separatisti baschi), quello dell'IRA (cattolici del nord Irlanda contro protestanti), quello dei gruppi terroristici in Germania (la RAF, il gruppo Baader - Meinhof ) e in Italia (le Brigate Rosse, Prima linea ecc.).

Negli anni Settanta finiscono le vecchie dittature sopravvissute alla seconda guerra mondiale: la Spagna, dopo la morte di Franco, e il Portogallo (1974 fine del regime di Salazar) si danno un regime democratico. In Cina, dove nel 1971 era stato lanciato un ferreo piano di controllo delle nascite (non più di un figlio per coppia), dopo la morte di Mao, nel 1976, inizia un nuovo corso della politica e dell'economia, finisce lo strapotere delle Guardie Rosse che avevano aderito alla rivoluzione culturale organizzata contro intellettuali sospetti di essere filocapitalisti e inizia una economia socialista di mercato.

.Lo sforzo di industrializzazione non è accompagnato però dall'affermazione di maggiori libertà civili, di qui la protesta di migliaia di studenti in piazza Tien an men e i numerosi morti negli scontri tra studenti e forze dell'ordine. Nell'Unione Sovietica è al governo Breznev, la produzione ristagna e l'agricoltura giunge al collasso. Continua il ferreo dominio dell'URSS nei confronti dei paesi satelliti del "Patto di Varsavia": dura repressione in Cecoslovacchia dove Alexander Dubcek è destituito dall'incarico e sostituito con uomini fedeli a Mosca; represse nel sangue le proteste operaie in Polonia. In Vietnam del Nord continuano i bombardamenti americani fino al 1973, quando finalmente l'esercito Usa si ritira dal Vietnam, dopo lo scandalo Watergate che travolge il presidente Nixon.

Dopo 35 anni di guerra civile, si affermeranno in Vietnam, Laos e Cambogia regimi comunisti che instaurano però il terrore: due milioni di cambogiani saranno eliminati e nel 1979 un nuovo conflitto armato (la guerra cino - vietnamita) determinerà la fuga di migliaia di profughi. In India, dove una donna, Indira Gandhi, viene eletta nel 1971 a maggioranza assoluta presidente del paese, inizia la seconda guerra contro il Pakistan, in seguito alla quale si forma il Bangladesh. A partire dal 1970 si sviluppa in questo paese un vasto movimento di occupazione delle terre e gli arresti si contano a migliaia (30.000 solo nel 1970). L'India nel 1974 fa esplodere la sua prima bomba atomica. Per tutto il decennio il paese è percorso da milioni di profughi.

Sul piano economico la decisione dei Pesi arabi nel 1973 di bloccare la vendita del petrolio ai paesi occidentali fece del petrolio un formidabile strumento di pressione contro l'Occidente industrializzato. La crisi investì le industrie automobilistiche, petrolchimiche e siderurgiche. Tutti i paesi occidentali da allora, tranne l'Italia, si orientarono verso le centrali nucleari come fonti alternative di energia. I paesi in via di sviluppo entrarono in una crisi ancora più grave. Quando nel 1979 si rompe il clima di presunta distensione tra USA e URSS e ritorna il clima di "guerra fredda", anche l'Europa decide di dotarsi di missili (gli "Euromissili" con gittata fino a 5500 km.).

In Italia, dopo l'autunno caldo, nel 1970 viene realizzato lo "Statuto dei lavoratori", una carta che dava valore di legge alle più importanti conquiste della lotta operaia e limitava il potere dei dirigenti nei confronti della classe operaia.



Gli anni Settanta saranno anche per l'Italia anni di crisi economica e disoccupazione, anni di terrorismo di destra (Piazza della Loggia a Brescia nel 1974; treno Italicus lo stesso anno) e di sinistra (attentati contro magistrati, politici, giornalisti, industriali che vengono processati o giustiziati come simboli del potere capitalistico). L'accordo tra la D. C. al governo e i comunisti, esclusi dal governo dal 1948, chiamato "compromesso storico", fallisce quando nel 1978 il presidente Aldo Moro viene rapito e ucciso dopo settimane di prigionia ad opera delle Brigate Rosse.

 

segue