Donne e conoscenza storica  

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Lavinia Fontana, Autoritratto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'istruzione delle donne

Esisteva una cultura femminile per le donne dei ceti medi e superiori. A questa educazione che indirizzava ai matrimoni patriarcali e all'economia domestica, rispose l'umanista spagnolo Juan Luis Vives nel De Istitutiones foeminae christianae del 1523. Un'opera popolare e come il Cortegiano a tiratura internazionale con 40 edizioni e molte traduzioni.
In questo compendio Vives elencava i compiti e il libri che aprivano alle donne le porte dell'istruzione seria. (pag.191-192)
Il motivo caratteristico per questi educatori delle donne è l'utilità, tale e quale lo ritrovano Adam Smith e Rousseau. Le donne non devono sapere niente di più di quello che occorre. Inoltre le finalità sono la castità, il silenzio e l'obbedienza. Inoltre occorreva l'apprendimento delle pratiche tessili e quelle relative alla gestione domestica.
Nel XVII secolo si vedono anche le educatrici. Per esempio l'istituzione di Saint Cyr, collegio per nobili fanciulle decadute dalle guerre della Fronda, era stata di Madame de Maintenon, favorita e poi ultima moglie del Re Sole. In Francia fra gli scopi dell'educazione si profila già dal '500 l'abilità salottiera.
A Firenze le scuole municipali istruivano attivamente i loro giovani e anche qualche bambina (pag.196).
Nel 1304 a Firenze esisteva una maestra di scuola: insegnava latino, il libro dei Salmi, e il Donatus, il libro di Grammatica.
<<In tutte le città italiane fra il 14 e il 17 secolo, le insegnanti affiancarono gli uomini nell'istruzione elementare dei giovani, raggiungendo ben il 10% del totale dei pedagoghi presenti in tutti i luoghi e per tutto il periodo di tempo considerati>>
In alcune città tedesche c'erano le Lehrfrauen (donne insegnanti) che insegnavano nelle "piccole scuole" per le bambine. A Francoforte nel 1600 ne esistevano venti. Le donne insegnavano in quasi metà di esse.
Nel 1456 una Lehrfrau suscitò la rimostranza di un collega che l'accusava di portargli via gli scolari e che quindi avrebbe dovuto pagargli 3 scellini per ogni maschio a cui insegnava. La sua richiesta fu accolta.
Lutero e altri riformatori auspicavano l'istituzione di scuole per ragazze dove si leggessero le Scritture in tedesco e in latino

Invece Isotta Nogarola ricevette da Lauro Quirini un programma di studi che non escludeva la retorica e la filosofia, prima considerate inutili per le donne.
Una carriera simile ma già differente la seguì Cassandra Fedele. Interruppe gli studi intrapresi in giovane età, si sposò e li riprese in età avanzata.
La sua precoce carriera doveva molto al desiderio del padre di avere una figlia eccezionale.
Cassandra compare in apparizioni pubbliche in veste di recitatrice di orazioni presso l'Università di Padova. Quando Isabella d'Aragona invitò Cassandra a unirsi alla sua corte Venezia protestò perché non voleva perdere il suo 'bene'. La fama internazionale ed eccezionale di Cassandra creò un modello seguito dalla poetessa francese Catherine de Rochas e dalla tedesca Caritas Pirckheimer.
Questo successo appare sconcertante perché le opere di Cassandra <<furono infatti piuttosto scarse. Le sue lunghe lettere e orazioni mancano di originalità, e altre opere, menzionate nella sua corrispondenza, furono da lei intraprese ma mai portate a compimento>> (pag. 232)
Più aggressiva e originale è Laura Cereta bresciana; a fine del XV secolo guardava alle altre donne come a esempi di debolezza piegata al piacere.
<<E' sorprendente come Laura Cereta osasse sfidare le usanze e l'opinione pubblica e continuasse, nell'elaborato linguaggio degli studiosi, fare spazio, nel mondo da lei conosciuto alle imprese femminili, ma ancora più audace fu Olimpia Morata figlia dell'erudito ed eterodosso Fulvio Pellegrino Morata>> (pag.235)
Olimpia Morata scrisse centinaia di lettere in latino e italiano dopo che divenuta moglie di un medico luterano è costretta a lasciare Ferrara. Scrisse poche opere ma ritenute interessanti, nelle edizioni successive alla prima dedicate alla regina Elisabetta.
<<Le conquiste della Morata portarono la tradizione della donna umanista oltralpe, dove fino a quel momento si era ancora scarsamente diffusa. Il fenomeno italiano della donna colta si ripete in qualche misura in scenari differenti. Lo si osservava nelle città tedesche: la monaca e badessa patrizia Caritas Pirchkeimer di Norimberga.>> (pag. 237) Altro esempio di erudizione femminile anche la Pirckeimer si guadagnò l'ammirazione di molti, donna reclusa, santa, prerequisito per essere dotta. Celtis che scoprì nel 1494 le opere di Hrotswitha dedicò a lei la prima edizione del 1501; la considerava una reincarnazione della monaca del IX secolo.
Margherità d'Angouleme autrice dell'Heptameron compose anche un libro di lettere in difesa del genere femminile dove affermava la superiorità della natura delle donne. E' la sua prima opera a essere tradotta in inglese dalla giovane Elisabetta Tudor.
In Inghilterra Tommaso Moro aveva educato personalmente le sue tre figlie, insieme ai fratelli, a un livello molto alto di conoscenza delle materie classiche.
Delle tre ragazze Margaret era il capolavoro. A sua volta dopo avere sposato William Roper, Margaret educò le proprie figlie e quella della sua balia all'educazione classica.
In Inghilterra le umaniste dell'epoca Tudor possono essere state una sessantina. La maggior parte dei loro lavori erano di natura devozionale. Fa eccezione Jane Fitzalan che tradusse dal greco Ifigenia in Aulide di Euripide e i cui libri sono una delle più preziose raccolte di manoscritti della British Library. Anche la prima moglie di Enrico VIII fu una studiosa di grande spessore.E così Ctherine Parr la sesta moglie fu una delle otto scrittrici le cui opere sono state pubblicate fra il 1486 e il 1548. Jane Grey che era stata regina per pochi giorni e quindi mandata al patibolo da Maria Tudor latinista, aveva seguito un serio corso di studi umanistici che comprendeva la conoscenza dell'ebraico, il latino e le lingue moderne. Le sue opere ancora esistenti sono poesie e lettere scritte negli ultimi sei mesi della sua vita. Era Jane Grey a dire che preferiva la compagnia di Platone in lingua originale alla caccia, come racconta un episodio, e affermava che lo studio era l'unica attività in cui era libera dal controllo della severa coppia genitoriale.
La tradizione femminile umanista nel 17 secolo era ormai superata. Le donne dal severo curriculum di scienze, filosofia e teologia erano: Anna von Schurmann in Olanda, Suor Juana Ines de La Cruz in Messico e una delle ultime rapprsentanti italiane è Elena Lucrezia Cornaro Piscopia nel 1678 è la prima donna a ricevere il titolo di "dottore in filosofia" dopo essersi consacrata a Dio.

Elena Cornaro Piscopia


Oratrice come un'altra prima di lei Costanza Varano anche lei, a un certo punto, si era ritirata sentendosi non all'altezza, e così non aveva ottenuto il dottorato in teologia.
In questa nascita dell'intellettuale femmina non mancano le storiche: Christine de Pizan scrisse la biografia di Carlo V, la storia della Quarta Crociata Lucrezia Marinelli e Charlotte Guillard curò la pubblicazione di molti testi di teologia, filosofia e storia.
Grande fama ebbero le poetesse del sedicesimo secolo, quelle già citate in Francia come Luise Labè e in Italia Vittoria Colonna, Veronica Gambara, Isabella di Morra, Veronica Franco e Gaspara Stampa. In Inghilterra le due Mary Sidney, Lady Wroth e la contessa di Pembroke , in Messico Juana de La Cruz.