Donne e conoscenza storica  

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Virgo et <<virago>>

Andrea del Sarto, Carità,
1518-19

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(aggiornamento)

 

 

Donne forti, potenti e influenti

Alcune donne impugnarono le armi o esercitarono poteri ancora più formidabili. Nello stesso secolo di Giovanna d'Arco, dominò con la sua forza Caterina Sforza, lei fu un personaggio più tradizionale ma audacemente indipendente.
Nipote di Francesco Sforza dopo l'assassinio del marito, Girolamo Riario, nel 1480, difese Imola e Forlì contro il nemico che aveva in ostaggio i suoi sei figli. Dodici anni dopo comandando la difesa delle mura di queste città fu sconfitta, forse violentata, l'autore del delitto era Cesare Borgia.

Poche donne si assicurarono il potere: due eccezioni Caterina de' Medici, vedova di Enrico II, re di Francia e Elisabetta I Tudor.
E' un giudizio discutibile infatti è attraverso la misoginia di Jean Bodin e la lettura che ne dà Ginevra Conti Odorisio - come spiego più sotto - che è percepibile invece la diffusione del potere femminile all'inizio della storia moderna


Shakespeare raffigurò la regina nelle eroine delle sue commedie.
La figua di una donna capo di stato violava l'ordine naturale. Infatti il Sogno di una notte di mezza estate faceva riferimento all'anormalità di un ordine politico governato da una donna, Ippolita l'amazzone, simbolo della regina.
Questi fenomeni causarono una controversia sulla legittimità del governo femminile.
John Knox, presbiteriano, nel 1558 denunciava questa "mostruosità della natura".
Jean Bodin nei Six Livres de la Rèpubblique analizzava <<la dimensione emotiva del governo delle donne>> dotate di una natura sessuale che avrebbe interferito con la capacità di governare.

Nelle corti le donne si distinguono come protettrici delle arti e della cultura.
Anna di Bretagna (moglie di Carlo VIII) commissionò la traduzione del De claris mulieribus di Boccaccio.

Luisa di Savoia cognata del re è istitutrice di Francesco I e di sua sorella Margherita e segue i principi dell'umanesimo.

Margherita d'Angouleme poi di Navarra è direttrice degli affari culturali della corte del fratello.
Influenzata dall'evangelismo di Lefèvre d'Etaples e Guillaume Budè, è al centro della corrente della protoriforma. Scrisse la raccolta di novelle: l'Heptamèron.

Dallo stesso circolo di corte francese proviene: Jeanne d'Albert, figlia di Margherita e madre di Enrico IV e Renata di Francia, erede di Luigi XII, diceva "se avessi i baffi sarei re", scavalcata suo malgrado dal cugino Francesco I andò sposa al duca di Ferrara. Scelse per la figlia come compagna l'adolescente umanista Olimpia Morata.
In Spagna Isabella guidò la riforma religiosa e intellettuale del paese. In Inghilterra sua figlia Caterina d'Aragona, prima moglie di Enrico VIII, si circondò dei principali umanisti del tempo.
In Italia le donne colte formavano e si formavano alla cultura rinascimentale.

Fra queste patrocinatrici: Isabella d'Este sorella di Beatrice, che svolse lo stesso ruolo a Milano.
Isabella era stata educata da Battista Guarini, figlio dell'umanista Guarino Guarini. Alla corte d'Este dirigeva festività e rappresentazioni, seguì artisti, poetesse, letterati.
Lo Studiolo e la Grotta del Palazzo Ducale di Ferrara, stanze splendidamente ornate furono i suoi monumenti gloriosi. Per questo e altri progetti, ideò gli schemi allegorici, consultandosi con i suoi consiglieri umanisti.

Giovanna Piacenza è la badessa che ordinò al Correggio (Antonino Allegri) di affrescare i suoi appartamenti. La Camera di San Paolo nel Monastero di Parma è considerata un esempio fra i più alti dell'arte del Rinascimento.
Copie dei putti del Correggio dipinti nel 1519 al Monastero di San Paolo sono state eseguite nel Gabinetto del Sindaco del Palazzo Comunale di Parma dal Lucatelli.

Scrive Marirì Martinengo in Le Trovatore II << La cancellazione di manifestazioni di pensiero e di arte femminile non ha avuto come conseguenza soltanto la perdita dell'espressione, delle manifestazioni intellettuale e spirituale di una parte consistente dell'umanità , ma ha condotto al naufragio di interi pezzi di storia; penso, per esempio, alla vicenda che ha visto protagonista nel XVI secolo la badessa Giovanna Piacenza; ella teneva nel proprio monastero di Parma incontri culturali, letterari e filosofici (politici?); per rendere più gradevole e propizio l'ambiente in cui avvenivano le conversazioni, aveva chiamato il Correggio affinchè affrescasse il suo salotto. Il Correggio dipinse quella che oggi si chiama la Camera di San Paolo, usando moduli pittorici innovativi, oltre che in sè di altissimo livello. La Chiesa disturbata da queste manifestazioni di libertà e di bellezza, pochi anni dopo proibì alla badessa le conversazioni culturali e costrinse il monastero alla clausura. La camera del Correggio restò così chiusa e sconosciuta per due secoli (il Vasari non la conosceva) fino al Settcento, quando il monastero cessò di esistere. La novità pittorica del Correggio non fece scuola, fu soffocata come la libertà di Giovanna Piacenza>>


Caterina Cornaro divenne regina di Cipro e governò per 16 anni, messa continuamente in pericolo dalle cospirazioni. Cedette l'isola a Venezia, spaventata dalla possibilità che lei sposasse un nobile della casa reale di Napoli. In cambio ottenne una rendita annuale e un piccolo feudo sulla terraferma veneta: Asolo, inoltre ebbe la promessa, dal fratello- legato veneto, di eterna memoria per il suo governo di Cipro.
A Asolo governò un circolo di letterati (fra questi Pietro Bembo che vi scrisse il dialogo arcadico Gli Asolani). L'ambiente della corte umanista è descritto anche da B.Castiglione nel Cortegiano. Alla corte di Urbino due donne Elisabetta Gonzaga e la sua compagna Emilia Pia guidavano e ispiravano le discussioni sui rapporti fra i sessi.