Donne e conoscenza storica  

 

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Premessa sul diritto ereditario dall'età medioevale alla moderna


Alcuni saggi della ricerca di Christiane Klapisch-Zuber
:

L'invenzione del passato familiare a Firenze

Le genealogie fiorentine

Il nome "rifatto". La trasmissione dei nomi propri nelle famiglie fiorentine

Un'etnologia del matrimonio in età umanistica

 

Le 'zane' della sposa

 

 

 

 

 

Tattiche femminili di resistenza al patriarcato


<<In margine ai comportamenti più docili alla norma corrente, (troviamo) parecchie deviazioni che rivelano i punti nei quali tutte queste belle costruzioni genealogiche mostrano alcune crepe significative>>
L'A. cita a questo proposito la ricerca libera dei nomi di battesimo femminili che contrastavano con il gruppo rigido dei nomi di famiglia invece sempre assegnati ai maschi. In questa scelta correvano sentimenti dando libero corso ai sogni dei genitori.
I 'donora' , i doni nunziali che per contratto lo sposo doveva offrire alla sposa e sui quali l'A. si diffonde in un lungo saggio, avevano la caratteristica di non essere di proprietà della sposa. Questi donora ritornavano allo sposo anche dopo alcuni mesi dal matrimonio, se ne aveva necessità. Questa pratica di donare alla sposa gioielli che poi il marito si sarebbe ripreso è vero che è deprimente. Ma non potrebbe essere una pretesa della sposa, <<la testimonianza della lunga resistenza opposta dalle donne alla depossessione che il consolidarsi del regime dotale aveva loro causato? >> Una pretesa che accompagnava le leggi suntuarie, e ne rappresentava l'infrazione.
<<Un altro modo di reagire alle usurpazioni dei mariti nell'amministrazione dei beni dotali, è stato di aumentare in essi la parte costituita dal corredo, il cui valore non era incluso nella "dote">>
E l'A. legge anche altre pratiche come forme non solo di resistenza ma di strategia per ricavare dei vantaggi. Per esempio la rinuncia all'allattamento con lo scopo di aumentare la fecondità, attribuiva maggiore prestigio al ruolo di genitrice. Anche le 'nuove ' pratiche devozionali di adorare e giocare con la manipolazione delle figurine del Bambin Gesù sono lette dalla studiosa come una compensazione alla rinuncia della cura della prole data a balia. Le giovani madri introducevano nella vita famigliare dedita "agli ideali della stirpe" un rapporto affettivo e giocoso che secondo lei prelude la maturazioni di più aperti e ricchi rapporti tra genitori e figli,figlie.
Fra le fonti particolarmente significativa è l'opera di Donato Velluti scritta poco prima del 1370
<< Nella sua cronaca, le donne occupano uno spazio eccezionalmente ampio. L'interesse che il cronista manifesta loro, consente al lettore una comprensione assai ricca e profonda dei rapporti fra i due sessi all'interno di "casa" Velluti e nelle strategie di competizione o di semplice riproduzione sociale dei lignaggi circonvicini>> (XIX)

 

Barbara Longhi, Madonna e bambino, 1552 - 1638