Donne e conoscenza storica  

 

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Figlie di Maria

 

Caterina di Vigri, Vergine con la mela, 1413 - 1463

 

 

Suore per scelta

Le donne che conservavano la verginità, uscivano dal ciclo della sessualità e della nascita liberandosi dell'immagine negativa di seduttrice
C'era in questa scelta un'alternativa al ruolo di madre-moglie.
C'era quindi un valore positivo della verginità. Un argomento efficace lo usò Angela Merici fondatrice dell'ordine della Compagnia di sant'Orsola che ricordava alle allieve come le invidiassero le donne più nobili perchè la loro condizione era più degna di quella di imperatrici e duchesse.
Inoltre nella sicurezza del chiostro potevano scrivere lettere profetizzare e predicare. Erano i conventi ambienti favorevoli all'autorealizzazione e all'autonomia femminile.
Molte cercarono la vita del chiostro come Cecilia Gonzaga che era stata allieva di Vittorino da Feltre. Una scelta simile la affrontò Costanza Barbaro figlia dell'umanista Francesco.
La Riforma sciolse i conventi perché Lutero sosteneva che le donne non dovevano restare vergini essendo fatte per procreare. A Strasburgo un solo convento rifiutò di tornare a casa.
A Ginevra suor Jeanne de Jussie dell'Ordine di Santa Chiara era in un convento poco prima della Riforma e lasciò un resoconto della sua esperienza : Le Levaine du Calvinisme ou commencement de l'heresie de Geneve.
Caritas Pirckheimer narrò la difesa eroica del convento di Norimberga negli anni fra il 1524 e il 1528.
Rimane curiosa la resistenza della Chiesa a favorire l'estendersi delle organizzazioni conventuali femminili già ostacolate nel Medioevo. Ma che andarono via via riducendosi dopo il period di fioritura e di grande autonomia che le suore godevano nei monasteri benedettini.
Le varie forme di aggregazione femminile si confondevano fra di loro e sfuggivano sempre di più a una definizione.
Il mescolarsi delle forme di vita comunitaria femminile in Italia è testimoniato dalla storia del beghinaggio del Corpus Domini di Ferrara fondato nel 1406 da Bernardina Sedazzari. Era una comunità non strutturata di monache laiche fra le quali c'era Caterina Vegri futura badessa e santa.
Le nuove suore pronunciarono i voti.
Un nuovo ordine femminile non di clausura fu fondato un secolo dopo da Angela Merici.
<<L'obiettivo essenziale e ben chiaro della Merici era il coinvolgimento di donne che vivevano nel mondo in azioni utili alla comunità, come l'insegnamento e l'assistenza>>.
La comunità chiamata Compagnia di sant'Orsola si rifaceva ai modelli di vita spirituali scelti
dalle donne dei secoli precedenti: beghine, clarisse, gli ordini terziari.
Queste donne vivevano nelle loro case in famiglia e si ritrovavano - dopo avere fatto voto informale di verginità- due volte al mese a Bologna.
<<La Merici immaginava una società democratica di donne nella quale le differenze di classe sociale sarebbero state cancellate dalla comune esperienza di vita e di lavoro. Le povere erano benvenute, e la distinzione fra "sorelle" aristocratiche e conversae prive di proprietà venne evitata fino dall'inizio. Le aderenti non indossavano nessun abito speciale e non avevano alcuna organizzazione formale al di là i quella di "madre" e "figlia", che rispecchiava un tipo di rapporto famigliare che era quanto di più lontano da ciò che la Tarabotti aveva chiamato <<tirannia paterna>>
Questa compagnia sopravvisse in opere di carità a Brescia fino agli inizi del XIX secolo. Le orsoline dal 1566 erano diventate monache di clausura perché l'aveva stabilito Paolo V. Da allora le orsoline proseguirono la loro opera in educazione delle fanciulle.
Anche altri ordini come quello delle visitandone fondato da Jeanne de Chantal finì per trasformarsi in ordine claustrale.
Solo le Figlie della Carità di Luise de Marillac allieva di Francesco de Paoli sopravvisse come ordine che svolgeva lavoro ospedaliero. Forse per la bassa origine sociale delle monache.
Anche l'ordine fondato da Mary Ward venne sciolto nel 1631 e la sua fondatrice accusata di essere aggressiva nelle questioni spirituali. La Ward aveva fondato una rete di scuole europee dirette da insegnanti laiche donne. Era una scuola modellata sull'ordine dei gesuiti. La Ward aveva osato concepire un nuovo ruolo di rilievo per le donne nella chiesa.
Queste donne vivevano in comunità informali che erano collocate fra il grande corpo della Chiesa a metà fra Medioevo e prima età moderna. Questi programmi di soccorso sociale all'esame dell'istituzione maschile risultavano lodevoli ma dovevano essere lasciati da parte per organizzarsi secondo le regole delle monache. Le monache dovevano abbandonare le strade piene di bisognosi e guardare dentro di sé.<<Alle donne non si poteva affidare la responsabilità del presente, né dell'imitazione di Cristo.
Per ironia questo schema ricorrente di crescente restrizione della pietà femminile e della riduzione a clausura delle comunità, che può essere rintracciato dal Medioevo fino alle soglie dell'era moderna, coincide con la fioritura di una pietà maschile pienamente autorizzata a trovare nuove forme di espressione: francescani, domenicani, protestanti e gesuiti>> ( pag.133)
<<Non poche donne si opposero al monopolio maschile della vita e del pensiero. Tra queste, alcune ritennero che l'eresia offrisse più opportunità dell'ortodossia all'iniziativa femminile>>
Gli albigesi , i lollardi e i guglielmiti, i primi erano sensibili al rifiuto del matrimonio, i secondi erano formati per più di un terzo da donne e i terzi veneravano la profetessa Guglielma.
C'era poi l'eresia del Libero Spirito e le visionarie che scrivevano per diffondere e difendere le proprie idee considerate molto pericolose dalla Chiesa. Per esempio Margherita Porete e nel 1400 Mary de Valenciennes. Il misticismo ebbe manifestazioni struggenti di amore per Dio che si caricava di erotismo e di esperienza e emozioni femminili.
Sulle donne pesava l'ingiunzione pseudopaolina ad ascoltare e non insegnare (1 Tim2:11-12)
E tale regola era stata adottata. Jean Gerson avvertiva che ogni insegnamento da parte delle donne doveva essere ben esaminato soprattutto se scritto in forma solenne.
Le sante ispirarono uomini colti a scrivere la loro biografia, anche studiosi non solo i confessori.
Gerson si era anche specializzato scrivendo due libri nella verifica della validità delle visioni delle sante.
Le sante nei momenti visione trascendevano la loro femminilità scambiandola con la mascolinità di Dio, questa spiegazione la quale ha avuto importanti e straordinari studi come quello della Bynum sovverte la abituale visione gerarchica dei sessi <<la gerarchia del dominio maschile viene sovvertita>> <<In tali visioni il sesso femminile acquistava valore e gli veniva conferito il potere di agire sul mondo>>
Alcune furono accusate di truffa provata come Maria de la Visitacion, o come la Benedetta Carlini.
Orsola Giuliani poi santa Veronica scrisse 22.000 pagine di diario.