Donne e conoscenza storica  

 

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Figlie di Maria

Andriola de Barrachis, Madonna con Bambino, 1485

Monastero di sa. Felice.
Fondato dalla regina Ansa (moglie dell’ultimo re longobardo Desiderio) in onore del Salvatore, venne popolarmente nominato “monastero della regina”. L’edificio fu abitato dalle monache di S. Benedetto e venne dato in “commenda” all’imperatrice Ageltrude nell’anno 891. Nel 1028 passò al vescovo di Novara, poi tornò alle “abadesse” benedettine. Riedificato sul finire del XV secolo dalla badessa, e pittrice, Andriola de Barrachis. Soppresso nel 1786.

 

 

 

Le mura dei conventi

Dopo la fioritura dei conventi femminili del Medioevo, i conventi dell'Europa rinascimentale si deteriorano moralmente e scomparve qualsiasi forma di austerità.
Christine de Pisan andata a trovare la figlia in convento a Poissy cenò con piatti d'oro a queste monache non era imposta alcuna restrizione.
Queste storie di leggerezza le troviamo nel Decamerone di Boccaccio e nell'Heptameron di Margherita d'Angouleme. Questi comportamenti sessuali illeciti erano non solo peccatucci
<<Nell'insieme potevano costituire una grossa sfida di principio, che minacciava il benessere pubblico>> ( pag.99)
A Venezia massimamente i conventi per la cattiva condotta posero problemi di ordine pubblico.
Nei secoli 14 e 15 33 conventi furono implicati in processi di fornicazione a carico delle monache..
Gli atti parlavano di nascite illegitime di atti osceni durante i pic nic.
La posizione monacale era anche un ricerca della libertà.
Erasmo da Rotterdam l'aveva riconosciuta nella virgo misogamos ( <<la fanciulla che non si volle sposare>>) della quale parlò nei Colloquia. questa donna cercava l'indipendenza nel convento e dopo 15 giorni diventava virgo poenitens che implorava i genitori di farla uscire.
Forse erano molte più le lamentele delle donne chiuse in convento.
Nel 1559 Charlotte di Borbone stilò una testimonianza giurata di protesta perchè era stata costretta a 12, 13 anni a entrare in convento. Dopo essere diventata badessa e costretta a rimangiarsi la protesta, nel 1571 cambiò nazionalità ebbe una nuova religione e si sposò. (cfr. Roland Bainton, 1973, Women in the Reformation in Germany and in Italy)
160 anni prima Caterina di messer Vieri di Donatino d'Arezzo si era opposta alla vita conventuale a cui era stata promessa e fuggì qualche anno dopo dal convento. Scrisse poi della sua fuga, avendo avuto un'istruzione come altre donne del suo tempo, e le indirizzò all'umanista Coluccio Salutati.
Ebbe in cambio una deludente e rigida risposta.
Caterina si sposò e ebbe dei figli legittimati e ottenne l'annullamento papale dei voti infantili.
( La considerazione della storica è che dagli studi fatti sulla condizione storica delle donne sia in primo piano il sesso di Caterina. Salutati non dissuadeva Caterina dal prendere i voti mentre un suo analogo interlocutore maschio lo convinse a desistere qualora non si dichiarasse certo della sua vocazione. In un primo tempo non era stata riconosciuta la discriminazione in base al sesso.
La studiosa dall'età moderna ai suoi esordi esige la parità e mette fra i comportamenti ovvi la richiesta di Caterina e l'avere ottenuto una risposta dalle istituzioni in sintonia con i suoi desideri.)

Queste monache che avevano avuto una istruzione sproporzionata e superiore a quella delle altre donne lasciarono una letteratura devozionale e popolare.
Due Beatrice del Sera ( 1515-1586) e Arcangela Tarabotti elaborarono la protesta contro la prigionia delle donne nel convento. Il testo della prima Amor di virtù è un dramma devozionale.
La seconda si diresse al mondo degli uomini , a differenza della prima, in modo <<audace>> e diretto
<<In una serie di trattati e lettere, scritti durante i suoi 32 anni di clausura forzata, difese il sesso femminile, protestò contro la monacazione coercitiva e - prima di Locke, di Rousseau, delle rivoluzioni francese e americana - lanciò un appello per la libertà.>>
La monaca accusava i padri di essere più criminali dei tiranni perchè violavano il libero arbitrio.
L'autrice accusava anche le città opulente simbolo del potere accumulato che sacrificavano fanciulle innocenti perchè prevalesse una casata e i maschi che la rappresentavano se ne dividessero l'eredità. Sarebbe stato meglio uccidere i maschi da piccoli, permettendo che ne sopravvivesse solo uno per famiglia piuttosto che seppellire vive le femmine.
C'erano delle voci che si erano levate contro chi non rispettava la scelta vocazionale e alcuni padri e madri avevano lasciato scritto nei testamenti di lasciare spazio a questa scelta.
Dopo il Codice napoleonico i conventi razionalizzati e soppressi facevano il pendant con la legge che obbligava a lasciare i propri beni in eredità ai maschi e alle femmine.