Donne e conoscenza storica

 

 

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Luisa Muraro, La signora del gioco

Streghe Diavoli Sibille

Anna Marcaccioli Castiglioni, Streghe e roghi nel Ducato di Milano

approfondimenti in rete:

Lucia Poli in Gostanza da Libbiano
di P.Benvenuti e Paola Barone (link al sito del film)

Laura Caretti (a cura di), «Gostanza da Libbiano» di Paolo Benvenuti, Pisa, ETS, 2000
di Monica Di Bernardo

Dinora Corsi e Laura Caretti (a cura di), Incanti e sortilegi. Streghe nella storia e nel cinema. Atti del Convegno "La strega, la santa e il processo" (San Miniato, 12-13 novembre 1999), ETS, 2002
di Monica Di Bernardo

Sitografia sulla caccia alle streghe

 

Luca Signorelli, particolare affreschi Duomo d'Orvieto, 'I dannati'

La 'caccia alle streghe' ha infuocato due continenti durante i secoli dell'età moderna.

La storia della 'caccia alle streghe' ha una periodizzazione finora rimasta indiscutibile.
Il primo periodo vede i confessori avvertiti dai vescovi mettere attenzione ai racconti di donne che parlavano di strani viaggi e di incontri con una donna superiore, la 'signora del gioco', dai molti nomi

Il secondo periodo inaugurato nel XVI secolo, con il Malleus Maleficarum vede invece la comparsa del diavolo nelle confessioni delle streghe. E su questo aspetto e sul rapporto sessuale con i demoni insistono gli interrogatori dei processi. Di qualsiasi genere siano le accuse queste sono provate nelle testimonianze e nelle stesse confessioni estorte con la tortura. Donne anziane e giovani sono accusate di essere un pericolo contronatura e una minaccia infanticida.

Brillanti uomini - come Montaigne - e donne influenti - come Cristina di Svezia - intervennero con scritti e parole per dire contro la persecuzione delle donne, contro la giustizia religiosa, poi civile, contro le credenze assolute che portava con sè. Nonostante questo la 'caccia alle streghe' in tre secoli raccolse migliaia di condanne al rogo a donne processate, considerate ree confesse sotto torture che i codici avvallavano e richiedevano.
E' trattato in uno studio di Ginevra Conti Odorisio il pensiero di Jean Bodin autore, nel XVI secolo, della Demonomanie. Testo scritto con il fine di correggere la debolezza dei giudici se latitava la fermezza a condannare un fenomeno ritenuto pericoloso alla saldezza dello stato.
La 'ragione maschile' volle reprimere un fenomeno chè rasentava i terreni del potere femminile: la ginocrazia temuta fino dai tempi di Aristotele. E' riconoscibile attraverso Bodin un'epoca ostile verso un eventuale potere, sia della donna- regina che della donna-strega.
Vale quanto afferma
Milagros Rivera Garretas:
<<Tutte le società hanno forme di controllo del mantenimento dell'identità di genere di solito piuttosto rigide (la caccia alle streghe o la medicalizzazione del corpo lesbico costituiscono esempi estremi ma non rari)>>.

La ricerca storica sulla 'caccia alle streghe' ha avuto un notevole incremento da parte delle storiche soprattutto dagli anni '70. Antesignana della ricerca femminile contemporanea è Margaret Murray. Studiosa notevole nonostante che la sua tesi sulla persistenza fra le 'streghe' e 'stregoni' del culto del dio cornuto, un culto contadino, erroneamente identificato con il diavolo, sia stata criticata come inattendibile. (cfr. in N. Cohn, I demoni dentro. Unicopli, 1994).
Invece è la ricerca della storiografia femminista a mettere in chiaro il nesso fra l'amplificarsi della mentalità scientifica, la caccia alle streghe e l'espropriazione delle donne dell'esercizio delle cure mediche. Mi riferisco al testo che ebbe grande diffusione negli anni del femminismo degli anni '70 di Barbara Ehrenreich.. E' Luisa Muraro ( Le amiche di Dio, pag. 108) a dare notizia che << nel recente, decimo, congresso di Logica, metodologia e filosofia della scienza (Firenze, 19-24 agosto, 1995), Bigelow e K.Green dell'Università di Melbourne, hanno detto <<Ha qualche fondamento il sospetto delle femministe che vi sia un legame fra il nascere della scienza moderna e la persecuzione delle streghe>>. Fra le femministe l'autrice ricorda Evelyn Fox Keller, (Il genere e la scienza, Garzanti, 1987).
Luisa Muraro è autrice di uno dei primi studi italiani degli anni '70 sulla caccia alle streghe, La signora del gioco. Un testo singolare che oltre a contenere gli atti dei processi sollecita interrogativi inquietanti grazie alla scrittura e alla profondità dell'analisi. E' da questa lettura che la coppia vittima-oppressore prende parola attraverso queste donne condannate; riportandoci a contatto con l'elaborazione del potere maschile rimette in discussione i significati stabili della disparità sociale con quelli mai del tutto svelati della compartecipazione delle vittime alle richieste dei propri oppressori.

Ho raccolto i testi e i documenti disponibili sulla 'caccia alle streghe' in una bibliografia che non ha pretesa di completezza. Una bibliografia estensibile alla ricerca della sitografia

Esiste anche la tendenza 'revisionista' nella storiografia. La 'caccia alle streghe' è diluita in un'assenza di dati numerici e pur riconoscendo l'insormontabile realtà del fenomeno, l'attenzione di chi scrive di storia si concentra sugli aspetti etnografici, inserendo la presenza femminile in una casuale compresenza di fatti. Questa tendenza l'ha segnalata Elena Urgnani e l'ho ritrovata in Streghe Diavoli Sibille.

Le nozioni di base sulla 'caccia alle streghe' si trovano visitando gli ipertesti fatti dalle allieve e dagli allievi di alcune scuole medie e superiori linkati a Esperienze dalla scuola per la scuola. Sono interessanti e mi auguro che nel frattempo non siano rimossi dalla rete.
L'ipertesto Donne all'origine della storia moderna offre invece l'esame di alcuni libri dal quale abbiamo ricavato notizie e interpretazioni, speriamo utili per approfondire una parte della storia delle donne.

Nella sitografia ho raccolto i links.
I siti locali permettono di individuare i luoghi dove è avvenuta la caccia alle streghe in Italia ususfruire delle scarne notizie che offrono e individuare una storia in rete della 'caccia alle streghe' in Italia fra XV e XVII secolo.