Donne e conoscenza storica  

 

Storia delle donne fra Umanesimo e Rinascimento

commento

Figlie di Eva

 

Il ritratto di Lucrezia Panciatichi di A.Bronzino
commento

 

 

 

 

 

 

 

Properzia de Rossi, Giuseppe e la moglie di Putifarre, 1490 - 1530

Mogli

L'ideale di amore reciproco e sostegno descritto dagli scrittori a volte avveniva veramente. La corrispondenza scambiata fra il 1646 e il 1648 fra sir Ralph Verney e sua moglie testimonia un rapporto intimo e affettuoso.
Comunque soprattutto dopo il Concilio di Trento veniva richiesta la più assoluta sottomissione alle mogli sotto l'autorità rafforzata dei mariti. Cherubino da Siena nel 14° secolo accoppiava dedizione e subordinazione a supremazia. Nelle città italiane le spose erano separate da mezza generazione dai mariti. Non era così nell'Europa del Nord.(pag. 46)
Esisteva una casistica dei rapporti sessuali, non permessi di domenica, nella Quaresima e nel giorno della comunione, poi nel periodo mestruale, durante la gravidanza e l'allattamento.
Le violente passioni femminili minavano l'ordine sessuale ed erano viste come un attacco all'ordine sociale stesso, uno dei motivi alla base dell'ostilità all'inversione della normale posizione sessuale durante il rapporto.
L'esempio del predominare femminile era l'immaginaria figura della Wife of Bath di Chaucer.
Il matrimonio si poteva sciogliere. Fra i possidenti si risolveva con la separazione a volte per bigamia e consanguineità con l'annullamento.
<<Fra i poveri la rottura del matrimonio avveniva per abbandono. Nel 1570 più dell'8% delle donne di età compresa fra i 31 e i 40 anni a Norwich erano mogli abbandonate.
Dopo il XV secolo si videro nelle città italiane le <<case di soccorso per donne pentite, non solo <<cadute>> in peccato ma anche nella sfortuna di essere state abbandonate o maltrattate. erano le malmaritate ( pag. 51)
<<La maggior parte dei codici legali riconosceva il diritto del marito a battere la moglie - <<Ogni capofamiglia può castigare la moglie e la famiglia senza che alcuno lo impedisca>>, è scritto in un codice francese del 1404 - per quanto un eccesso di brutalità era condannato>> (pag.51)

Sulle donne dopo il '500 si inserisce una nuova disciplina sociale e i suoi addetti: la scienza.
Per le questioni ostetriche e ginecologiche le donne si facevano curare, per mantenere il proprio riserbo, da donne.
In seguito a alcune disposizioni verranno ritirati i permessi di esercitare a queste donne. Così avviene in Francia sotto Carlo VII.. Nasceranno delle scuole apposite . Comunque alle donne se era rilasciata la licenza si accompagnavano a questa altre disposizioni limitative come per esempio il divieto solito di insegnare, aspetto stabilito dal divieto per la figlia di continuare la a praticare la medicina.
I medici intanto prendevano legalmente il loro posto escludendo le donne e consolidando la <<superiorità delle loro conoscenze teoriche con dei trattati>> (pag.53)
Il clima patriarcale del rinascimento è quello che appartiene alla civiltà occidentale ed è fondamentalmente misogino. (pag.56)
Mentre si parlava di ideali di reciprocità fra uomo e donna il Rinascimento è <<periodo in cui il ruolo della donna nella famiglia sembra avere perso anzichè guadagnato importanza>>
Gli aspetti di supremazia morale fisica legale e sessuale nonchè sociale si accompagnano <<con il potere esercitato sulle proprietà delle donne, una facoltà che nei secoli del Rinascimento venne salvaguardata con cura e si estese a danno della condizione femminile. >>
Le donne secondo un paradosso fondamentale potevano possedere ma non potevano controllare la loro proprietà. In alcuni paesi europei le donne condividevano con i fratelli l'eredità. In Inghilterra la dote era la portion di eredità, spesso divisa non equamente.
In Italia invece la dote era la liquidazione con la quale la famiglia si assicurava che una donna non potesse più pretendere nulla dei beni di famiglia divisi fra i fratelli maschi.
Quando la moglie moriva i suoi beni passavano alla famiglia del marito e ai figli. Se moriva senza figli la sua dote tornava alla famiglia d'origine. Il marito doveva rinunciarvi.
Un obbligo del contratto nuziale era la vestizione alla quale provvedeva il marito e che finiva per corrispondere ai desideri di decoro esteriore degli uomini. tant'è che la legge suntuaria se la prendeva con le donne ma di solito erano gli uomini contrari a applicare misure ridotte e contenute per le spese dedicate al lusso. (pag.62,63)
<<In ogni occasione perciò la dote apparteneva completamente alle figlie, rimanendo però sotto l'ineluttabile controllo maschile.>>. Diversamente nel Medioevo le donne potevano avere diritto a possedimenti terrieri notevoli. (pag.58)
Barbaro ci informa che le due proprietà si univano come l'acqua con il vino e anche se c'è più acqua lo chiamiamo sempre vino. quindi non contava chi portava più beni ma che arrecassero benefici alla famiglia.
<<I mariti si comportavano come se i beni di famiglia, comuni o personali, appartenessero a loro.
[...] Se il coniuge amministrava male il denaro lo si poteva perseguire legalmente perchè restituisse la dote [...] La realtà del controllo maschile sulla proprietà risultava evidente dall'istituzione dl tutore. Una figlia o una vedova senza padre o marito si vedeva assegnare un tutore - un fratello, uno zio,o un uomo qualunque - per potere utilizzare i suoi beni, non bastando a farlo lei da sola.
[..] L'istituzione dei tutori permetteva alle donne di agire, in quei rari momenti in cui la protezione die loro diritti ola cura dei loro interessi le conducevano nella sfera pubblica, senza disturbare il sistema di controllo maschile della proprietà>> (pag.60)
Le usanze nobiliari indicano una sensibile mancanza di libertà delle donne se a confronto con le donne di altri ceti. Per esempio le mogli degli artigiani a Genova ereditavano e portavano con sè i figli se si risposavano (pag.61). E' un ambiente sociale dove il legame patriarcale si è indebolito.
Anche se la maggiore libertà delle donne si poteva configurare come libertà di lavorare più duramente
Il matrimonio si rivelava un mezzo straordinario per stabilizzare le alleanze.
Le donne avevano un grande potere: redigere il testamento e disporre quindi la dote per i discendenti propri.
<<La loro abilità legale nel fare testamento era in molti luoghi equivalente a quella degli uomini, e le donne abbastanza privilegiate da avere delle proprietà da lasciare, accoglievano con entusiasmo il compito di fare testamento [...] Sebbene lasciassero di preferenza la loro proprietà ai figli maschi, le donne prevedevano lasciti per le figlie e le altre parenti più spesso di quanto non facessero gli uomini >> ( pag 65,66)
Nel 17esimo secolo i lasciti caritatevoli femminili aumentarono 35 volte. Questi lasciti femminili andavano istituti per donne sole e povere e a confraternite religiose che si stavano aprendo anche alle donne.