Maria
Milagros Rivera Garretas, Nominare il mondo al femminile
scrive nel primo capitolo Il pensiero delle donne, una
lettura storica:
<<L'opera di Christine
de Pisan, già nota ai suoi tempi, fornì
quindi contenuti sia femminili che femministi alla lunga
polemica tra uomini e donne, la cosidetta Querela delle
donne, che durò in Europa dal XV al XVIII secolo.
Il pensiero delle donne utilizzò, per esprimersi,
i metodi di conoscenza e i canali di diffusione disponibili
nell'ambiente intellettuale e sociale, pertanto le forme
più diffuse della Querela furono il dibattito
e la tertulia che ebbero l'obiettivo di dimostrare,
nella teoria, <<il merito delle donne>>, come
scriveva la veneziana Moderata
Fonte (1555-1592) alla fine del secolo XVI. In queste
tertulias - che potevano essere reali o immaginarie
- un gruppo di donne (o di donne e uomini) dava nome e collocava
nel proprio mondo le nuove forme di relazione, con se stesse,
tra donne e tra i sessi che stavano sorgendo in Europa durante
la crisi del modo di produzione feudale. In queste tertulias,
inoltre, si creavano reti e spazi di società femminile
basati sulla pratica di un discorso centrato sull'autostima,
sul divertimento e sul discredito delle supposte virtù
degli uomini>>
Moderata
Fonte
Teresa
da Cartagena
La morbidezza
e la delicatezza femminili - scrive ancora l'autrice catalana
- sono interpretate da queste autrici positivamente, non
come segni di inferiorità (come ho accennato si misura
con il divino non con gli uomini) ma come asse organizzativo
di una società nuova (società ora femminile)
fondata non sulla violenza e la competitività (in
questo interesse fallico ad essere pionieri, lasciando gli
altri dietro), ma nel lavoro interiore, nell'amicizia e
nella cooperazione.
Questo
argomento fu sviluppato dalla veneziana Lucrezia
Marinelli (1571-1653), che sottopose l'opera di
Aristotele
(specialmente il De generatione animalium) ad una
critica storicistica, un tipo di critica che l'Umanesimo
italiano aveva applicato ai testi biblici e che relativizzava,
situaandola nella sua epoca, l'autorità di cui godevano
questi testi
La
'grazia divina' luogo di enunciazione delle autrici
La
relazione madre-figlia