Donne e conoscenza storica

 

 

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querelle de femmes

Gisela Bock. La querelle des femmes. Le donne nella storia europea

Ginevra Conti Odorisio, patriarcalismo e ginocrazia in Jean Bodin.

Sofonisba Anguissola, Anna d'Austria regina di Spagna, 1573

vai a Margaret King, Le donne nel Rinascimento:
l'istruzione superiore

 

Maria Milagros Rivera Garretas, Nominare il mondo al femminile scrive nel primo capitolo Il pensiero delle donne, una lettura storica:
<<L'opera di Christine de Pisan, già nota ai suoi tempi, fornì quindi contenuti sia femminili che femministi alla lunga polemica tra uomini e donne, la cosidetta Querela delle donne, che durò in Europa dal XV al XVIII secolo. Il pensiero delle donne utilizzò, per esprimersi, i metodi di conoscenza e i canali di diffusione disponibili nell'ambiente intellettuale e sociale, pertanto le forme più diffuse della Querela furono il dibattito e la tertulia che ebbero l'obiettivo di dimostrare, nella teoria, <<il merito delle donne>>, come scriveva la veneziana Moderata Fonte (1555-1592) alla fine del secolo XVI. In queste tertulias - che potevano essere reali o immaginarie - un gruppo di donne (o di donne e uomini) dava nome e collocava nel proprio mondo le nuove forme di relazione, con se stesse, tra donne e tra i sessi che stavano sorgendo in Europa durante la crisi del modo di produzione feudale. In queste tertulias, inoltre, si creavano reti e spazi di società femminile basati sulla pratica di un discorso centrato sull'autostima, sul divertimento e sul discredito delle supposte virtù degli uomini
>>
Moderata Fonte

Teresa da Cartagena

La morbidezza e la delicatezza femminili - scrive ancora l'autrice catalana - sono interpretate da queste autrici positivamente, non come segni di inferiorità (come ho accennato si misura con il divino non con gli uomini) ma come asse organizzativo di una società nuova (società ora femminile) fondata non sulla violenza e la competitività (in questo interesse fallico ad essere pionieri, lasciando gli altri dietro), ma nel lavoro interiore, nell'amicizia e nella cooperazione.

Questo argomento fu sviluppato dalla veneziana Lucrezia Marinelli (1571-1653), che sottopose l'opera di Aristotele
(specialmente il De generatione animalium) ad una critica storicistica, un tipo di critica che l'Umanesimo italiano aveva applicato ai testi biblici e che relativizzava, situaandola nella sua epoca, l'autorità di cui godevano questi testi

La 'grazia divina' luogo di enunciazione delle autrici

La relazione madre-figlia