Donne e conoscenza storica  

 

Storia delle donne fra Umanesimo e Rinascimento

commento

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Figlie di Eva

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lavoratrici

La vita in famiglia era fondamentale nel Rinascimento non solo perchè offriva stabilità sociale ma anche per la possibilità <<di avere figli che rispecchiassero la natura materna oltre che quella paterna>>
Altrimenti le donne dovevano lavorare con paghe molto basse, e a volte nemmeno quelle compensavano il proletariato femminile.
In campagna si può dedurre l'entità del lavoro femminile: la quantità doppia di terra assegnata ai coloni coniugati.
Le donne aristocratiche continuavano il lavoro di imprenditrici femminili in agricoltura proseguendo una tradizione medievale <<quando le capacità propriamente femminili erano riconosciute e apprezzate>> Si occupavano di tutte le fasi del lavoro agricolo e della tessitura. Dimostravano padronanza dei numeri e della scrittura indispensabile.
Nelle classi artigianali cittadine le donne non solo sui occupavano dell'economia domestica . erano impegnate in una grande varietà di compiti. Le troviamo registrate nelle corporazioni in tutta Europa dice Eileen Power
( Medieval Women, 1975) : <<Erano maccellaie, candelaie, ferraiole, fabbricanti di reti, calzolaie, guantaie, corsettaie, merciaie, fabbricanti di borse, cappellaie, conciatrici, rilegatrici di libri, doratrici, pittrici, tessitrici di seta e ricamatrici, speziali, fabbri, orafe....>> Entravano dopo un apprendistato presso una donna esperta in seguito a un accordo con il padre o il tutore, oppure erano ammesse perchè figlie e vedove di un maestro.
A Francoforte fra il 1320 e il 1500, le donne svolgevano non meno di 201 occupazioni; tra queste monopolizzavano 65 tipi di lavoro, predominavano in 17 ed eguagliavano il numero degli uomini in 38. nella città e nei sobborghi di Leida, le lavoratrici erano importanti nel processo di tintura e rifinitura del pesante panno di lana inglese. A Colonia le arti di filare, filare l'oro e tessere la seta richiamavano specialmente le donne, che, come membri delle gilde, operavano come "artigiane indipendenti altamente specializzate con negozi, apprendisti, materiali propri" (pag.76)
A Strasburgo c'erano fabbre ferraie, orafe, barrocciaie, commercianti di grano,giardiniere, sarte e bottaie. Nel 1343 da un elenco le donne sono più di un terzo. A Gand nel 14 esimo secolo sono una percentuale significativa di cambiavalute, prestatori, albergatori, venditori all'ingrosso di abiti.
Contemporaneamente i documenti segnalano la solita cautela verso la capacità femminile di prendersi delle responsabilità. in Francia le vedove dei tagliatori di vetro e gioiellieri alle quali veniva permesso di continuare l'attività del coniuge, non potevano prendere apprendisti, <<perchè si temeva che la materia fosse troppo delicata e pericolosa per essere insegnata da una donna>>.
Nella cucitura di biancheria le donne prosperavano e si guadagnavano il rispetto delle famiglie che a volte mantenevano, marito compreso, <<ma non avevano un ruolo pubblico nella struttura delle corporazioni nè un posto nelle processioni dei maestri della loro arte. Le gelosie degli uomini delle gilde e dei consigli cittadini restringevano i diritti delle parenti prossime di maestri e lavoratori.>> Era vietato loro di insegnare un mestiere oppure per proteggere la disoccupazione maschile gli artigiani non potevano assumere mogli e figlie (1461 a Bristol).
C'erano quindi donne privilegiate, figlie di artigiani e mercanti. Queste donne nella casa dove erano confinate apprendevano un mestiere di prestigio. <<In questa produzione famigliare, spesso controllavano gli altri lavoratori - figlie, apprendisti, operai - abituandosi così a comandare>> (pag.77)
La produzione tessile in ogni civiltà è stata un'occupazione tipicamente femminile. a fianco a donne anche aristocratiche che erano assidue anche nei lavori di sartoria, c'erano le "sradicate", le lavoratrici giornaliere, le zitelle, non a caso in inglese si chiamano "spinster" letteralmente "filatrice", dal mestiere che era costretta a fare. Queste lavoravano come salariate e lavoravano sempre anche nel tempo libero.
Questa partecipazione femminile cala nel momento in cui la tessitura e i passi successivi della lavorazione si meccanicizzano. Alcune dovevano addurre varie motivazioni come l'età la povertà il nemro di figli a carico per ottenere l'esenzione delle norme che le escludevano dalle gilde.
Ma erano eccezioni che documentavano <<la crescente umiliazione della manodopera femminile e la diminuzione del suo valore. Queste leggi ebbero un tale successo che negli ultimi anni del Rinascimento erano poche le donne che comparivano nelle liste delle corporazioni. Quelle che lavoravano svolgevano dei compiti subordinati: bollivano il lino o svolgevano la preziosa fibra dei bachi da seta >> Le donne inoltre percepivano paghe sempre più basse.