Donne e conoscenza storica  

 

Storia delle donne fra Umanesimo e Rinascimento

commento

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La famiglia e le donne nel Rinascimento a Firenze,

Rinascimento al femminile

Bibliografia

Sosta durante la fuga in Egitto (ca.1518). Bernard van Orley (ca.1491-1541).

Per l'allattamento è evidente il contrasto fra quello che sostenevano i libri e la pratica.
Medici, umanisti e preti consigliavano di allattare al seno. Non solo le aristocratiche si rifiutavano dando i figli a balia.
In questione c'era la possibilità di fare più figli poichè allattare poteva diminuire la fertilità e fungere da contraccettivo. Inoltre erano proibiti nell'allattamento i rapporti sessuali perchè si credeva che un nuovo concepimento o un rapporto avrebbe corrotto il latte e ucciso il bambino.
Fra i bambini dei ricchi solo uno su cinque aveva la balia in casa nell'opulenta Firenze.
I figli di Isabella di Aragona regina di Francia ebbero due balie (nutrix) chiamate nel testamento: mater e cunabularia, l'assistente.
Il contratto di baliatico era una faccenda di esclusiva competenza maschile per entrambe le parti: il padre del bambino e il marito della balia, o <<balio>>, si accordavano su un prezzo.
Se la balia restava incinta si allontanava il bambino. Altrimenti al figlio della balia - fatte salve rare eccezioni che si rifiutarono di lasciare il proprio figlio per allatarne un altro - accadeva come racconta Montaigne, il quale <<vide i bambini dei contadini attaccati alle mammelle delle capre per nutrirsi>>.

I bambini mandati a balia sovente morivano. <<Dei 23 bambini affidati a Mrs. Poole nel 1765 in Inghilterra 18 morirono entro un mese dalla nascita, due ancora poppanti e solo tre sopravvissero>>
C'è molta tristezza in questo uso. <<Lontani, in campagna, i piccoli ricevevano raramente visite, sebbene gli scrittori di manuali raccomandassero ai genitori di controllare il loro benessere>>.
Infatti gli scrittori rinascimentali si dolevano della perdita di questa intimità come Teresa d'Avila <<nella sua Preghiera della Quiete descrive l'anima come un bimbo ancora al seno materno.
E' dal 14 al 17 esimo secolo che si scopre la prevenzione delle nascite; i metodi contraccettivi diminuivano le morti per incuria, disinteresse, altrimenti morivano più bambini nelle classi urbane che in campagna.

Il fanciullo per i moralisti dell'epoca doveva essere affidato fino a sette anni alla madre. perchè -diceva l'Alberti - le donne erano calme e tenere mentre gli uomini inadatti a occuparsi dei bambini più piccoli essendo bruschi e nervosi.
L'educazione continuavano a riceverla dalla madre. e la madre aveva un ruolo fondamentale che proseguiva, a custodire la vita dei figli, anche quando erano adolescenti.
Esiste una scrittura femminile educativa: lettere, epistole, libricini e diari che le madri scrivevano per guidare i figli cresciuti. E' una tradizione che inizia con il prezioso manuale di Dhuoda, scritto dopo l'841.
<<Serie e determinate queste madri superavano le aspettative della loro epoca. Sceglievano di allevare i figli non col minimo ma col massimo di impegno>>
Certo la vita delle donne nel Rinascimento si svolgeva secondo i ritmi della vita sessuale.
<<Le lavoratrici non erano classificate in base al proprio mestiere o al grado di specializzazione, bensì a seconda della loro relazione rispetto ad un patriarca maschio o a un datore di lavoro: mogli e figlie, vedove, fanciulle (lavoratrici produttive impiegate al di fuori della famiglia) e lavoratrici indipendenti, l'ingannevole femme sole. Le donne stesse, infine, definivano la loro esistenza riferendosi a prima, durante e dopo il matrimonio e il parto. Il percorso della loro esistenza si svolgeva all'interno della famiglia: come figlie, mogli e vedove, come lavoratrici e sopravvissute>>.