Donne e conoscenza storica  

commento

Figlie di Eva

Giovane donna veneziana di A.Durer, 1506

 

 

 

 

 

 

 

Storie della Vergine,
La Nascita di Maria
Lorenzo Lotto, 1525


Figlie

Pigre già in utero, le femmine erano considerate frutto di concepimenti "inferiori".
Sfuggivano anche ai genealogisti, erano abbandonate più spesso dei maschi, vittime più frequentemente di infanticidio. Le femmine passavano inosservate se restavano in famiglia nel resoconto delle tasse.
Con il Rinascimento aumentarono costantemente i beni che la famiglia della sposa dava alla famiglia del marito e che superavano il prezzo della sposa dice la storica accompagnato da regali simbolici fatti alla sposa. Sono da leggere invece le considerazioni di Klapisch Zuber che in questa sopravvivenza dei donora riconosce una forma di resistenza femminile.
Maritare una figlia costava un sacco di soldi e fra le famiglie meno abbienti dovere consegnare una dote poteva intaccare le risorse della famiglia fino all'impoverimento, certo è che senza dote , nell'Europa del Rinascimento, una ragazza non poteva sposarsi.
A Firenze nel XV secolo, le donne non sposate ammontavano solo a 70 su 1536 donne capofamiglia registrate nel censimento del 1472: una minima parte su una piccola percentuale di tutti i capifamiglia.
L'onore di una famiglia ruotava intorno <<alla conservazione della verginità di una figlia>>. Il freno dell'onore valeva tanto per i contadini di Montaillou quanto per i patrizi dell'Italia urbana.
( cfr. Guido Ruggiero 1985) : <<A Venezia nel quattordicesimo secolo, gli Avogadori di Comun accusarono l'uomo che aveva stuprato e sequestrato la figlia del maestro Guidono Frami di aver gravemente danneggiato l'onore del suddetto maestro. [...] Infrangendo tutti i limiti del comportamento civile, nel 1447 l'esercito del duca Francesco Sforza diede luogo ad un vero e proprio stupro di massa sulle donne di Piacenza: mogli, figlie, monache. Lo stupro di Piacenza, donne e città insieme, causò un enorme disastro socioeconomico e suscitò ovunque indignazione>>
Alcune donne chiedevano una promessa di matrimonio scritta e valida in tribunale. A Firenze Lusanna sedotta da un aristocratico aveva ottenuto un matrimonio clandestino una promessa e un anello, quando portò la questione in tribunale perchè l'aristocratico negava il legame, la ragazza vinse la causa.
La fornicazione era trasformata in legittimo matrimonio, tuttavia con l'illibatezza <<veniva negoziato nel modo più vantaggioso il matrimonio... nelle transazioni matrimoniali la castità aveva un valore economico>> (pag.37)
Tuttavia << le figlie avevano un valore per i padri del Rinascimento. Promettevano, infatti, una forma di continuità biologica impossibile per la progenie maschile... Inoltre offrivano la possibilità di contrarre alleanze vantaggiose con altre famiglie... veniva richiesto alle figlie di abiurare, per usare un termine dell'epoca, a due <<diritti>> : quello sulla proprietà paterna al di là della dote, e quello ad una libera scelta sessuale. I genitori sceglievano i mariti per le figlie e ne negoziavano la sistemazione economica per lo più senza che queste intervenissero>>(pag38)
<<Non una promessa di amore e fedeltà, ma l'approvazione di un contratto matrimoniale nel quale venivano menzionate crude cifre e proprietà immobiliari, accompagnato da una serie di atti rituali e seguito, dopo un periodo più o meno lungo, dalla consumazione sessuale: questo era lo sposalizio nel periodo precedente la Riforma e alla legislazione del Concilio di Trento. In seguito a questo vennero richiesti una adeguata pubblicità e la cerimonia in chiesa, ponendo un'enfasi maggiore sulla relazione coniugale e sminuendo lo scambio di proprietà ... In realtà anche con l'affermazione dell'idea di consenso, molte giovani donne (e uomini) furono costretti contro la loro volontà o desiderio a sposare persone scelte dalle famiglie>> ( pag.41)
<<Ma alcune protestarono. Un'inglese del sedicesimo secolo era stata minacciata di perdere l'eredità se non avesse sposato un uomo che detestava. Maritata con l'indesiderabile pretendente , lo abbandonò presto dopo essere stata picchiata: <<non fosse stato per la paura di perdere le mie terre non sarei stata con lui una sola ora>>. Anche Francesca Coke lasciò l'odioso Villiers per un amante.