Donne e conoscenza storica

 

 

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querelle de femmes

Maria-Milagros Rivera Garretas,
la querela in Spagna in Italia

la grazia di Dio come luogo di enunciazione femminile

Ginevra Conti Odorisio, patriarcalismo e ginocrazia in Jean Bodin.

Sofonisba Anguissola, La partita di scacchi, 1555

Gisela Bock si dedica alla querelle des femmes in Le donne nella storia europea. Dal Medioevo ai nostri giorni.
Nel primo capitolo: La <<querelle des femmes>>: una disputa europea sui sessi scrive:

La storia europea è ricca di testimonianze di quanto diversamente possano venir recepiti e interpretati i due sessi, le loro peculiarità e i loro rapporti. Nella querelle des sexes si discusse per secoli, spesso in forma di lamento e di accusa (querelle), su cosa e come siano, debbano e possano essere le donne e gli uomini. Le prese di posizione su questo argomento si moltiplicarono nel primo Rinascimento, soprattutto in Italia, in Francia, in Spagna e ben presto anche negli altri paesi europei. Alla loro diffusione contribuì la crescente importanza della parola scritta e della forma scritta acquisita dalle lingue volgari europee, nonchè la stampa, la riproduzione di immagini e gli innumerevoli fogli volanti. Alla querelle parteciparono sia scrittori che scrittrici: gli autori scrissero sia opere ostili alle donne (invettive contro le donne, disprezzo delle donne, misoginia) sia opere a favore delle donne (difesa delle donne, lode delle donne, filoginia); i testi conservati scritti da donne sono per lo più a loro favore o contro le donne dipendeva di volta in volta dal contesto.
Fra le voci della querelle che sono giunte fino a noi, quelle femminili sono in minoranza, ma costituiscono una notevole percentuale di tutti gli scritti di donne di quell'epoca. La disputa ebbe origine nel Medioevo, si sviluppò nel Rinascimento, sotto l'influsso dell'Umanesimo e della riforma religiosa, e proseguì fino all'Illuminismo

La querelle annoverò varie migliaia di titoli se si risale alle traduzioni e alle ristampe e ai testi che nel Sei Settecento presero posizione nei confronti della querelle. Un migliaio di libri sarebbero stati scritti fra Quattrocento e Cinquecento.

Gli autori erano in maggioranza ma c'erano state autrici e donne le quali protestavano apertamente perché <<si sentivano discriminate>> (pag.9)
<<L'ampia diffusione della disputa nella prima età moderna dimostra che essa era parte integrante della mentalità di quell'epoca, del suo mondo dell'immaginario.>> (pag.16)
La querelle veniva presentata come una convenzione letteraria inoffensiva benché misogina, aspetto sul quale dissente Ginevra Conti Odorisio.
L
e donne dice Gisela Bock ne erano profondamente toccate; infatti reagivano come Christine de Pizan.
<<Christine sapeva che i rapporti fra i sessi possono benissimo venir influenzati anche da ciò che apparentemente è solo uno scherzo o una satira senza nessi diretti con la realtà>>
.
In quei secoli anche alcuni uomini, autori affermavano che se le donne avessero saputo scrivere avrebbero scritto la storia diversamente dagli uomini.
L'opera di Christine de Pizan, avrebbe caratterizzato a lungo la disputa fra i sessi dove lei affermava che non esisteva differenza di valore fra l'anima femminile, l'anima maschile e la perfezione dei due corpi. Inoltre aveva dimostrato la capacità delle donne a governare, rovesciando e valorizzando i casi storici negativamente citati in Bodin quasi cento anni dopo; utile a comprendere l'ideologia patriarcalista analizzata nello studio di Ginevra Conti Odorisio
La querelle nei secoli successivi, sarà molto viva in Italia, come dice la storica Milagros Rivera Garretas, che analizza nel suo libro alcune filosofe, poete e pensatrici spagnole.
La querelle origina l'idea femminista - secondo Ginevra Conti Odorisio - nelle opere di Moderata Fonte e fra XVI e XVII secolo di Lucrezia Marinelli e di Arcangela Tarabotti.