Donne e conoscenza storica |
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Calendario
2002 (Traduzione di Lotti Della Croce rivista da Clara Jourdan) |
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PRESENTAZIONE:
L'EMERGERE DEL
MONDO INTERIORE SEGUIRTI CON
IL MIO VOLO IL PREMIO ELLEN
RICHARDS LA
STORIA DELL'ANIMA VERSO D LEI A PARTIRE DA
ME. SALKA
E GRETA. ESTERNO. GIORNO MUJERES
LIBRES E IL FECONDO ESERCIZIO DELLA LIBERTA' OTTUAGENARIA I
NOSTRI CORPI, NOI STESSE
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MAGGIO Ritratto di Carolina Coronado del pittore Madrazo SEGUIRTI CON
IL MIO VOLO Quando ebbi la mia prima scrivania - ero ancora adolescente - appesi al muro, di fronte a me, un'illustrazione che appartenne a suo tempo ad un calendario e che rappresentava l'immagine di una donna greca, forse Saffo, con una penna in mano. Io sapevo molto poco di questa poetessa, però bastava che fosse una donna, dell'antichità e intenta a scrivere per incoraggiare me a fare lo stesso. A metà del diciannovesimo secolo, epoca ancora critica e ostile alla scrittura femminile, Carolina Coronado (Almendralejo, 1820-1921) adotta nelle sue prime poesie la voce della poetessa greca che in quel periodo veniva ormai ammirata, permettendosi così di parlare come donna da una posizione di autorità poetica. Carolina riconosce a Saffo l'essere stata creatrice di una tradizione e di un linguaggio poetico femminile, tradizione che autorizzava la voce femminile nella poesia e della quale naturalmente si fece erede. La ricerca della tradizione nella scrittura femminile portò Carolina Coronado anche a Teresa d' Avila, di cui tenne sempre un ritratto sulla scrivania; di lei e di Saffo affermerà che sono "Geni gemelli", perché in loro vede mostrarsi in ugual modo la potenza dell'amore ed è questa che spinge le altre donne alla creazione letteraria. "Saffo, dice Carolina, fa comporre versi, Teresa preghiere". L'esempio di due riconosciute scrittrici francesi più prossime al suo tempo, Madame de Stael (1766-1817) e George Sand - pseudonimo di Aurore Dupin - (1804-1876), offrì alla poetessa un modello da seguire. Nonostante entrambe fossero considerate estremamente immorali dalla società spagnola, Carolina Coronado trovò in loro una tradizione femminile che le offriva un linguaggio proprio col quale esprimere la sua opposizione alle regole culturali e sociali che limitavano la vita delle donne, un linguaggio per la critica della loro oppressione. Le poesie "Il marito aguzzino", "Nel Castello di Salvatierra" e altre manifestano questo sentimento. Insieme alla riconosciuta
scrittrice Gertrudis Gómez de Avellanada (1814-1873), tutte e
due membri del Liceo di Madrid - diede impulso alla creazione di spazi
letterari per le donne: nel 1845 Gertrudis Gómez assume la direzione
della rivista "L'illuminismo delle Dame", alla quale
collabora Carolina Coronado, che, a sua volta, dirige da Badajoz "Il
Pensiero", dove nel 1844 pubblica la scrittrice Angela Grassi
(1823-1883). Da queste e .molte altre riviste dell'epoca, promossero
e difesero le creazioni di altre autrici del loro tempo: Vicenta García
Miranda, Robustiana Armiño, Josefa Massanés. Il generoso
aiuto che Carolina Coronado offrì a queste poetesse si estese
successivamente dall'una all'altra: Amalia Fenollosa, Encarnación
Calero de Los Ríos, Dolores Cabrera Heredia
Ogni volta
che una donna pubblicava per la prima volta le sue poesie, si mettevano
in relazione con lei attraverso la scrittura, offrendole amicizia e
appoggio. Mantennero fra loro un' abbondante corrispondenza con la quale
si incoraggiavano a scrivere e si dedicavano poesie; nelle loro lettere
si salutavano e accomiatavano affettuosamente, chiamandosi sorelle.
La stretta relazione che alcune di loro stabilirono era nota pubblicamente
nei circoli letterari del momento, dove si giunse a chiamarle come "le
poetesse della confraternità lirica". "L'entusiasmo
che verso te mi spinge/ la dolce fede che ti guida verso il mio amore/ CARMEN DELGADO ECHEVERRIA (1) Carolina Coronado, Poesias, Ed. Noel Valis, Madrid, Castalda, 1991 Coleccion Biblioteca de Escritoras, 19 Bibliografia: Kirkpatrick Susan, Las Romanticas. Escritoras y subjetividd en Espana, 1825-1850, Madrid, Catedra, 1989 Colecciòn Feminismos
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