Donne e conoscenza storica
       

PRESENTAZIONE:
Relaciones epistolares entre mujeres

Marta Torre Marin, Memoria del agua, 2001

Calendario 2003
Plataforma Autónoma feminista

 

GENNAIO
HADEWIJCH: MAESTRA SPIRITUALE

FEBBRAIO
LETTERE PER I COMPITI DELLA VITA

MARZO
LOUISE BOURGEOIS INSEGNA A SUA FIGLIA L'ORIGINE DEL SUO SAPERE

APRILE
CON I PROPRI OCCHI

MAGGIO
NELLE MANI DELLA SUA AMICA

GIUGNO
MARÍA DE MAEZTU E MARÍA LUZ MORALES

LUGLIO
MARÍA LEJÁRRAGA E MARÍA LACRAMPE

AGOSTO
QUANDO LA DISPARITÀ DIVIENE CONFLITTO

SETTEMBRE
STRANA POLITICA

OTTOBRE
SENZA SMETTERE DI ASCOLTARE

NOVEMBRE
LETTERE TESSUTE

DICEMBRE
INTORNO ALLE EMILIE (E-MAIL)




APRILE
CON I PROPRI OCCHI

"Ciononostante, in questa occasione mi propongo di fare quello che ho fatto finora in tutte le strane svolte che ha preso la mia vita: usarle, se posso, a mio favore".
La convinzione con la quale Lady Montagu esprime il bisogno di ottenere qualcosa di positivo per sé dalle circostanze della sua vita, senza girarci intorno, né parlare con generosità delle sue simili, ma di se stessa, mi spinse a continuare a leggere le lettere di Lady Mary Wortley Montagu, aristocratica inglese del secolo XVIII.

Viaggiatrice infaticabile, passa molti anni fuori dal suo paese, recandosi a Costantinopoli nel 1716, da dove scrive molte lettere in cui descrive quello che vede, fondamen
talmente a sua sorella, Lady Mar. Di lei mi coinvolge la forza che mostra quando insiste ad usare a proprio favore le strane svolte che prende la sua vita, come anche il suo credere in se stessa quando esprime la fonte dei suoi piaceri, per niente usuali nell'epoca in cui visse:
"Riconosco di non trovare piacere alcuno negli oggetti di orrore, e a mio parere quanto maggiore è la naturalezza con cui si rappresenta un crocefisso, tanto più sgradevole risulta. I miei amati pittori mostrano la natura e la mostrano nella luce più incantevole".
Lady Mary attribuisce autorità alle proprie parole e pensieri e questo le permette di vedere/ apprezzare/ amare/ valorizzare altre cose rispetto a quelle nominate da altri scrittori di viaggi e di essere capace di trasmetterle:
"È per me un piacere speciale leggere i resoconti di viaggi in Oriente, generalmente tanto lontani dalla verità e tanto pieni di assurdità, che mi divertono enormemente. Mai omettono di dare al lettore un'informazione sulle donne, che è molto probabile non abbiano mai visto, né di parlare saggiamente del genio degli uomini, in compagnia dei quali non si è mai permesso loro di stare, e descrivono minuziosamente moschee in cui non hanno neppure osato affacciarsi […] Che diresti se ti raccontassi di essere stata in un harem il cui soggiorno invernale era rivestito con pannelli di legno con inserti di madreperla, avorio di diversi colori e legno d'ulivo, esattamente come le cassette provenienti da questo paese che hai visto, e che nelle stanze disegnate per l'estate, le pareti erano coperte di maiolica, i tetti dorati e i pavimenti tappezzati da sontuosissimi tappeti persiani. Tuttavia, non c'è niente di più vero, così è il palazzo della mia incantevole amica, la bella Fatima […]. Piuttosto considero una virtù l'esser capaci di ammirazione senz' ombra di desiderio o invidia. Gli scrittori più seri hanno parlato con grande ardore di certi quadri e statue famose. Le opere dell' Eterno superano, senza dubbio, le nostre povere imitazioni e le considero più meritevoli dei nostri elogi. Da parte mia, non mi vergogno di riconoscere di aver avuto maggior piacere contemplando la bella Fatima che la più fine scultura che abbiano potuto mostrarmi".

Lady Mary ci racconta, con i propri occhi, una Istanbul differente da ciò che è già stato descritto, e questa differenza è reale anche oggi, dopo quasi trecento anni.
Donna aperta all'altro, il suo sguardo del mondo comprende la diversità come dato
dell' esistenza, senza giudicare le leggi dei costumi che non le appartengono:
"Come vedrà, mia cara, la galanteria e la buona educazione sono tanto diverse nei diversi climi quanto la moralità e la religione. Di chi sia l'idea più azzeccata di entrambe, non lo sapremo fino al giorno del giudizio; devo ammettere che sentirò poca impazienza perché giunga questo gran giorno".

MARTA HOLGUERAS PECHARROMÁN

Cartas desde Istambul de Lady Wortley Montagu, prólogo de H. Thomas, trad. di Celia Filipetto, prefazione, revisione e traduzione francese Victor Pallejà de Bustininza, Barcelona, Casiopea,1998
Mary Wortley Montagu, Lettere orientali di una signora inglese, introduzione di A.M. Moulin e P. Chuvin, edizione italiana a cura di Luciana Stefani, Il Saggiatore, Milano, 1984