Donne e conoscenza storica
         

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Cristina Trivulzio e la rivoluzione del '48

Chi era Cristina Trivulzio di Belgioioso?

 

Scritti politici

Appendici:

La rivoluzione del 1848 in Italia

A Venezia
A Milano
A Roma

La rivoluzione del 1848 in Europa

Il saggio sulla Rivoluzione Italiana del 1848

Strumenti

Inizialmente gli scritti della Belgiojoso sul '48 a Milano e a Venezia erano tre e comparvero negli ultimi mesi di quello stesso anno sulla "Revue des deux monde". Nel gennaio, fu pubblicato un quarto articolo sulla guerra in Trentino. La serie avrebbe dovuto proseguire in successive puntate e costituire una completa "Storia delle rivoluzioni d'Italia durante l'anno 1848", con la narrazione anche delle vicende siciliane, piemontesi, toscane, napoletane e romane. Fu, invece, interrotta: il clima di restaurazione introdotto dalla presidenza di Luigi Napoleone convinsero il direttore della "Revue" che era inopportuno proporre ai lettori il materiale incandescente elaborato dalla Belgiojoso, che rinunciò al progetto. Gli scritti della contessa erano nati anche per controbattere la propaganda austriaca e quella sabauda, concordi nel presentare i lombardi e gli italiani in genere come ostili o indifferenti, nella loro maggioranza, alla lotta per l'indipendenza. Era quindi necessaria una tempestiva azione giornalistica pronta a contrastare questa versione. Gli articoli più polemici e di "colore" restarono comunque inediti per volontà del caporedattore Francois Buloz e sono probabilmente andati perduti. La notevole diffusione della "Revue" spiega la notorietà della Belgiojoso negli anni che seguirono il '48. A Lugano, nel 1849, veniva pubblicata una traduzione, "pessima" a suo dire, dei due primi articoli concernenti il governo provvisorio lombardo, le vicissitudini dei volontari, la conduzione e l'esito della guerra regia; contemporaneamente a Palermo usciva il terzo articolo sulla rivoluzione a Venezia. Il successo della traduzione luganese giustifica la ristampa che se ne fece a Torino. Dopo il successo di quegli anni l'opera e la figura della Belgiojoso caddero nell'oblio, alla quale si interessarono però Gaetano Salvemini e il repubblicano Arcangelo Ghisleri, attribuendole un giusto riconoscimento. Nel 1950, Antonio Bandini Buti riprese l'iniziativa del Ghisleri per superare le deformazioni storiografiche del 1848. Infine Jacques Godechot, nel 1971, nel suo scritto "Les révolutions de 1848", inserì le pagine della Belgiojoso accanto ai testi di Marx, Proudhon e Blanqui. Gli scritti della Belgiojoso costituiscono una sorta di ponte tra la massa di scritti di protesta o di appello degli esuli, e la fioritura in campo repubblicano e democratico di pubblicazioni volte a ridiscutere l'esperienza rivoluzionaria dopo il suo fallimento. Lei stessa affermò: "La situazione mia di conoscente, anzi amica, dei principali fra gli attori di queste rivoluzioni, mi pone in grado di sapere molte cose ad altri ignote". Si riporta in allegato una sintesi abbastanza dettagliata di tali scritti. La narrazione di quegli eventi drammatici è una testimonianza della appassionata partecipazione della Principessa di Belgiojoso.

"Le rivoluzioni del 1848"