Donne e conoscenza storica |
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torna: Cristina Trivulzio e la rivoluzione del '48 Chi era Cristina Trivulzio di Belgioioso?
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Appendici: La rivoluzione del 1848 in Europa Il saggio sulla Rivoluzione Italiana del 1848 Strumenti
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Istruzione a) l'una di lavori femminili, aperta alle ragazze, dal termine dell'asilo fino al matrimonio, nella quale insegna loro a leggere a scrivere ed a contare; b) l'altra di geometria applicata alla tecnica agraria e destinata ai ragazzi. Ad esse fa seguito l'apertura - nel dicembre 1845 - di una scuola di canto da lei stessa diretta.
La Belgiojoso aveva aperto un asilo infantile nel suo castello di Locate. "I bambini di questo mio paese", notava in una lettera a Tommaseo nel marzo 1841, "sono nella più miseranda fra le condizioni umane. La cosiddetta mano d'opera è così ricercata che non solo gli uomini e le donne, ma anche i ragazzi e le ragazze un po' grandi stanno fuori tutto il giorno a lavorare nei campi, e i poveri bambini rimangono abbandonati nelle deserte case". E raccontava come li aveva trovati: "Pochi parlavano, pochi stavano in piedi, pochi non avevano febbre e piaghe tutti urlavano, s'imbrattavano"; erano "avvezzi alle percosse al mangiar porcherie, al rubarsi l'un l'altro". Li aveva raccolti, e si era data da fare perché avessero da mangiare regolarmente e fossero puliti. Pochi mesi dopo poteva aggiungere: "Incominciano a leggere, a numerare ed a conoscere il catechismo; questo catechismo non mi soddisfa pienamente, ma non mi attento a toccarlo"
e nei suoi programmi, aspira anche a fondare una sorta di "cassa di risparmio" per i contadini · Una fabbrica
di guanti nella quale vengono impiegate molte giovinette.
· un giardino
pubblico con viali alberati, tappeti verdi e statue e concede l'accesso
al proprio giardino ed al museo del palazzo. "Sono arrivata a Pavia" - racconta Cristina - "al cader della notte e ho trovato i miei fattori e i miei salariati che m'aspettavano. SI sono aggregati a me, il che faceva un corteo di otto vetture e abbiamo preso la strada. Passando per dei villaggi, sono stata salutata dalle grida di benvenuto lanciate dai contadini in piedi alle loro porte con la loro piccola lampada in mano. Ma più vicino a Locate i villaggi erano vuoti. Tutti erano a Locate. Ho intravisto da lontano una grande luce che ho attribuito dapprima alla luna ( ) non era la luna. Era Locate illuminata a giorno."
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