Donne e conoscenza storica
         

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Cristina Trivulzio e la rivoluzione del '48

Chi era Cristina Trivulzio di Belgioioso?

 

Opera riformatrice

Lei non si lascia intimorire dalle pesanti critiche e introduce innovazioni nel campo:

dell'istruzione
dell'amministrazione pubblica
dell'assistenza sociale
dell'occupazione
dell'arredo urbano

Appendici:

La rivoluzione del 1848 in Italia

A Venezia
A Milano
A Roma

La rivoluzione del 1848 in Europa

Il saggio sulla Rivoluzione Italiana del 1848

Strumenti


 

Istruzione
Apre a proprie spese un asilo infantile. Qui i bambini dai due ai sei anni sono accolti, nutriti e vestiti. Al contempo crea una scuola elementare comunale aperta ai fanciulli dai sei ai dodici anni. Lei non si lascia intimorire dalle critiche ma si preoccupa solo dell'istruzione professionale, tanto necessaria a quelli che considera "suoi ragazzi", e nel 1843 aggiunge all'asilo infantile, ed alla scuola elementare comunale per ragazzi e ragazze, due scuole superiori:

a) l'una di lavori femminili, aperta alle ragazze, dal termine dell'asilo fino al matrimonio, nella quale insegna loro a leggere a scrivere ed a contare;

b) l'altra di geometria applicata alla tecnica agraria e destinata ai ragazzi. Ad esse fa seguito l'apertura - nel dicembre 1845 - di una scuola di canto da lei stessa diretta.

 

Asilo infantile di Locate

La Belgiojoso aveva aperto un asilo infantile nel suo castello di Locate. "I bambini di questo mio paese", notava in una lettera a Tommaseo nel marzo 1841, "sono nella più miseranda fra le condizioni umane. La cosiddetta mano d'opera è così ricercata che non solo gli uomini e le donne, ma anche i ragazzi e le ragazze un po' grandi stanno fuori tutto il giorno a lavorare nei campi, e i poveri bambini rimangono abbandonati nelle deserte case". E raccontava come li aveva trovati: "Pochi parlavano, pochi stavano in piedi, pochi non avevano febbre e piaghe…tutti urlavano, s'imbrattavano"; erano "avvezzi alle percosse…al mangiar porcherie, al rubarsi l'un l'altro". Li aveva raccolti, e si era data da fare perché avessero da mangiare regolarmente e fossero puliti. Pochi mesi dopo poteva aggiungere: "Incominciano a leggere, a numerare ed a conoscere il catechismo; questo catechismo non mi soddisfa pienamente, ma non mi attento a toccarlo"

 

Amministrazione pubblica


La Principessa continua la sua opera infaticabile in Locate non solo con le opere d'assistenza, ma anche assumendo cariche amministrative che le permettono di conoscere meglio le condizioni di vita ed i bisogni dei suoi contadini, al fine di porvi in modo adeguato rimedio. Per esempio bada che le osterie siano chiuse durante le funzioni religiose e dopo le nove della sera, si assicura che i parenti mandino i figli a scuola, assicura alla giustizia i ladri e gli attaccabrighe, si occupa della manutenzione delle strade, ecc.

 

Occupazione

e nei suoi programmi, aspira anche a fondare una sorta di "cassa di risparmio" per i contadini

· Una fabbrica di guanti nella quale vengono impiegate molte giovinette.
· Cristina Trivulzio diede vita anche ad ateliers per pittori, per restauratori di quadri, per rilegatori.

 

Arredo urbano

· un giardino pubblico con viali alberati, tappeti verdi e statue e concede l'accesso al proprio giardino ed al museo del palazzo.
· L'illuminazione pubblica, realizzata col posizionamento di lampioni.

"Sono arrivata a Pavia" - racconta Cristina - "al cader della notte e ho trovato i miei fattori e i miei salariati che m'aspettavano. SI sono aggregati a me, il che faceva un corteo di otto vetture e abbiamo preso la strada. Passando per dei villaggi, sono stata salutata dalle grida di benvenuto lanciate dai contadini in piedi alle loro porte con la loro piccola lampada in mano. Ma più vicino a Locate i villaggi erano vuoti. Tutti erano a Locate. Ho intravisto da lontano una grande luce che ho attribuito dapprima alla luna (…) non era la luna. Era Locate illuminata a giorno."