Donne e conoscenza storica
         

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Cristina Trivulzio e la rivoluzione del '48

Chi era Cristina Trivulzio di Belgioioso?

 

 

 

Una donna enigmatica e dalla vita misteriosa.

Appendici:

La rivoluzione del 1848 in Italia

A Venezia
A Milano
A Roma

La rivoluzione del 1848 in Europa

Il saggio sulla Rivoluzione Italiana del 1848

Strumenti


De Musset esalta l' enigmatica bellezza della Belgioioso con queste parole: "Aveva gli occhi terrificanti di una sfinge, così grandi, così grandi che dentro di essi mi sono perso e non riesco a trovare la via d'uscita."
Il poeta "Henry" invece, annota: "Quel volto mi ossessiona giorno e notte, come un enigma, che mi piacerebbe risolvere."
I malevoli ironizzano invece sul suo aspetto "spettrale" e lo stesso De Musset, respinto, pubblica sulla "Revue des deux mondes" una velenosa poesia intitolata "Sur une morte".
A conferma di tali giudizi, si riporta l'episodio (citato da Raffaele Barbiera in "Passioni del Risorgimento", ma contestato da Malvezzi), avvenuto durante una perquisizione della polizia austriaca, del presunto ritrovamento del corpo imbalsamato del giovane segretario di Cristina, Gaetano Stelzi, morto di tisi nel 1848, in un armadio della proprietà di Locate. La lettera della Belgiojoso ad Augustin Thierry, suo amico fraterno e confidente, riportata nei suoi passi più significativi qui di seguito, in cui si raccontano le ultime ore di vita dello sfortunato Stelzi e le modalità della sua sepoltura, ci sembra riportare chiarezza su questo presunto mistero. La lettera, semmai, documenta il legame affettivo che legava la Belgiojoso al suo segretario. Riferendosi alle sofferenze patite dal Thierry per le vicende politiche parigine Cristina scrive: " Anch'io ho molto sofferto e in modo tale che lascerà in me più di un segno. Io sono sola; sola con una bambina, che io amo più di me stessa, ma che non comprende nulla di ciò che si agita in me". Si fa poi cenno alle speranze suscitate da un miglioramento delle condizioni di salute di "questo caro malato". Segue un repentino peggioramento."Il 14 giugno egli si sentì male tutto il giorno, lamentava una grande stanchezza e una soffocazione alla quale era soggetto sottoforma di attacchi spasmodici che andavano e venivano" . Durante la notte è il medico a chiamarla a gran voce perché il malato stava morendo "In cinque secondi ero vicina lui; egli moriva infatti senza dolore, senza conoscenza senza contrazioni (…) Non sapevo di amarlo a tal punto; non sapevo che la sua vita fosse così intimamente legata e così necessaria alla mia. Lo sperimento oggi. L'ho portato qui (a Locate) in una tomba che si trova entro la cinta della mia casa. Poiché la putrefazione non ha mai intaccato il corpo il curato di qui non ha preteso che la tomba fosse chiusa di modo che la Signorina Parker ed io abbiamo la triste consolazione di ornarla di fiori e di mantenere questo luogo come una camera piuttosto che come un sepolcro".