Donne e conoscenza storica
         

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Cristina Trivulzio e la rivoluzione del '48

Chi era Cristina Trivulzio di Belgioioso?

Chi era Cristina Trivulzio di Belgioioso?

L' infanzia e l' adolescenza

Bambola da salotto o anticonformista?

Un' aristocratica stravagante o una progressista?

Un topo di biblioteca o una intellettuale?

Una eroina romantica o una rivoluzionaria?

Una donna enigmatica o vittima di maldicenze?

Le sue idee politiche

Cronologia della biografia

Appendici:

La rivoluzione del 1848 in Italia

La rivoluzione del 1848 in Europa

Il saggio sulla Rivoluzione Italiana del 1848

Strumenti

 

BAMBOLA DA SALOTTO O ANTICONFORMISTA?

Lasciato il marito e decisasi ad abbandonare Milano, soggiornò per qualche tempo a Lugano. Qui inoltrò la richiesta di divenire cittadina svizzera. Per questa ragione e per non essere rientrata a Milano, nonostante l'intimazione del governo austriaco, fu considerata pericolosa per l'impero. La principessa si rifugiò allora a Parigi, dove arrivò in condizioni economiche disastrose; per questo non frequentava quasi mai i teatri, ma si recava regolarmente alle sessioni della camera e alle prediche sansimoniane. Poiché viveva all'estero senza regolare autorizzazione, il governo austriaco le confiscò i beni. Date le difficili condizioni economiche si ingegnò al fine di procurarsi qualche guadagno. La possibilità di lavorare presso un giornale parigino, il "Constitutionel", le permise di risolvere i suoi problemi economici e di scoprire le sue vocazioni: il giornalismo e in particolare la pubblicistica politica. Da allora la Belgiojoso apparve una delle dominatrici della scena mondano - intellettuale parigina e la sua casa costituì il polo di attrazione di duplici correnti: da un lato tutto l'ambiente dell'immigrazione italiana, come il vecchio rivoluzionario Filippo Buonarroti, Niccolò Tommaseo, Vincenzo Gioberti. Dall'altro l'elite della cultura francese del tempo, come Thierry, rimastole amico per tutta la vita, George Sand, sua cara amica, Alfred de Musset, innamorato sempre respinto, Fauriel, Liszt, Chopin, Heine.

Accuse e illazioni non mancarono mai alla Belgiojoso a causa della sua condizione di donna sola e del suo comportamento anticonformista, di donna che si dava arie di superiorità e non sottostava alle regole convenzionali. Persino Balzac, che pure l'ammirava, avendo notato che Liszt si tratteneva in casa sua sino alle undici e mezza di sera, concluse sdegnato: "Cristina non merita più riguardi: è una cortigiana". Di lei ci restano più testimonianze della sua bellezza inquietante, ideale per l'età romantica, che non documenti del suo itinerario intellettuale in quegli anni. In seguito alla maternità, e al maturare di orientamenti interiori diversi, la principessa decise di chiudere il suo salotto e si limitò a tener vivi i legami con gli amici più stretti