Donne e conoscenza storica
         
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La 'questione femminile' dall'Unità d'Italia a Giolitti

INDICE

Famiglia e condizione femminile

Diritti, dote e proprietà delle donne

Mondo agricolo e lavoro femminile

Famiglia-donna-lavoro Le donne che vanno a lavorare in città

Dalla manifattura alla fabbrica. Le condizioni del lavoro femminile

Istruzione

-nuove professioni

Tutela e solidarietà femminile nel sistema produttivo



La legislazione protettiva

•La stampa femminile

Le associazioni femminili e le protagoniste dei movimenti politici delle donne


Bibliografia e indirizzi internet.

IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE DONNE ITALIANE di Fiorenza Taricone


Nel 1903 si costituiva ufficialmente a Roma IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE DONNE ITALIANE, composto da tre federazioni: romana, la prima a costituirsi in ordine di tempo, lombarda, diretta dalla contessa Sabina Parravicino di Revel, e piemontese, presieduta da Giulia Bernocco Fava Parvis.
La nascita del Consiglio Nazionale delle donne italiane (CNDI) era collegata agli sforzi del Consiglio Internazionale delle donne (CID) di estendersi anche in Europa. L'International Council Women, formato dalle rappresentanti dei singoli Comitati Nazionali era stato fondato per iniziativa di un gruppo di donne impegnate nel movimento femminile dell'America del Nord (1), specialmente per impulso di May Wright Sewall, la quale, nel 1888 organizzò un'assemblea costituente a Washington durante il Congresso Femminile Internazionale convocato per celebrare il 40° anniversario di Seneca Falls (2).
Nel quinquennio successivo, il progetto associativo stentò a decollare: tranne infatti la Federazione delle Associazioni Femminili Nord-Americane, nessun altro comitato nazionale fece parte dell'International Council Women. Solo nel 1893, accettando l'invito del Comitato Femminile dell'Esposizione Mondiale a Chicago, si tenne la prima assemblea generale dell'ICW, insieme ad un Congresso Femminile Internazionale. Delegate di trenta paesi ebbero così modo di conoscere l'organizzazione dell'ICW e molte di esse tornarono nei rispettivi paesi con il proposito di fondare formalmente un comitato nazionale. La Federazione delle Associazioni tedesche nacque infatti per impulso delle congressiste di Chicago nel 1894.

Nei successivi cinque anni si costituirono anche Comitati nazionali nel Canada, grazie soprattutto all'operato della contessa Isabel Aberdeen (vice regina d'Irlanda, poi eletta presidente dell'ICW) in Gran Bretagna, nella Danimarca, nella Nuova Zelanda, in Olanda, nel Galles, nella Tasmania. I Comitati Nazionali parteciparono ufficialmente al secondo Congresso generale, il quale, differito per varie ragioni dal 1898 al 1899, ebbe luogo a Londra. Mrs. Chrashay rappresentò, in questo Congresso, il Comitato promotore romano, e la dottoressa Maria Montessori portò il saluto delle donne romane (3).

In Italia, l'esiguità di un movimento femminile rispondente ai caratteri e agli intenti del CNDI rese assai difficile e laboriosa la creazione di un Consiglio nazionale. Nel 1899 la gentildonna canadese Sofia Sandford si recò a Roma come delegata del CID per occuparsi della questione. La Sandford espose gli scopi del CID ad una ristretta assemblea e fu costituito un Comitato promotore di cui facevano parte Lavinia Taverna, Giacinta Martini Marescotti, moglie del letterato Ferdinando Martini e futura presidente del Comitato Nazionale Pro-Suffragio, Maria Pasolini Ponti, Teresa di Venosa, tutte di rango nobiliare.
Il 4 maggio del 1899 si tenne la prima assemblea generale della Federazione romana delle opere di attività femminile, a cui parteciparono 36 società, preludio al definitivo Consiglio Nazionale delle donne italiane, che iniziò la sua attività vera e propria dopo il Congresso Internazionale femminile di Londra, aprendo nel 1901 al pubblico una biblioteca circolante con sala di lettura in piazza Nicosia a Roma, che fungeva anche da sede della stessa Federazione (4).

prosegue parte 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e Note