Donne e conoscenza storica
         
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La 'questione femminile' dall'Unità d'Italia a Giolitti

INDICE

Famiglia e condizione femminile

Diritti, dote e proprietà delle donne

Mondo agricolo e lavoro femminile

Famiglia-donna-lavoro Le donne che vanno a lavorare in città

Dalla manifattura alla fabbrica. Le condizioni del lavoro femminile

Istruzione

-nuove professioni

Tutela e solidarietà femminile nel sistema produttivo



La legislazione protettiva

La stampa femminile.

Le associazioni femminili e le protagoniste dei movimenti politici delle donne


Bibliografia e indirizzi internet.


L'IMPIEGO DELLE DONNE NEL TERZIARIO

Al parlamento la seduta del parlamento fu abbastanza interessante per la questione femminile. L'onorevole ministro per i lavori pubblici, facendo risaltare i vantaggi che vengono allo Stato dalla ammissione delle donne negli uffici telegrafici, pronunziò queste parole: Io non verrò a trattare la grande questione se alla donna debba essere riservata la missione tracciatale nella tradizione dei nostri padri Romani, che si dicevano, quasi per fare l'elogio della donna: domi mansit, lanam fecit, o se sia più giusto che sia agguagliata in tutto all'uomo, sciolta da ogni tutela; se si debba accettare la grande tesi di Stuart Mill, il quale si propose di dimostrare che la donna dal trono sino all'ultimo dei gradini sociali riesce in tutto meglio dell'uomo. "Lascio una tale questione ma, mantenendomi sull'umile terreno che riguarda le telegrafiste, dirò che credo le donne sieno adoperabili in questi moderni servizi assai più utilmente che gli uomini". "In questo argomento è assolutamente recisa la mia opinione per una evidente ragione, che è quella stessa la quale fece sì profittevolmente estendere la loro opera anche nelle scuole primarie". "Per le nostre condizioni sociali è certo che ad uguale corrispettivo si può avere maggiore intelligenza dalle donne, che dagli uomini. Con tre lire al giorno trovate difficilmente uomini che abbiano delle doti distinte, perché quelli che le hanno possono aspirare a funzioni in cui è loro dato il guadagnare di più, mentre le donne anche le più distinte, non hanno altre carriere che loro permettano percepire più di queste tre lire al giorno. Io credo quindi che questa sola considerazione possa bastare a rendere apprezzabile l'impiego dell'opera delle donne. Ma d'altronde in questo servizio militano a favore di esse altre considerazioni dedotte dalle doti di pazienza, di attenzione, onde sono dotate, di minori distrazioni cui sono esposte, di una minore abitudine di vita esteriore e conseguenti rapporti e contatti, i quali possono essere pericolosi nel servizio telegrafico, in quanto che più sono le tentazioni e gli abusi di indiscrezioni e simili. Ed invero l'esempio e l'esperienza di quasi tutte le altre nazioni civili che introdussero nell'amministrazione dei telegrafi il servizio muliebre, serve a confermare l'utilità di codesto provvedimento. Le ausiliarie telegrafiche infatti vennero prima che in Italia, introdotte in Inghilterra, America, Svizzera, Germania, Austria, Russia, Norvegia. Aggiungerò anzi che altri paesi vanno molto più in là. Le donne vengono eziandio impiegate nell'esercizio delle ferrovie".[…] Queste osservazioni dell'onorevole Ministro riscossero molti applausi: indi sorse a parlare il deputato Salvatore Morelli, il quale nel suo discorso ebbe frasi molto felici, che vennero generalmente applaudite[…] "Se può rendere servigi al paese, perché glielo si deve impedire con una serie infinita di ostacoli artificiosi, ispirati quasi sempre da inqualificabile gelosia di sesso?"[…]"Quindi io mi auguro che l'onorevole ministro faccia alle donne larga parte e nei telegrafi e nelle poste e nelle ferrovie, ovunque esse possano essere adoperate, perché questa divisione del lavoro è base alla moralità ed alla prosperità economica del paese".

La questione delle telegrafiste alla Camera dei Deputati nella seduta del 12 dicembre 1876, "La donna", Venezia, 30 marzo 1877.