Donne e conoscenza storica  

in questo sito:

Le Preziose e La carta dei sentimenti
di
Donatella Franchi

I Salotti del XIX sec. in
Trame femminili nel processo di indipendenza italiana

Un Convegno sui Salotti
Salotti e ruolo femminile in Italia tra fine seicento e primo novecento

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Figura 1 - Riunione di dame in una "grande salle". Incisione di A. Bosse, 1635.

 

 


Figura 2 - La "chambre bleu". Plastico eseguito dagli allievi della scuola Camondo di Parigi, con la direzione di M. Poubel e su disegno di J. P. Babelon.


Figura 3 - Preziosa che riceve altre donne colte nella sua "ruelle". Incisione di A. Bosse, XVII secolo.

 


Figura 4 - Salotto della contessa Maffei

 

I SALOTTI NEL SEICENTO E NEL SETTECENTO

I salotti divennero importanti nel Settecento, soprattutto grazie alle "preziose", che causarono un vasto movimento socio-culturale con proposte innovative sulla lingua, sulla letteratura e sulla condizione della donna.
I salotti erano situati nella sala di conversazione del palazzo e vi si discuteva di letteratura e arte, e più tardi di politica e patriottismo. Le riunioni nei salotti si possono ammirare grazie a dei dipinti, ad esempio di Bosse, nato nel 1635, che ritrae una riunione molto affollata in una "grande salle" dove si notano una tavolata molto animata, un gatto e un cane che giocano, una cameriera che tiene in mano un vassoio e due bambine sedute a terra.
L'arredamento è molto ricco, con mobili decorati, un letto a baldacchino, dei quadri appesi ai muri e le pareti delle stanze tappezzate. (Fig. 1)

Le donne, occupandosi dei salotti, capivano che la condizione di riservatezza consentiva una maggiore coscienza di se stesse, delle proprie capacità e del proprio potere; nei salotti era importante la parola, lo testimoniano le innovazioni linguistiche e letterarie.
Madame de Rambouillet introdusse locali più piccoli rispetto alla "grande salle" nel suo palazzo che Madeleine de Scudéry descrive così: "Si è fatta fare secondo il suo disegno un palazzo, che è uno dei meglio pensati che si trovino al mondo..." "Tutto è magnifico da lei: le lampade sono diverse dagli altri luoghi (...); l'aria è sempre profumata; numerose magnifiche composizioni fanno la primavera continua nella sua camera...". Un plastico realizzato dagli allievi della scuola Camondo (Parigi) mostra la "camera blu." Le pareti della stanza sono rivestite da un tessuto molto decorato, il letto è fatto a baldacchino, esso è affiancato da due paraventi mobili in cui probabilmente le donne si cambiavano. (Fig.2) Nel gran letto da parata, a baldacchino, della chambre bleu la marchesa riceveva sdraiata e gli ospiti si riunivano intorno a lei nelle due ruelles, cioè le due parti restanti tra il letto e le pareti. (Fig.3)

Le "preziose" si riunivano infatti nelle camere da letto, perché avevano bisogno di uno spazio, libero dal controllo della famiglia. Nelle riunioni si conversava con spirito rapido e leggero, fornendo definizioni e repliche e facendo nascere l'imprevisto. Si discuteva di linguistica, si faceva musica, letture e discorsi su soggetti prefissati. Il pittore Arnoult dipinse " La conversazione tra preziose" in cui ritrae tre dame di cui una a letto e le altre due sedute su comode sedie in un stanza da letto, esse indossano maestosi vestiti lunghi e ricchi di ornamenti, i capelli sono acconciati in splendide pettinature.
Nel Settecento i salotti diventano luogo d'incontro tra intellettuali e artisti anche stranieri. Le padrone di casa, come Madame Géoffrin (1699-1777) o Madame Du Deffand, discutevano con i loro ospiti delle loro ricerche, dei loro libri promuovendo la diffusione delle nuove idee e scoperte scientifiche. Dai salotti le donne presero coraggio per uscire pubblicamente specialmente nei primi anni della rivoluzione francese. Alcune compirono viaggi anche molto lunghi, ad esempio Madame de Stael e sua figlia giunsero a Mosca, una settimana prima di Napoleone, e poi proseguirono per l'Inghilterra.
A Milano si aprirono molti salotti politici, ad esempio quello di Clara Maffei nella sua abitazione dove visse dopo il divorzio dal marito. (Fig. 4)