Donne e conoscenza storica  

ritorna all'indice

 

Figura 8 - Mary Montague (1689-1762)

Figura 9 - Maria Gaetana Agnesi (1718-1799)

 

Figura 10 - Pellegrina Amoretti (1756-1787)

 

 

 

Figura 11 - Clelia del Grillo Borromeo (1684-1777)

INTELLETTUALI NEL SETTECENTO

Un'illustre viaggiatrice del Settecento fu Lady Mary Wortley Montague, celebre per avere insegnato all'Italia e all'Europa la vaccinazione contro il vaiolo, meritando anche le lodi del Parini. Mary Pierrepont, duchessa di Kingston, nacque a Theresby in Inghilterra. (Fig. 8)
Ricevette una raffinata educazione tanto che a vent'anni pubblicò una traduzione in inglese di un'opera greca l'Enchiridion di Epitteto.
Sposò Wortley Montague un diplomatico che ella seguì in ambascerie, tra cui quella in Turchia. Iniziò quindi, assieme al suo medico, a propagandare tra le madri il metodo per preservarsi dal vaiolo. Fece vaccinare suo figlio e convinse il governo inglese a sperimentare il vaccino sui carcerati. Visto l'esito positivo convinse diverse regine, tra cui le imperatrici Maria Teresa d'Austria e Caterina di Russia, a vaccinare i propri figli.
L'educazione umanistica era riservata a pochissime ragazze, che spesso la ricevevano indirettamente, ascoltando i precettori dei propri fratelli, come fece Maria Gaetana Agnesi (Fig. 9), una donna molto colta e intellettuale, che a nove anni pubblicò la sua prima Oratio, in cui invitava a non negare la cultura alle donne, tesi che riprese in seguito nelle Propositiones Philosophicae. Organizzò a Milano il Pio Albergo Trivulzio per curare le donne anziane e malate..
Maria Gaetana sapeva parlare il greco, il francese, il tedesco, lo spagnolo, l'ebraico e il latino, inoltre era buona conoscitrice di teologia, musica e di discipline matematiche. Papa Benedetto XIV chiamò alla cattedra di matematica dell'Università di Bologna Maria Gaetana Agnesi, che però rifiutò per non lasciare le sue attività a Milano.

L'unica città che permise alle colte dame di laurearsi fu Bologna, dove era possibile a entrambi i sessi di laurearsi. In essa Clotilde Tambroni insegnò greco, Laura Bassi astronomia, Delle Donne italianistica e Anna Manzolini apprese così bene l'anatomia che non si trovò in Bologna persona più esperta di lei nel sezionare i cadaveri.
Maria Teresa Agnesi, la sorella di Maria Gaetana, si dedicò fin da giovane al canto e alla composizione di musiche per clavicembalo e per violini. Si esibì nelle accademie e nelle case di nobili milanesi, ottenendo gran successo come cantante. Dopo il suo matrimonio si dedicò alla musica di teatro; si ricorda l'opera Ciro in Armenia, Il re pastore, Ulisse di Campania, La Sofonisba e Insubria consolata.

Le colte dame riuscirono a farsi ammirare e lodare nei salotti e nelle accademie, ma non fu senza lotta e contrasti che ottennero trasformazioni giuridiche e istituzionali a loro favore.
Un esempio è la ligure Pellegrina Amoretti che raggiunse il massimo della preparazione, studiando giurisprudenza con i libri del fratello maggiore. Nata a Oneglia, a 15 anni discuteva di filosofia e fisica, nonostante fosse una donna di una certa cultura, trovò notevole difficoltà a laurearsi a causa del suo sesso, anche se alla fine ottenne il riconoscimento legale al suo dottorato all'università di Pavia.
Nel ritratto appare imponente, con una corona di alloro che rappresenta il suo valore. (Fig. 10)

Gli uomini reagirono in due modi differenti: alcuni lodarono queste donne colte, altri invece sollevarono paternalistici dubbi sull'utilità sociale della diffusione della cultura fra le donne. Per esempio il cavalier Volpi e la pastorella d'Arcadia Aretafila Savini De Rossi. Il primo aveva timori che le fanciulle cadessero in estasi quando imparavano filosofia e matematica e Aretafila rispondeva unicamente per le rime. Infatti Aretafila, in Arcadia pastorella con il nome di Larinda Alagonia, scrisse un'apologia in favore degli studi delle donne. Il secondo esempio che diamo è di un cronista anonimo che, alla notizia delle nozze tra Laura Bassi e il cavalier Verratti, scrisse un articolo degradandola. Ma lei, ben salda nella sua fama di filosofa e astronoma, rimase alla sua precedente decisione di sposarsi con il cavaliere.

Un'altra città italiana in cui fu possibile alle donne prender posto in campi, prima riservati agli uomini, fu Venezia, dove per esempio potevano diventare giornaliste. Una donna famosa in questo campo fu Elisabetta Caminer Turra, direttrice di un giornale, che propose numerose traduzioni di opere femministe e non, dal francese e dall'inglese. Così le opere di Madame de Genlis, della Lambert e di altre vennero diffuse in Italia da sue traduzioni o annunciate da suoi articoli.
Maria Teresa, imperatrice dell'impero asburgico, non concesse alle donne colte privilegi considerati maschili. Infatti era una sovrana che non voleva inimicarsi il "sesso forte". Nei confronti di Maria Gaetana Agnesi, che nella dedica del suo più importante libro le ricordava la questione femminile, lei non rispondeva né con cattedre né con la possibilità di creare un ospedale femminile, ma con i soliti doni quotidiani.

Maria Teresa D'Austria non fu più dolce con l'altra dama dotta, la contessa del Grillo, che invece fu calunniata. Infatti Clelia del Grillo Borromeo, genovese esperta in studi matematici e geometrici, fondò l'Accademia dei vigilanti per lo studio della geometria. Gli austriaci nel 1746 le confiscarono i beni e nel 1749, quando fu perdonata, aprì un teatro nel suo palazzo.(Fig.11)