Donne e conoscenza storica  

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Figura 18 e 19 - Miniere di carbone in Inghilterra. Da Sections of an English Coal Mine, Londra, Mansell Collection

 

Figura 20 - Children's Employment Commission, First Report of the Commissioners Mines, Londra, William Cloves and Sons,m1842.

DOCUMENTI SUL LAVORO IN MINIERA E IN FABBRICA

Testimonianza di Betty Harris

Nella sua testimonianza a una Commissione parlamentare d'inchiesta Betty Harris racconta la sua vita trascorsa in miniera, da quando si è sposata all'età di 23 anni.
Prima, da quando aveva 12 anni, aveva lavorato come tessitrice, e per questo non aveva avuto l'opportunità di imparare a leggere e a scrivere.
All'epoca della testimonianza lavorava per Andrew Knowles in una miniera e riceveva appena sette scellini alla settimana.
Tirava i vagoncini per il trasporto del carbone anche quando era incinta. Quando tornava a casa era stanca e stravolta dal lavoro non aveva il tempo di dedicarsi ai suoi figli , non riusciva neanche a lavarsi prima di andare a dormire, poi, come se non bastasse, suo marito la picchiava di frequente perché non era svelta nello svolgere il suo lavoro. Betty aveva due bambini che per la loro piccola età non lavoravano ancora. Portava una cintura attorno alla vita, una catena che le passava tra le gambe e camminava sulle mani e sulle ginocchia in cunicoli stretti e a volte ripidi.

Nel pozzo dove lavorava c'erano sei donne e sei ragazzi e ragazze.
Il pozzo era sempre molto umido e l'acqua arrivava sempre alle caviglie e spesso Betty arrivava a casa inzuppata.
Una sua cugina si occupava dei bambini durante il giorno.
Questo era un lavoro durissimo e lo possiamo vedere anche da immagini dell'epoca.

In una stampa vengono rappresentate due donne anziane che hanno sulle spalle ceste piene di carbone, una di queste sta salendo le scale a piedi nudi, da questa immagine si capisce che lavoravano duramente e si stancavano molto. (Fig. 18)
La seconda stampa raffigura una donna che sta trascinando un cesto pieno di carbone, questo cesto è legato alla vita, la donna è inginocchiata e scalza. (Fig. 19)

Nella terza stampa vediamo un lunga scala salita da alcune donne che trasportano carbone. (Fig. 20)

Le regole per lavorare in fabbrica

Le fabbriche davano lavoro a molti operai ed operaie, ma si dovevano rispettare delle severe regole; con le multe inoltre si diminuiva il salario.
Le regole fondamentali per il lavoro nelle fabbriche riguardavano il ritardo di cinque dieci o quindici minuti e le possibili disattenzioni.
Per ogni bobina trovata sul pavimento, per ogni stiratura, torcitura, per ogni spreco sul pavimento, per ogni bobina rotta se non si poteva trovare un colpevole, tutto il gruppo doveva pagare.
Venivano date multe diverse a ogni persona che dimenticava di usare il grasso al momento opportuno, che chiacchierava con altre o non puliva il macchinario, se due persone venivano trovate in un'unica ritirata, chi si allontanava dal suo posto di lavoro, chi parlava con qualcuno al di fuori del proprio reparto, chiunque portava bobine sporche.
Veniva licenziato/a chi bestemmiava molte volte, se era maschio e veniva trovato nella ritirata delle donne, chi volontariamente o per negligenza danneggiava un macchinario, chiunque veniva trovato a fumare sul posto di lavoro.
I padroni imponevano inoltre ai lavoratori di lavarsi almeno due volte alla settimana il lunedì e il giovedì e, se non veniva rispettata questa regola, li multavano. Chi lavorava doveva anche pulire la fabbrica.

Occupazione femminile nel settore tessile nel 1839

Nel settore tessile in Inghilterra nel 1839 le persone che lavoravano erano 419. 590 di cui uno 192 887 inferiori ai 18 anni, 242.296 donne di cui metà erano ragazze inferiori ai 18 anni, 80. 695 sono uomini sotto i 18 anni, 96599 uomini adulti . Nel settore tessile dunque lavoravano soprattutto donne, fino a 16 anni maschi e femmine ricevevano lo stesso salario molto basso, dopo i 16 anni guadagnavano di meno dei ragazzi