Donne e conoscenza storica
       
Vivere Vivere Vivere: donne dai luoghi dei conflitti

di Maria Inversi

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Malika Zuba - giornalista - Algeria

Dal 1988 l'Algeria si avvia ad un processo di democratizzazione immediatamente bloccato dai fondamentalisti che asserivano che per Allah le donne non sono simili agli uomini. Il diritto di famiglia aveva misure retrive e concessioni di diritto solo ai maschi rendendo così la donna cittadina di serie "B", mentre la costituzione prevede la parità. La lotta contro il terrorismo doveva concentrarsi sull'ideologia fondamentalista. I fondamentalisti erano quasi riusciti ad imporsi con la forza e la violenza perpetrata contro vecchi, donne e bambini e la minaccia di uccidere tutte le donne che avrebbero manifestato contro di loro. Nel 1996, sedici donne che manifestavano furono uccise, ma alle 12,30 dello stesso giorno eravamo venti e alle 14,30, compresi i civili di diverse associazioni, diventammo mille. Noi lottiamo contro il fondamentalismo e i fondamentalisti con cui il governo ha cercato compromessi e a causa di cui, nel 1999, è stata concessa un'amnistia a tutti gli uomini colpevoli di violenza sulle donne (complessivamente sono state violate 5.000 donne). Pochi giorni fa sono stati uccisi in un villaggio ventuno membri della stessa famiglia e donne single che vivevano in un quartiere povero e tacciate di praticare la prostituzione. Nella regione berbera i giovani sono stati uccisi a centinaia sia dentro che fuori dalle caserme.. La regione berbera chiede il riconoscimento della propria lingua e la liberazione di quanti siano stati accusati di sommossa. Nella piattaforma erano assenti i diritti per le donne. I Berberi non hanno avuto né parlamento, né sindaci. Nell'ultima elezione l'afflusso alle urne è stato minimo perché la gente non crede più alla possibilità dei cambiamenti. I paesi occidentali ritengono che là dove c'è elezione e autonomia, ci sia democrazia, ma evidentemente non è così. Pensare che le donne musulmane costituiscono una minoranza o un'eccezione nel mondo è pretesto per non farsi carico della responsabilità del cambiamento. I diritti umani sono diritti universali e, poiché proprietà di tutti, rappresentano il nostro comune retaggio culturale. Non c'è pace senza giustizia e in Algeria, la pace, non c'è.
Amina Rouchati - Marocco, sindaco dell'Unione Marocchina
Sono qui, stasera, per essere solidale con tutte le donne che sono giunte dai luoghi di conflitto, i colleghi, le sorelle, i fratelli che oggi sono in guerra. La situazione delle donne marocchine ha conosciuto dei miglioramenti grazie alle azioni dei movimenti di donne progressiste, sindacati e di varie associazioni. Nel 2000, le donne marocchine hanno organizzato una grande marcia mondiale contro la povertà, la violenza, la guerra e tutto ciò che rappresenta un danno alla loro esistenza. In seguito, via rete, abbiamo raccolto 1.000.000 di firme riuscendo a far cambiare il codice di famiglia. Diverse associazioni sindacali e di varia composizione, in tutto il Marocco, lavorano a sostegno dei diritti delle donne; grazie a questa collaborazione è stato possibile aprire sportelli giuridici e ginecologici. Avevamo chiesto che il 30% dei parlamentari fosse donna: ne sono state elette trenta.
Il paese versa in grave povertà e le donne piangono i figli e le figlie costrette a prostituirsi e ad allontanarsi da casa per sopravvivere.

continua